Sabato 3 e domenica 4 luglio a Campitello di Fassa (pochi chilometri prima di Canazei) la Società Sportiva Val Di Fassa Climbing ha organizzato la terza prova della Coppa Italia di difficoltà.
53 i concorrenti maschi e 15 le donne. Solo 7 i prequalificati perché alcuni erano in trasferta a Benasque - località dei Pirenei - dove contemporaneamente si è svolta la prima tappa della Coppa del Mondo di Boulder. Prima della gara tutti gli atleti e gli organizzatori si fermano un minuto in silezio per ricordare anche in questo modo l'amico scomparso da pochi giorni Massimo Bruseghini. Si comincia sabato sotto una calura decisamente estiva con le qualificazioni maschili flash. Loris Manzana ha tracciato due vie di diversa difficoltà. Quindici atleti saliranno la più facile fino in catena, mentre solo 5 saliranno completamente l'altra ritenuta decisamente più impegnativa. Una forma di gara - questa - piaciuta molto agli atleti. Si qualificano in 17 e tra questi Enrico Baistrocchi (C.U.S. Bologna) che dimostra di essere in gran forma perché alla fine è sesto. Anche Patrick Daberto - atleta locale - ottiene due catene, assieme a Sordo, Modoni, Billoro e Pesavento.
Il giorno dopo il tempo si guasta e piove per molte ore costringendo tutti ad una notevole fatica: molte ore di isolamento e molto freddo per gli atleti, molto stress per gli organizzatori e per gli Ufficiali di Gara. Tra i semifinalisti Lagni, Ghidini, Crespi e Zardini dimostrano di avere davvero voglia di vincere. La semifinale viene interrotta più volte a causa della pioggia e solo verso sera inizano le finali. Tra le donne "catena" in semifinale per Martina Artioli e Jenni Lavarda mentre Iovane e Benetti sono terze.
Le finali si svolgono in contemporanea per cercare di abbreviare i tempi diminuendo così le probabilità di pioggia. La repentina modifica di programma rende forse la finale femminile abbastanza facile: quattro atlete in catena di cui due (Lavarda e Artioli) devono affrontarsi in superfinale. Vince Jenny Lavarda. In campo maschile Dino Lagni è l'unico a raggiungere la catena di una lunga e difficile via seguìto da Zardini e Ghedini.
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