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Arco domenica 12 settembre 1999. Giornata conclusiva del Rock Master 1999: è in programma la seconda ed ultima manche, la prova sulla via 'lavorata'. Dopo il primo 'Sint Roc Bouldering Contest': la gara di boulder di venerdì vinta in campo maschile dal bravissimo Daniel Andrada (ESP) e da Elena Choumilova (RUS) nella categoria femminile. Dopo la vittoria dell'ucraino Vladimir Zakharov nel parallelo di velocità di sabato. Ecco arrivato il momento dell'atteso epilogo. Difronte al rituale, colorato e foltissimo pubblico - ogni centimetro del prato sotto la struttura di gara é occupato - si affrontano gli atleti considerati tra i più forti del mondo nella specialità della difficoltà (16 nella categoria maschile e 12 in quella femminile). La classifica provvisoria, dopo la gara 'a vista' di sabato, vede in testa il russo Evgueni Ovtchinnikov seguito nell'ordine da Yuji Hirayama (JNP) e da François Legrand (FRA). Subito dietro due italiani, al 4° posto difatti troviamo Bernardino Lagni - bravissimo nella sua prima apparizione al Rock Master - e al 5° Cristian Brenna. Luca Zardini e Luca Giupponi partono, invece, rispettivamente dall'ottava e tredicesima posizione. Tra le atlete guida la classifica provvisoria Muriel Sarkany (BEL) seguita da Katie Brown (USA) e quindi da Liv Sansoz (FRA), Martina Cufar (SLO) e Isabelle Bihr (FRA). Le vie disegnate da Marzio Nardi e J.B. Tribout sono molto dure e tecniche, lo si capisce subito vedendo il primo gruppo di sette atlete che fanno da preludio alla gara maschile. Tra loro, le italiane, Luisa Jovane e Jenny Lavarda hanno dato il massimo classsificandosi rispettivamente al sesto e nono posto della classifica finale. Dopo questo assaggio ha inizio la gara maschile. La via, lunga e insidiosa, mette tutti a dura prova tanto che nessuno alla fine raggiungerà la 'catena' . E' l'ultimo tratto del tetto che unisce la parete di sinistra a quella centrale che vede cadere la maggior parte degli atleti: solo in tre riusciranno a superarlo. Christian Bindhammer partito dalla nona posizione della classifica provvisoria è il primo a porre mano sulla parete centrale ma cade subito, intanto però - e lo si saprà dopo - questo gli varrà la quarta posizione nella classifica finale. Più in basso cadono difatti Brenna e Dewilde a m. 15.46, quindi Zardini, Sharma, Krivocheicev, Hirayama a m. 14.92 e poi Lagni a m. 14.28. Tutti gli altri cadono ancora più in basso. Bisogna aspettare il penultimo concorrente il bravo e sempre impeccabile tecnicamente François Legrand, autore di alcuni accorgimenti di classe come un incastro di gamba sotto al tetto, perchè venga percorsa la parte superiore del tracciato. Per un attimo s'intravede la possibilità della storica cinquina di vittorie per il francese che però cade (m. 18.88) non ancora in vista della catena. Tutto si risolverà all'ultimo quindi come nelle migliori tradizioni. Tra le ovazioni del pubblico, difatti, è proprio il fortissimo Evgueni Ovtchinnikov che - dimostrando una forma strepitosa - va più in alto di tutti (m. 21.72). E' lui, meritatamente, il vincitore del Rock Master 99. Lo seguono François Legrand (2°) che scavalca per la somma dei due percorsi Hirayama (3°), quindi Bindhammer (4°), Brenna (5°) e Lagni (6°). Poi tutti gli altri, tra cui gli italiani Zardini (8°) e Giupponi (13°). A questo punto arriva il momento della seconda parte della gara femminile. Partono le prime cinque della classifica provvisoria. Nell'ordine si presentano all'attacco in ordine inverso di classifica Bihr, Cufar, Sansoz, Brown e Sarkany. Ne vien fuori un avvincente finale di gara con tanto di colpo di scena: Katie Brown poco dopo la partenza tocca con il piede uno spit (non utilizzato per la via). Viene fatta proseguire e, lentissima ma inesorabile come sempre, arriva molto in alto, più in alto di tutte. Ma c'é quel piede sullo spit e alla fine la giuria, visionato il filmato, le da per buona solo l'altezza raggiunta prima dell'infrazione che vale (solo) la settima posizione finale. Finisce con la vittoria di Muriel Sarkany, una bella prova la sua! Subito dietro si classificano Liv Sansoz, seconda, e Martina Cufar, terza. Cala così il sipario. Ancora una volta il Rock Master si é confermata una bella gara, molto amata dagli appassionati e dagli atleti. Complimenti dunque alla perfetta e colaudata Organizzazione che non ha mancato di annunciare novità importanti per la prossima edizione. Arrivederci allora ad Arco per il Rock Master 2000. Intanto per saperne ancora di più sulla gara ritornate su PlanetMountain.com, sono in programma ulteriori approfondimenti. |
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