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| LA GARA |
(Informazioni e classifiche) | |||||||||||
(di Luigi Colò) Si comincia sabato mattina con le due prove in stile flash. 35 gli atleti presenti provenienti da tutta Italia. Qualche gradito nome nuovo proveniente dalla Puglia, Lazio ed Abruzzo. Il tracciatore ha preparato due belle vie che richiedono a tutti forza nelle dita e capacita di movimento. Il giorno dopo arrivano gli atleti prequalificati e le ragazze. Una difficile via di semifinale mette a dura prova tutti i campioni. Un nome nuovo emerge su tutti: e Lucio Giudici di Tradate che raggiunge il punto piu alto. In campo femminile sei atlete raggiungono la catena: Iovane, Marchisio, Francone, Artioli, Lavarda e Benetti. Anche in questa categoria qualche nome nuovo proveniente da Puglia e Sardegna. Alle 15 iniziano le finali. Per la categoria femminile un lunghissimo itinerario con un bel saliscendi finale ferma tutte le atlete in punti diversi. Solo Marchisio e Iovane se la devono vedere in superfinale sulla via di finale maschile dove vincera Luisa. In campo maschile, la via finale sembra piu facile della semifinale. In realta nessun atleta raggiungera la catena. Vince Donato Lella che indovina perfettamente la sequenza finale ma cede sugli ultimi appigli. In generale molto belle le vie tracciate con grande professionalita. |
(Luisa Jovane) Si è svolta dal 23 al 24 maggio la terzaprova di Coppa Italia, presso il Centro Sportiva UISP Fulvio Bernardini, inuna tranquilla zona periferica della capitale. La struttura fissa, costruita dalla Plastic Rock di Rovereto e ampliata successivamente, altacirca 15 metri, non è molto strapiombante, ma il tracciatore Tito Pozzoli è riuscito lo stesso ad offrire agli atleti delle vie interessanti e di continuità. Il sabato si svolgevano come di consueto le qualificazioni, a cui prendevano parte circa 35 arrampicatori, molti dei quali del Centro-Sud Italia, che approfittavano di una gara finalmente "vicina". Tra i prequalificati mancavano Brenna, Zardini, Calibani e Gnerro, che preferivano rinunciare alla pesante trasferta, considerata la densità del calendario nazionale. La domenica mattina durante la dura semifinale maschile, dove nessuno raggiungeva la catena, si metteva in luce a sorpresa Lucio Giudici, davanti a Core e Scarian, sei ragazze completavano invece il percorso femminile. Memori dell'esperienza dell'anno precedente, in cui i temporali primaverili avevano seriamente compromesso l'esito della gara, si proseguiva velocemente con la finale femminile sulla placca, in cui sia Stella Marchisio che Luisa Iovane raggiungevano la catena. Sull'altra parete, un pò più strapiombante, cominciavano subito a confrontarsi i 10 finalisti maschi. Dopo la lettura dei risultati il vincitore annunciato dalla giuria, Dino Lagni del Maneton, metteva in dubbio la correttezza della classifica, affermando che Donato Lella aveva tenuto una presa più in alto di lui. I giudici dovevano dargli ragione, e la vittoria passava così a Lella (La Pietra Pinerolo); solo il secondo posto per Dino quindi, ma una menzione per il suo ammirabile spirito sportivo, terzo il poliziotto Luca Giupponi, 4° Core, pure della polizia, 5° Bruseghini, 6° Alippi, 7° Scarian. La superfinale femminile si svolgeva sulla via di finale maschile, rimasta invariata, Stella Marchisio veniva fermata da un difficile allungo, mentre Luisa Iovane della Plastic Rock proseguiva fino allo strapiombo assicurandosi la vittoria. La classifica femminile continuava con Alessandra Francone 3°, Martina Artioli 4°, Jenny Lavarda 5°, Ulla Walder 6°, solo 7° Lisa Benetti, piazzamento sotto le sue capacità, dopo la vittoria a Bolzano. Nel complesso una riuscita manifestazione, ottimo risultato della collaborazione UISP-FASI, in cui gli organizzatori, oltre a curare la parte tecnica, hanno cercato di appianare le difficoltà logistiche dei partecipanti, per esempio permettendo loro di dormire nella palestra adiacente, piccolo dettaglio, segno però di buona volontà e molto apprezzato dagli atleti. |
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| Grande sportività per Dino Lagni, secondo nella gara di Roma (foto F. Tremolada) |
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