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Il commento - la classifica - portfolio
Milano 11/9/98
COPPA DEL MONDO a Milano.
Essendo solo due le prove previste in calendario, veniva accettata la candidatura di Milano, in via eccezionale perché la parete sarebbe stata montata all'aperto. Il rischio di annullare la gara, dopo una decina di giorni di maltempo, che avevano provocato gravi danni e inondazioni, era stato in effetti notevole, ma l'ottimismo alla fine veniva premiato. A tempo di record era sorta la parete nel cuore della città, a pochi metri dalla Stazione Centrale e anche i tracciatori Lella e Nardi erano riusciti a portare a termine ottimamente il loro compito, sopperendo con l'esperienza al tempo mancante.
La parete era coperta da graffiti, poco apprezzati dagli atleti perché rendevano molto confusa la lettura delle vie, ma perfettamente intonati con l'ambiente cittadino della stazione. Alcuni stands con esposizione di prodotti del settore contribuivano all'importante funzione promozionale e informativa della manifestazione, seguita da un pubblico numeroso e interessato. Alto anche il numero di partecipanti, quasi 150, per tre giorni di gara.
I concorrenti dell'Open riportavano di incontri poco piacevoli con gli "abitanti" della piazza Duca d'Aosta, ma la situazione migliorava decisamente il giorno dopo, grazie ad un'attenta sorveglianza dei gabinetti allestiti nell'isolamento.
Dei 13 italiani 5 si qualificavano attraverso l'Open, aggiungendosi agli otto della squadra per i quarti. In semifinale arrivavano in 7, buon risultato di gruppo, considerando una via tanto selettiva da eliminare addirittura Legrand. In campo femminile, le partecipanti alla finale si qualificavano con due prove nello stesso giorno; Luisa Iovane risultava, al 10° posto, la prima esclusa. Stella Marchisio 15°, Martina Artioli 26°, Lisa Benetti 39°, Francone 42°, Walder 47°, Ferrero 51°, Balteri 54°. Inferiori alle aspettative i risultati di semifinale anche per la squadra maschile. Un passaggio di difficile interpretazione sotto un tetto metteva infatti termine alla prova di molti potenziali finalisti e si qualificava quindi chi, per intuito o per semplice fortuna, aveva imbroccato la sequenza giusta. Per la prima volta in finale si ritrovavano i francesi Villien e Gallot, addirittura partiti dall'Open e lo svizzero Wandeler. Svanivano così le speranze per i nostri Core, 13°, Zardini, 15°, Giupponi e Ghidini, 18°, Lagni e Zavagnin, 22°, tutti più o meno alla stessa altezza, e Brenna rimaneva da solo a rappresentare la squadra in finale. Purtroppo Christian non riusciva ad esprimersi al massimo, e una deludente (per lui) quarta posizione comprometteva anche il risultato finale della Coppa del Mondo generale. Vinceva infatti il simpatico Yuji Hirayama, che con un secondo e un primo posto si porta così in testa alla classifica generale. Lo seguivano il russo Krivoshetsev e Arnaud Petit, 5° Wandeler, 6° Vickers, 7° Gallot, 8° Villien. Tra le ragazze la Sarkany ristabiliva la parità , battendo la Sansoz, 3° la sorprendente polacca Iwona Gronkiewicz, nota per i suoi combattimenti epici, ma mai salita sul podio, 4° Bodet, 5° Uhden, 6° Schultz, 7° Bereciartu, 8° Leflem, 9° Tcherechneva.
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