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| Arco (Tn) Rock Master 12-13/9/98 Al prestigioso appuntamento autunnale per l'elite mondiale, il dodicesimo Rock Master, non mancava nessuno, anche se aveva luogo appena quattro giorni dopo la Coppa del Mondo di Courmayeur. Dodici ragazze e diciassette ragazzi, invitati per la loro posizione nella classifica internazionale o come Wild Card, con grandi aspettative per gli italiani Brenna, Zardini e Core, dopo i recenti successi internazionali. Ma Legrand non sarebbe stato facile da battere, era già da un mese ben acclimatato ad Arco, e dopo aver scoperto che gli ottimi gelati del Tarifa, oltre a caricare lui, potevano perfettamente sostituire gli omogenizzati per il suo neonato, giocava praticamente in casa. Peccato invece per l'assenza degli americani: Katie Brown sembra aver problemi con la crescita, che si è bloccata dopo aver raggiunto i 40 kg e Chris Sharma infortunato a un ginocchio. Nonostante le minacciose previsioni del tempo, la mattina del sabato, il pubblico di fedelissimi si affollava all'entrata del Climbing Stadium, con materassini e ombrelloni: in fondo nella storia del Rock Master non era mai stata cancellata una prova. Questa volta invece gli acquazzoni continui erano veramente troppo: nei brevi intervalli i tracciatori Marzio Nardi e JB Tribout si affannavano ad asciugare gli appigli, e subito un rovescio di stravento rendeva vani i loro sforzi. Così nel tardo pomeriggio, dopo un'attesa snervante per gli atleti, che nel frattempo avevano continuato a scaldarsi in isolamento, nella speranza di poter partire, si doveva annullare la prova "a vista" con gran delusione di tutti. Quella sera perfino la Sarkany si lasciava andare, e invece della solita pasta cucinata sul fornelletto, si faceva tentare dalle leccornie preparate dall'Antonietta dell'Albergo Al Sole, che cercava di consolare così gli atleti. Almeno gli appassionati della velocità potevano assistere al classico Parallelo, sempre entusiasmante, con voli per gli atleti di oltre dieci metri e lo scontro a mezz'aria con gli assicuratori sollevati dal suolo. Fortunatamente la giornata di domenica con un sole splendido ripagava la tensione dell'attesa. Le ragazze potevano scaricare le loro energie sulla "via lavorata", che avevano già provato per 25' il giovedì. Una via temuta, con passaggi molto atletici fin dall'inizio, che risultavano fatali alla quattordicenne Jenny Lavarda, la sorpresa dell'estate, notevolmente sotto pressione al suo primo Rock Master: la penultima posizione era una grande delusione per il folto gruppo di parenti e amici presenti ad incitarla, che si aspettavano molto di più dopo una serie di vittorie in campo nazionale. Stella Marchisio, pure la prima volta a Arco, saliva poco oltre, terminando 10°, Luisa Iovane finiva 8°. Avendo entrambe completato la "via lavorata", Muriel Sarkany si doveva confrontare di nuovo con Liv Sansoz in superfinale, dove si imponeva quest'ultima. Lo stesso podio quindi della settimana precedente, con Elena Ovtinnikova in terza posizione. La "via lavorata" maschile presentava un movimento di grande effetto, già effettuato nelle gare di boulder, ma inedito in una via lunga: un lancio in obliquo verso il basso, praticamente una caduta libera in cui bisognava riuscire ad aggrapparsi al volo a un grande appiglio. Giupponi si fermava al 13° posto, Brenna, troppo in tensione, non iniziava nemmeno il lancio e finiva 11°, Core, Zardini e Alippi non riuscivano a frenare la caduta e finivano pari merito con altri tre al 5° posto. In quattro superavano il trabocchetto: Rakhmetov 4°, Lombard 3°, Hirayama 2°, e Legrand, che dopo il lancio riuscito, si rilassava e completava facilmente la via per la vittoria. |
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