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commento di Roberto Fioravanti

Al quarto blocco riuscito Christian è sicuro di avere cancellato il rischio di finire respinto dal primo posto sul podio della Coppa del Mondo di Bouldering. E' raggiante! stringe a due mani la presa finale, si gira verso il pubblico e, sorridente, tenendosi a quell'ultima presa con una mano con l’altra lo saluta.

Ormai é vittoria matematica! una vittoria attesa, sudata e meritata. Dopo i primi posti a Val d’Isere e Chamonix, un ottavo posto a Benasque, un quinto a Bardonecchia e un quarto a Cortina, Christian ha monopolizzato l’attenzione della capitale dell’arrampicata francese con una gara ad altissimo livello.

A Grenoble, fin dal primo problema, Christian Core ha dimostrato una sicurezza e una determinazione più forti che mai. Prima della prova si mostrava ancora titubante e possibilista: a un passo dalla vittoria tutto poteva rimettersi in gioco. Ma la gara ha fugato ogni dubbio, vederlo salire è stato veramente impressionante.
Nell'ordine di partenza Christian era preceduto da Kazbekov, l’unico che poteva batterlo, questo ha giocato a suo favore dopo che il suo più diretto avversario non é riuscito a risolvere il secondo blocco.


In Italia, per una breve intervista, sono ospite di Christian nella tranquilla villetta alla periferia di Savona dove abita. Dopo la vittoria della Coppa del Mondo è a riposo: i tendini devono riprendersi dallo stress subito.

Quando hai cominciato a scalare?
A dodici anni ho avuto lo sghiribizzo di provare a arrampicare così sono andato con degli amici di Savona che avevano un negozio di materiale d'arrampicata... ai miei genitori è venuto un accidente.

Conservi ancora degli amici da quel periodo?
Si, pensa che a Grenoble c’erano degli amici di allora che sono venuti a trovarmi, è stato molto bello.

Cosa ti piace dell’arrampicata?
Che non è mai uguale. Ci sono i blocchi, la resistenza, le placche, gli strapiombi, i buchi, il muro, le prese nuove... ti puoi stufare di andare in un posto, allora cambi ed è tutto nuovo.

Hai viaggiato molto?
Un poco, sono stato in Svizzera, Spagna, Francia, Croazia, Stati Uniti e a Malta

Se potessi tornare da qualche parte?
Ritornerei negli Stati Uniti.

Fai boulder da tanto tempo?
Più che boulder 'faccio forza' da tanto tempo, perché ho più forza che resistenza e per me è più facile allenarla. Adesso però devo fare anche esperienza. Diciamo che ho tanta forza ma sono un in difficoltà su altri aspetti importanti come la respirazione, la tecnica, la lettura del passaggio. Ora, infatti, mi sto allenando in placca, mi sono accorto che è un mio punto debole e d'altra parte in ogni gara te ne mettono una. Anche se trovo che siano veramente antiestetiche, penso che facciano bene a metterle perché si deve dimostrare di essere completi. Altrimenti in un circuito come la Coppa del Mondo si avvantaggerebbe troppo chi è forte in un particolare 'stile' mentre i 'problemi' devono essere il più possibile vari. Molte volte per esempio mi sono reso conto di aver sbagliato dei passaggi pur risolvendoli: erano, magari, dei passaggi tecnici che però avevo risolto con delle gran 'sditate'.

C'è qualche arrampicatore che hai ammirato particolarmente in questa competizione?
Tutti, mi hanno stupito Daniel Dulac, Dani Andrada, Serik Kazbekov, soprattutto Andrada saliva ovunque a vista, stringeva delle cose intenibili come se fossero le prese di un 5°, Dulac ha una incredibile capacità di lettura... vedendo loro mi rendo conto di dover migliorare ancora molto

Come vivi la gara?
Una gran tensione sono sempre molto nervoso…

é una sfida contro te stesso o contro gli altri….
No come una sfida contro il blocco, quando arrivo sotto il blocco devo dare il massimo non mi importa poi se arrivo primo o ultimo, vorrà dire che gli altri sono stati migliori di me, quello che mi importa è di avere dato il massimo, capire il blocco, respirare bene, questo è quello che mi interessa vivere.

Come ti sembrano i regolamenti?
Credo ci vorrebbe un po' più di serietà da parte dei giudici ma capisco che è difficile è uno sport che sta crescendo, anch'io sto crescendo con questo sport. Semplicemente ti girano le scatole
quando vedi succedere delle cose che non dovrebbero senza che nessuno se ne accorga (c'erano giudici più severi alla coppa Italia che alla coppa del mondo).

A differenza di altri atleti di alto livello non si legge molto spesso il tuo nome nelle cronache, non sei particolarmente conosciuto per i tuoi successi in falesia o su blocchi….
Ci sono dei casi in cui fa piacere anche a me far conoscere i miei risultati in falesia. Ma questo non è il mio scopo, sono cose personali, vedi un conto è la gara.. un conto é se faccio un 9a durissimo in falesia...può anche essere che a te non te ne freghi niente...

La mia impressione è che tu sia estremamente metodico e che riservi all'arrampicata sul naturale un ruolo propedeutico alla competizione?
No assolutamente no, l'arrampicata sul naturale è un altro pianeta lì puoi veramente sentire le energie, sia le tue che quelle della roccia, il movimento, l'aria…non so se riesci a seguirmi, forse sono cose piu facili da sentire che da spiegare. C'è una gran simbiosi, sono cose che in gara non riesci a sentire, c'è un muro di pietra in mezzo.

Cosa pensi del doping? Ti sembra che ci siano degli atleti dopati nel mondo dell'arrampicata?
Non credo che esista doping in arrampicata per diverse ragioni. Primo non ci sono soldi. Poi perché rischi troppo. Paradossalmente inoltre, il doping non ti lascia vincere: se prendi delle sostanze e il tuo successo è legato a queste sostanze non sei tu a vincere ma è il medico che te le ha prescritte; sei solo una macchina che ha ricevuto una benzina diversa e questo mi sembra triste…

Serik Kazbekov cerca con lo sguardo il cronometro o cerca l’ispirazione? Pressato da Christian Core che lo segue e contrariamente a lui sale tutti i problemi.
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