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I tempi cambiano... ma qualcosa rimane

26.05.2006 di Alberto Gnerro

Doctor Gnerro e i tempi che cambiano... Riflessioni dall'ultimo Melloblocco di Alberto Gnerro.

Alberto Gnerro

Doctor Gnerro, al secolo Alberto Gnerro e i tempi che cambiano... Riflessioni dall'ultimo Melloblocco. Per chi l'avesse mai dubitato ecco la prova che anche i fortissimi hanno un'anima. O meglio: la ri-prova che l'arrampicata alla fine è solo passione pura. Non solo numeri o bicipiti gonfi (che, intendiamoci, servono e son 'buoni' anche quelli) ma passione fortissima che ti prende come una 'dolce' e imperdibile... malattia.


TIMES ARE CHANGING... MA QUALCOSA RIMANE!
di Alberto Gnerro

Come fa bene stare in mezzo alla gente… In Val di Mello eravamo più di molti, forse tanti, ma alla fine il numero non importa… lo spettacolo era appagato dalla vista… tante piccole formiche vestite di azzurro che cercavano di portarsi a casa qualcosa… Sembra che per due giorni l'arrampicata si prenda la sua piccola rivincita e si porti a casa quel po' di notorietà che gli è dovuta…

Spettatori, appassionati ed amatori seri e capaci, atleti professionisti, ex atleti e ciò che di loro ne rimane… Times are changing… è la frase che scaturita dalla stessa sensazione, più mi ripetevo in questi due giorni a contatto con altri arrampicatori… I tempi cambiano giustamente e con loro le persone ma questa è una cosa personale che sento al momento. E allora quei diciotto anni che mi separano dal Rosso volante (un esempio per tutti ) questo week end mi sono sembrati più pesanti del solito quasi non fossero anni ma ben altro…

E l'era dei Gabry, dei Daniel Woods, dei Caminati che con la loro freschezza e motivazione sbaragliano il campo con la stessa energia che ha un'onda quando si infrange e spazza la riva… e a noi che siamo alle soglie dei quaranta non ci resta che scegliere. Farsi spazzare via lasciandosi frullare tra i frangenti, o provare a cavalcare l'onda e usare la loro giovinezza come farebbe il capitano con il suo gregario lasciandosi trascinare per fare la volata finale in attesa che ritorni “un mercoledì da leoni”.

Io scelgo la seconda opportunità e come me molti altri, anche se restare a galla sembra essere sempre più difficile e gli sforzi che bisogna fare a livello fisico e motivazionale sono enormi. E' una regola che vale per tutto ma non per tutti. Non sei nessuno e hai bisogno di aria e allora provi ad emergere dal fondo e una volta che hai conquistato uno spazio cerchi di conservarlo agitando le tue braccia. E poi, piano piano, quando queste stanche nel lungo agitare perdono il vigore di un tempo, con la stessa velocità con cui ti sei guadagnato quell'ossigeno che ti fa ha fatto vivere alla grande, sei nuovamente pronto per immergerti di nuovo portandoti dietro l'astratta ricchezza di cui noi tutti conosciamo il significato.

E allora, dopo vent'anni che tiri e ti chiedi che cosa rimane quando inizia questa discesa, il tutto si traduce in "passione". E la mia passione, a mezzogiorno di domenica, con la pelle distrutta e l'avambraccio svuotato da quei fantastici passaggi, mi dirotta sul Sasso Remenno alla ricerca di prese migliori... anche scavate qualcuno mi ha detto passando... Eh sì, pensandoci è proprio vero: da quei bellissimi blocchi mi sono spostato su delle prese che hanno visto la luce grazie ad un trapano... devo essere impazzito ma probabilmente un po' di energia c'e ancora e allora mi accorgo che per me l'arrampicata è bella ed importante in ogni sua forma. Times are changing... ma qualcosa rimane!

Alberto "Doctor" Gnerro


www.doctorgnerro.it
Melloblocco 2006 su PlanetMountain


Nella foto Alberto 'Doctor' Gnerro al Melloblocco 2006 (ph Giulio Malfer)

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