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Himalaya: Silvio 'Gnaro' Mondinelli, Giampaolo Corona e Giampaolo Casarotto in vetta al Lhotse

19.05.2006 di PlanetMountain

19/05, Alle 10 (ore locali) Silvio 'Gnaro' Mondinelli, Giampaolo Corona e Giampaolo Casarotto hanno raggiunto la cima del Lhotse (8516m). Per Mondinelli è il 12° Ottomila, tutti senza ossigeno. Intanto, Meroi, Benet e Vuerich si sono spostati all'Annapurna mentre, al Makalu, Panzeri, Bernasconi e C. si preparano per la vetta.

Lhotse 2006, Silvio Mondinelli

Alle 10 (ore locali) di oggi Silvio 'Gnaro' Mondinelli, Giampaolo Corona e Giampaolo Casarotto ce l'hanno fatta: hanno raggiunto la cima del Lhotse. Dalla vetta, come sempre, come in un immancabile 'rito' che si ripete, Mondinelli ha chiamato al satellitare la moglie Idel, la compagna di cordata 'aggiunta' di sempre e il contatto con l'esterno in tutte le sue avventure in cima al mondo. "E' stata dura", ha detto 'Gnaro' cercando di sovrastare il boato del vento. "Siamo saliti in mezzo a un'autentica bufera di vento e neve, e se ci siamo riusciti è perché ci siamo aiutati l'uno con l'altro. Siamo stati un vero team!". "Ora però scendiamo subito" ha aggiunto il 'Gnaro', "Fa davvero molto freddo, e non ce la faccio più". Per i tre, quindi, è seguita immediatamente la fuga a ritroso per approdare al campo 4, a circa 8000, sul Colle Sud, da dove avevano iniziato il loro tentativo vincente alle due di questa notte (ora locale). Al campo 4 hanno ritrovato Cristina Castagna e Marco Confortola che con loro erano partiti per la vetta ma che, per le proibitive condizioni meteo, avevano poi dovuto rinunciare.

Per Silvio Mondinelli il Lhotse è il 12esimo Ottomila raggiunto (naturalmente anche questo senza ossigeno), ma anche una cima che è arrivata a velocità record dopo la recentissima salita dello Shisha Pangma. Davvero una bellissima accoppiata con una tabella di marcia vertiginosa: lo scorso 8 maggio Mondinelli (con Michele Enzio, Marco Confortola, Cristian Gobbi) 'Gnaro' era in cima allo Shisha. Il tempo di scendere, di smontare il campo ed ecco che, dopo una puntata a Khatmandu, il 16 maggio è già al campo base sud dell'Everest e del Lhotse. Il 17 sale al campo 2. Il 18 arriva al campo 4 sul Colle Sud. Poi, questa mattina, la vetta del Lhotse. Perfetto, veloce, sicuro: meglio di così non si poteva sperare anche perché, fino ad ora, è stata una stagione himalayana davvero difficile, con previsioni meteo che proprio non sono mai riuscite a prevede le continue e improvvise bufere che hanno imperversato nella regione delle montagne più alte. Merito dell'esperienza, dell'ottimo acclimatamento e, anche, della cocciuttagine che contraddistingue il finanziere di Alagna. D'altra parte bisogna dire che Mondinelli, Casarotto e Corona hanno avuto la forza di cogliere l'attimo in condizioni non proprio facili: bravi!

La cima del Lhotse per Mondinelli rappresenta anche una sorta di 'rinvincita' e di deja vu. Come qualcuno ricorderà, infatti, nel '94, insieme con Simone Moro, Silvio si era fermato a circa 30 metri dalla vetta. Ora quel top a 8516m è definitivamente 'suo'. Per Giampaolo Casarotto il Lhotse è il 3° Ottomila (dopo Manaslu e Cho Oyu). Ora ad attendere i tre alpinisti italiani e i loro compagni c'è il (lungo) rientro dal Colle Sud al Campo Base. Poi, arriveranno i veri e rilassati festeggiamenti!

Intanto, in queste ore e proprio dal Colle Sud Simone Moro sta tentando la cima dell'Everest, essendo impossibile centrare il suo progetto di nuova via lungo la cresta del Lhotse per le pessime condizioni della neve. Invece, al campo Base della Dea dell'Abbondanza, alias l'Annapurna, sono appena arrivati Nives Meroi e Romano Benet reduci dal recentissimo top del Dhaulagiri che Nives Meroi ha definito, per le condizioni in cui si è svolto: "La salita più difficile dei suoi otto Ottomila". Ma anche: "una delle più belle". Romano e Nives, infatti, hanno percorso tutta l'affilata e cresta dei primi salitori, una cavalcata che Nives non ha esitato a definire: "Davvero stupenda"! Ora per i due tarvisiani e per Luca Vuerich, che si è ristabilito dopo le difficoltà fisiche patite al Dhaulagiri, l'Annapurna riserva una 'corsa' con un timing davvero risicato: in tutto 9 giorni! Ma una cosa è sicura dopo il Dhaulagiri il gruppo sembra rilassato e felice, e con tanta voglia di far 'montagna' com'è nel loro stile.

Ora, e in questi giorni, in Himalaya spira aria di vetta (meteo permettendo). Come sul versante del Makalu con Bernasconi, Panzeri e C. che stanno preparando il loro tentativo... E' il caso di augurare a tutti: in bocca al lupo!


Tutti gli Ottomila di Silvio 'Gnaro' Mondinelli
Lhotse, Manaslu, Cho Oyu, Everest, GI, GII, Dhaulagiri, Makalu, Kangchenjunga, K2, Nanga Parbat, Shisha Pangma's (main e central summit.

Gnaromondinelli.it
Arch. news Silvio Mondinelli
Ferrino Expo PlanetMountain

nella foto il Lhotse (8516m) - arch. Silvio Mondinelli

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