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La via Diversamente Giovani (180m, 6b/6b+ max) aperta da Maurizio Oviglia e Fabio Erriu su Gutturu Pala, Iglesiente
Photo by Maurizio Oviglia
Marco Marrosu sul terzo tiro di Lacrime nel Vuoto.
Photo by Alessandro Gogna
La bella fessura ad incastro del secondo tiro di Socialmente Inutile, Garibaldi.
Photo by Maurizio Oviglia
Fabio Erriu sul secondo tiro di Diversamente Giovani
Photo by Maurizio Oviglia

Sardegna news #13: nuove vie tradizionali e una multipitch moderna

13.08.2014 di Maurizio Oviglia

13° puntata di Maurizio Oviglia con le novità dell'arrampicata in Sardegna: una serie di nuove vie tradizionali ed una via di più tiri "plaisir" nel sud dell'isola.

Per una volta, forse da molti anni a questa parte, in Sardegna ci sono più novità nel campo del trad che in quello sportivo! Stiamo parlando di vie lunghe, ovviamente, e sono qui per aggiornarvi sulle ultime creazioni dell’inizio estate.

Cominciando dall’unica via nuova tra le moderne, per trovarla dovremo fare un salto tra i boschi del sud, nell’Iglesiente, dove si trova una parete un po’ dimenticata, probabilmente la più alta del sud Sardegna. Costituita da calcare di eccezionale qualità (provare per credere) essa è stata scoperta nei primi anni ‘80 dall’indimenticato Mondo Liggi con cui ho avuto l’onore di aprirvi la seconda via della parete (Effetto Notte, 1985). Nel 1993, dopo la prima via moderna aperta dall’alto da arrampicatori di Feltre (Feltrini nel mondo), iniziai sistematicamente l’apertura con vari compagni di vie dal basso, sempre più difficili e con obbligatori via via più elevati. Dalla prima - e bellissima – "Personal Mountain", sino alla difficile "Biglietto per Wenden", dal nome abbastanza esplicativo. Purtroppo, negli ultimi 15 anni, la parete è caduta progressivamente nel dimenticatoio, con sempre più sporadiche visite e materiale che si è andato via via deteriorando. Circa 10 anni fa, con Cecilia Marchi ed Eugenio Pinotti, abbiamo richiodato completamente inox i 160 metri di Feltrini nel Mondo. Portandoci dietro l’Hilti: fu una bella fatica oltre che una bella spesa e ricordo che da sotto alcuni arrampicatori tedeschi ci guardavano piuttosto incuriositi. Quando finalmente ritornammo alla base trovammo vicino ai nostri zaini una lattina di birra, 20 euro e un biglietto con scritto "Grazie!". A Settembre del 2013, considerato lo stato del materiale e delle soste di "Personal Mountain", che considero una delle mie vie più belle oltre che uno stupendo disco di Keith Jarrett, ho deciso di richiodarla. Questa volta, a darmi una mano, c’è l’inossidabile Fabio Erriu forte delle sue 71 primavere. Solo lui poteva accompagnarmi con entusiasmo in un lavoro così "sporco" e faticoso. La vicina "Crudelia" è stata invece sistemata qualche giorno dopo da un altro generoso chiodatore cagliaritano, Gianluca Piras. Ma si sa che mentre si aspetta alle soste ci si guarda in giro… così è capitato l’inevitabile, e cioè di iniziare un tiro nuovo a sinistra di "Biglietto per Wenden". E così da un tiro ne son nati tre… L’intento era quello di realizzare la via più facile della parete e forse la più lunga del Sud Sardegna, mossi da tentazioni decisamente più "plaisir" di un tempo. Dovevamo finirla in inverno, invece non siamo tornati sino a luglio del 2014. In una giornata rovente e totalmente inadatta al compito che ci attendeva abbiamo terminato la via, uscendone completamente sporchi (dalla grande pulizia) e disidratati. In giornate così bisogna avere energie da buttare per passare la giornata in parete invece che al mare e, data la nostra età, il nome più adatto non poteva essere che "Diversamente Giovani". Difficoltà e lunghezza della via son state più o meno rispettate come da progetto mentre in quanto a bellezza, beh, giudicherete voi! Ricordate solo che in inverno la parete è sempre all’ombra, mentre in estate va al sole verso le 14.

Passando alle vie tradizionali voglio parlarvi ancora una volta dell’attività del sassarese Marco Marrosu, che da quasi 20 anni apre incessantemente vie, rigorosamente senza spit nel più puro solco di quell’alpinismo di ricerca che ha caratterizzato gli anni settanta. Il 15 giugno, legato (non a caso) con quel vecchio ginepro, sardo ad honorem, di Alessandro Gogna, ha esplorato il pilastro sud di porfido della Punta Orruvia, in comune di Talana, sulla strada che da Lotzorai porta a Urzulei. Il nome della via è "Lacrime nel Vuoto", 275 m sino al VI-.

Il 26 luglio Marco tornava invece alla sua amata Gallura, suo terreno di elezione, per salire la vergine guglia che si trova appena a sud del Monte Pulchiana, battezzandola Pulchianin. Suoi compagni di avventura Isabella Zuddas ed Enrico Paganin. La via, a destra dello spigolo, è stata battezzata "Aperitivo con le capre". Ha uno sviluppo di 110m e difficoltà sino al V+. Marco è poi tornato l’11 agosto con Isabella per aprire a sinistra del filo del pilastro creando una linea difficile che ha battezzato "Sete Satanica". Difficoltà sino al VII e lunghezza di 85 metri.

Da notare che a giugno sulla torre del Pulchianotto, al di là della strada, avevo compiuto insieme a Fabio Erriu e Giovanni Manconi la prima ripetizione (on sight) della via "The short Hope" aperta da James Pearson e Caroline Ciavaldini nel novembre 2013, rilevando difficoltà sino al VII/VII+ obbligatorio a fronte del VII- dichiarato da Pearson. Ovviamente in questo caso si tratta di una via di clean climbing, quindi non sono stati utilizzati martello e chiodi né dai primi salitori né dai ripetitori. Un dettaglio che, nelle micro fessure del quarto tiro, può fare la differenza!

Marco Marrosu ha aperto anche un’altra via il 1 giugno, sempre con Isabella Zuddas, sui Monti di Aggius. Sulla parete Sud del Monte Pinna ha salito "Cena con Napoleone", 200 m sino al VI, su fessure da friend anche grandi. A sua detta una delle vie più belle di Aggius.

L’ultima di cui vi voglio rendere conto si trova sul Garibaldi, tra i boschi dei 7 Fratelli. Su questa incredibile torre abbiamo, insieme a Fabio Erriu, scovato ancora una possibilità che si è rivelata tra le più "semplici" della parete. Lo stile che abbiamo voluto adottare è quello del "moderno" trad, ovvero spit alle soste e niente lungo i tiri, proteggibili completamente a friend. Le difficoltà vanno sino al 6a su belle fessure e camini, il nome della via, "Socialmente inutile", non è inedito né originale ma ci piaceva tantissimo e lo ritenevamo più che adatto a questa via. Se infatti può essere salita in sole 3 ore, la sua apertura è costata 4 giorni di duro lavoro di spazzola, quasi tutto opera del generoso Fabio che in solitudine è tornato varie volte sotto il sole a pulire la via. E se questa non è passione!

A destra dell’ultimo tiro è in cantiere una variante su una difficile fessura di mano e off width. Al momento non sono ancora riuscito a salirla del tutto pulita, ma vi posso anticipare che la difficoltà sarà intorno al 7a+/7b ed il nome "What’s Up". Ecco, il progetto è lì: se riuscirete prima di me, non sarà un problema!

Maurizio Oviglia (CAAI)
Si ringraziano Marco Marrosu e Alessandro Gogna.


ARRAMPICATA IN SARDEGNA NEWS DI MAURIZIO OVIGLIA
25/06/2014 - Gutturu Cardaxius e Ulassai
20/05/2014 - Tre nuove grandi vie in Supramonte
28/04/2014 - Cornus settore Guatemala e Grighini, Oristano
11/03/2014 - Le tante Primavere (Margheddie - Cala Gonone), Alamo (Villacidro), Hard Disk (Gutturu Cardaxius - Buggerru)
21/01/2014 - Il trad nel Regno di Onan a Capo Pecora, il Supramonte di Urzulei
28/12/2013 - Isili e Lanaitto (Oliena)
13/11/2013 - Capo Pecora, Jurassic Park e una serie di nuove moderne vie di più tiri.
10/09/2013 - Ulassai, Cala Gonone e le vie lunghe sulle montagne dell'isola
12/08/2013 - Cala Gonone, Badde Pentumas (Supramonte Oliena), Punta Manna di Ollolai, Domusnovas
11/07/2013 - Monte Arci, Oristano deep water, Gole di Gorroppu, Cala Gonone
18/06/2013 - Vernacoliere e Dino Park a Baunei; Mutanda a Tancau; Conca Manna a Isili
02/06/2013 - Canyon di Ulassai, San Lorenzo, Masua, Supramonte di Urzulei

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