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Perestroicrack, Pik Slesova (Russian Tower) 4240m, primo tiro
Photo by archivio Luca Schiera, Matteo De Zaiacomo
Spigolo sudovest, via sconosciuta Ortotyubek (Central Pyramid) 3895m, primo tentativo
Photo by archivio Luca Schiera, Matteo De Zaiacomo
Le pareti salite nella valle di Ak-su
Photo by archivio Luca Schiera, Matteo De Zaiacomo
Luca Schiera e Matteo De Zaiacomo in cima a Pik Slesova (Russian Tower) 4240m
Photo by archivio Luca Schiera, Matteo De Zaiacomo
INFO / links & info:

Ak-su Valley due vie nuove per Schiera e De Zaiacomo

12.08.2014 di Luca Schiera

Un intenso e bel tour d'arrampicata nella Ak-su Valley (Kirghizistan) ha fruttato a Luca Schiera e Matteo De Zaiacomo due vie nuove e tre belle ripetizioni. Il report completo di Luca Schiera.

C'è più roccia, vergine o quasi, in giro per il mondo che climber disposti a spostarsi dalle solite rotte - leggi vie o montagne. Lo prova, se mai ce ne fosse bisogno, il tour del 23enne Ragno di Lecco Luca Schiera (già noto per la prima salita alla Ovest della Torre Egger ma non solo) e del 21enne Matteo 'Giga' De Zaiacomo nella Ak-su Valley in Kirghizistan. Un piccolo paradiso di granito poco conosciuto al “grande pubblico” specialmente degli arrampicatori di casa nostra. Ebbene, tra metà giugno e luglio Schiera e De Zaiacomo su quelle torri, che sfiorano o superano i 4.000 metri e che offrono un granito simile alla Valmasino, hanno aperto due vie - di cui una salita in solitaria da Schiera - e ne hanno ripetute altre tre. Tra tutte spicca naturalmente la nuova via “Atlantide” (700m, 6c/7a max) aperta dai due il 26/6/2014, sulla parete Sud dell'Ortotyubek o Central Pyramid (3895m), in 22 ore complessive dalla partenza al ritorno al Campo base. A questa si aggiunge l'apertura da parte di Schiera in solitaria dei 300m de “La Bolla” sull'Avancorpo della Central Pyramid (3400m). Ma anche la ripetizione della bellissima e difficile Perestroicrack (7a/b, 800m) sul Pik Slesova (Russian Tower, 4240m), della French route sulla Petit Tour (3500m) e di una via “sconosciuta” sullo spigolo Sud Ovest dell' Ortotyubek. Il tutto per un tour - arrampicata da sottolineare.

AK-SU VALLEY di Luca Schiera

A metà giugno io e Matteo De Zaiacomo 'Giga', entusiasmati da un articolo comparso su qualche rivista americana, partiamo per il Kirghizistan. Dopo un paio di giorni in viaggio fino a Batken, un po' di macchina e due giorni di trekking (circa 40km) arriviamo al campo base. Il posto è molto bello, con un fondo valle verde e qualche vecchio cipresso che offre un buon posto per sistemare le tende. Ak-su vuole dire acqua scura, appena vediamo il torrente capiamo subito il motivo.

Atlantide
La prima mattina di campo base la sfruttiamo per andare a vedere una fessura che taglia in mezzo la parete sud dell' Ortotyubek (chiamata anche Central Pyramid, 3895m circa). Quel versante probabilmente non è mai stata salito, la linea ci sembra fattibile, così decidiamo di depositarci del materiale sotto.
L'indomani all'alba siamo di nuovo sul posto, scaldiamo le suole e partiamo sulla placca che porta al lungo arco sotto la fessura. Come tattica scegliamo di arrampicare entrambi e tirare un sacco leggero, obbligatorio uscirne in giornata.
La fessura è molto bella, ma più larga del previsto. Dopo cento metri si esaurisce e continuiamo lungo un diedro. Il cielo intanto si copre. Poco sotto la cima inizia a grandinare, percorriamo velocemente la cresta verso il bordo della parete dove speriamo di trovare delle doppie attrezzate. Quando smette il temporale diventa buio.
La discesa ci impegna per otto ore (come la salita), anche perché siamo rallentati da una corda che si è rotta. Riposino e scendiamo, dopo ventidue ore facciamo ritorno al campo.

Via sconosciuta
Individuata un'altra linea sulla stessa montagna, la attacchiamo un paio di giorni dopo, scoprendo subito che è già stata salita. Il granito nella prima parte è molto lavorato, seguiamo un sistema di diedri e sottili fessure lungo lo spigolo sudovest.
La via è davvero bella ma ci sconcerta il fatto sia stata aperta senza rispetto per la roccia, usando molti spit (poi rimossi) e bat-hook. Seguendo questa linea forzata arriviamo in una zona totalmente liscia, con gli spit rimossi. Possiamo solo arrabbiarci e scendere.
Torniamo due giorni dopo scalando più velocemente possibile, con un traverso evitiamo la parte senza appigli e continuiamo seguendo delle fessure appena intuibili dal basso per altri tre tiri, fino ad una nicchia. Quando inizia a nevicare decidiamo di riposare un attimo al riparo, visto che da sei ore scaliamo senza sosta, la parte più difficile ce la siamo lasciata alle spalle, intanto aspettiamo la fine del temporale. Troviamo anche il libro di via in un contenitore di vetro, ma è bagnato e scritto in russo: abbiamo qualche difficoltà a decifrarlo.
Il temporale dura più del solito, non dà segni di miglioramento e la parete è completamente bagnata. Buttiamo le doppie.

Petit Tour e Perestroika Crack
Umore nero: durante la settimana successiva piove tutti i giorni. Quando siamo troppo stanchi di aspettare ripetiamo una via di trecento metri sulla Petit Tour, con una lunga offwidth ben visibile dal basso. Dalla cima ci troviamo annichiliti dalla mole della parete di fronte, dobbiamo assolutamente salirla.
Entusiasti per il tempo finalmente stabile, non perdiamo tempo e il giorno dopo prepariamo il materiale per il nostro ultimo obiettivo: ripetere una via considerata tra le più belle al mondo. Vari team, soprattutto russi e americani, vengono in questa valle per questo, ed è un buon motivo!
Nel pomeriggio saliamo verso il Pik Slesova (o Russian Tower) con l’idea di dormire sotto gli ottocento metri di fessura di Perestöicrack (o Perestroika Crack), aperta da una cordata francese nel 1992 e liberata l’anno dopo.
Cambiamo i programmi al momento visto che il tempo sembra tenere, decidiamo di accelerare e tentare di raggiungere la cengia di metà via il giorno stesso, anche se è incredibilmente tardi (le tre del pomeriggio...).
Impossibile avere problemi di orientamento nella fessura disegnata sul muro, la nostra cordata è molto efficiente e riusciamo a salire più veloci di quanto il nostro fiato può reggere. Scalando sei ore senza sosta riusciamo con le ultime luci a lasciarci dietro metà via.
Bivacchiamo nella notte più fredda della spedizione. Un solo sacco a pelo per due che lascia entrare il vento entra da tutte le parti. Tiriamo fuori il telone in cellophane che ci siamo portati e ci avviluppiamo dentro. Dopo quattordici ore nella nostra “serra” usciamo quando il sole ci scalda un po’ la parete, è già mezzogiorno.
Riesco a vista anche sul tiro più difficile ma sbaglio quello subito dopo in un diedrino proteggibile solo con i microfriends che non ho portato. Voglio assolutamente salire la via in libera, ma sotto di me una placca aspetta un mio errore, vacillo un po’ poi decido di appendermi. Rifaccio il tiro in libera durante la discesa.

Solo
Torna il brutto tempo ma ormai ci riteniamo soddisfatti, l'ultimo giorno però si riaccende la scintilla. Giga è bloccato con il mal di schiena così parto con un nuovo sistema di autosicura sull'avancorpo della Central Pyramid e in mezzo pomeriggio apro una breve via in placca.


LE SALITE DI LUCA SCHIERA E MATTEO DE ZAIACOMO

Ortotyubek (Central Pyramid) 3895m
- Atlantide, via nuova aperta da Luca Schiera e , a vista 700m, 6c/7a max, 26/6/2014, in 22 ore cb-cb
- Spigolo sudovest, via sconosciuta, salita a vista fino al libro di via (senza cima), 450m, 7b, il 4/7/2014 in 6 ore

Petit Tour 3500m
- French route, salita a vista, 280m, 6c l' 8/7/2014

Pik Slesova (Russian Tower) 4240m
- Perestroicrack (o Perestoika Crack), in libera 7a/b, 800m, 9 e 10/7/2014, in 12 ore di scalata (due giorni)

Avancorpo Central Pyramid 3400m - La Bolla, via nuova, Luca Schiera solo a vista, 300m, 15/7/2014, 3 ore

CONSIGLI PER ARRAMPICARE NELLA AK-SU VALLEY
- fondamentale rivolgersi ad una agenzia da cercare sul web, impossibile muoversi altrimenti, in pochi parlano inglese. Loro si occupano del visto per Kirghizistan e Tajikistan, il permesso militare per la valle, il volo interno fino a Osh o Batken, albergo e trekking.
- Noi abbiamo volato con Turkish airlines fino a Bishkek, buon prezzo e con circa 90 € per questa tratta si può richiedere il bagaglio sportivo (Max 32kg). - Nella capitale è possibile comprare una buona varietà di cibo e strumenti utili (le bombolette di gas a vite le abbiamo prese tramite agenzia). Come cibo per parete si trovano: noodles, pasta, buste di minestre, cioccolato barrette... il resto si può acquistare a Batken.
- Il costo per il bagaglio per il volo interno era di circa 0,8 € al kg.
- Il campo base si raggiunge in 2 giorni di trekking all'andata e uno al ritorno, molto caldo e poca acqua.
- Il campo base è a 3000m, la temperatura è sui 15/20°C di giorno e sotto i 10° di notte. Nel nostro periodo (giugno-luglio) ha piovuto molto spesso nel primo pomeriggio, di mattina era sembra bello.
- Il telefono satellitare Inmarsat non prende, Turaya funziona (si può affittare dall’agenzia), Iridium non so.
- Non abbiamo mai toccato neve né messo scarponi per vie come Perestroicrack e Ortotyubek e probabilmente per le altre non serve materiale da ghiaccio.
- La roccia è granito generalmente solido e pulito, a fessure o placche, con una grana molto simile alla Valmasino.

Luca Shiera

Info: blog di Luca Schiera

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