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Jeff Mercier sul terzo tiro del diedro salito da Chris Bonington e Rafael Tejada-Flores, parete Ovest di Aiguille du Plan
Photo by Corrado Pesce
Corrado Pesce sul quarto tiro del diedro salito da Chris Bonington e Rafael Tejada-Flores, parete Ovest di Aiguille du Plan
Photo by Jeff Mercier
L'evidente diedro della via Chris Bonington - Rafael Tejada-Flores, parete Ovest di Aiguille du Plan
Photo by Corrado Pesce
Corrado Pesce e Jeff Mercier in cima alla via Chris Bonington e Rafael Tejada-Flores, parete Ovest di Aiguille du Plan
Photo by Jeff Mercier
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Aiguille du Plan, prima libera del diedro Bonington - Tejada-Flores per Pesce e Mercier

15.04.2014 di Planetmountain

Il 10/04/2014 Jeff Mercier e Corrado Pesce hanno effettuato la prima libera del grande diedro sulla via aperta da Chris Bonington e Lito Tejada-Flores il 28 - 29 luglio 1965 sulla parete ovest di Aiguille du Plan, Monte Bianco.

"A mezzogiorno, dopo aver salito circa 400metri di roccia, abbiamo raggiunto il pilastro o contrafforte superiore, che ha presentato soltanto una (ugh!) debolezza: un grande diedro esposto a nord, intonacato di ghiaccio che saliva per circa 200m circa. Chris è salito da capocordata, e ciò che seguì fu la più straordinaria dimostrazione di arrampicata mista che abbia mai visto." Queste parole, scritte da Lito Tejada-Flores e pubblicate nel American Alpine Journal del 1966, raccontano la prima salita sulla parete ovest de Aiguille du Plan effettuata da Tejada-Flores assieme a Chris Bonington durante il 28 e il 29 luglio 1965.

Un tour du force, come si intuisce facilmente dal testo, di due giorni durante il quale i fortissimi alpinisti hanno salito lo sperone a sinistra della via Greloz-Roch per poi attaccare l'evidente, ghiotto diedro dove Bonington ha appunto sfoggiato tutta la sua classe. A 2/3 altezza hanno bivaccato, la cima è stata raggiunta il giorno successivo. La loro è stata una salita effettuata in grande velocità, per gli standard dei tempi ma anche per quelli attuali pur - vale la pena ricordarlo - con attrezzatura completamente diversa. I Friends vennero infatti inventati solo 10 anni più tardi e, oltre a lunghe sezioni senza protezioni, Bonington e Tejada Flores furono costretti a salire dell'artificiale fino a A2. Tratti che oggi, con la moderna attrezzatura, non sono "nè pericolosi nè difficili da proteggere." Ad affermare questo è Corrado Pesce, il fortissimo alpinista italiano residente ormai da anni a Chamonix che giovedì scorso assieme a Jeff Mercier ha salito in libera tutta la parte superiore, quel splendido diedro di 250m, raggiunto però attraverso la goulotte Valentine WI3/4 M3+ invece che attraverso lo sperone che è stato interessato da innumerevoli crolli negli ultimi anni.

"La salita di Bonington e Flores era pazzesca" ci ha spiegato con entusiasmo Korra Pesce, "mi ha davvero colpito. All'epoca erano abituati a salire in ambiente, su terreno ripido, leggeri, e avevano sviluppato la capacità di essere molto, molto veloci. Ancora oggi i loro tempi sono di grandissimo rispetto, pari ad un atleta di alto livello. A questo si aggiunge anche il fattore protezione: non avevano friends e le fessure larghe presentavano quindi delle difficoltà importanti, costrigendoli ad usare l'artificiale. Per certi versi era un alpinismo estremo." Forse per questo, nonostante la sua vicinanza a Chamonix e la sua evidente bellezza, la via era caduta nell'oblio. A torto. Perché come aveva scritto dopo quella salita Bonington stesso, il diedro "regalerebbe deliziosa arrampicata fino in cima." Adesso, quasi 50 anni dalla prima salita, ne abbiamo la conferma.


AIGUILLE DU PLAN PARETE OVEST di Corrado Korra Pesce

Le buone condizioni di inizio aprile hanno spinto me e il mio compagno di cordata, il sempreverde Jeff Mercier, a cercare di intuire quale delle innumerevoli possibilità che offre questo massiccio possa offrire un'avventura di qualità. Come a volte accade, un po' di fantasia ed uno sguardo ad una particolare linea attraente ci procurano gli stimoli necessari. Spesso e volentieri mi é capitato di scegliere salite in base al prestigio che presentavano, un prestigio derivante dal fatto che queste vie sono state una sfida ed un'avventura per tante cordate prima di me. Ma il capitale avventura delle vie di prestigio si dissolve mano a mano che vengono ripetute, mentre altre non aspettano altro che essere messe in valore, ed offrire un'avventura di qualità a chi vada a metterci le mani...

Insomma, avevo questa linea sotto il naso e la vedevo da casa, sul tragitto che faccio ogni mattina in macchina, dalla funivia che porta all' Aiguille du Midi e la vedevo pure dalla terrazza dei bar di Chamonix. Un diedro gigantesco, impossibile ignorarlo, lungi da me l'idea che possa essere inesplorato, non in questa valle! Una rapida ricerca sulla immancabile Guida Vallot del 1974 svela il mistero: si tratta di una via di Sir Chris Bonington e Lito Tejada-Flores, aperta nell'estate del 1965 con un bivacco. Presenta passaggi di 6 e A, il che per noi non significa granché poiché disponiamo di chili di Camalot e dadi mentre loro avevano chiodi, cunei di legno e forse qualche blocco di granito da incastrare in fondo ai camini, avventuroso ma poco pratico per scalare in libera. La cosa che invece ci interessa é che hanno trovato la via verglassata a causa del fatto che il fondo del diedro é quasi sempre all'ombra. Una vaga speranza di trovare un po' di ghiaccio e scoprire come siano questi tiri artificiale offrono un'ottima scusa di tentare questa bella via.

A causa di impegni lavorativi non disponiamo di tanto tempo libero, partiamo quindi con la prima funivia dal Plan dell'Aiguille e ci portiamo rapidamente ai piedi della parete grazie alla neve primaverile ben gelata di mattina. Per essere più leggeri decidiamo di portare un solo zaino ed é quindi con una certa curiosità che i numerosi alpinisti e sciatori presenti osservano Jeff partire con un sacco della spesa in mano ed una dozzina di Camalot all'imbrago. Per portarsi ai piedi della linea scegliamo l'opzione goulotte, molto piu piacevole dello sperone utilizzato dai primi salitori in estate e che oramai, come diverse altre porzioni di questa parete, é stato colpito da frane e crolli che lo rendono poco accogliente.

La goulotte iniziale molto bella e di difficoltà oneste ci permette di scaldarci e guadagnare quota rapidamente. Una traversata su un pendio di neve ed eccoci alla base dell'enorme diedro. Una prima sorpresa: la roccia sembra davvero eccellente. Una seconda sorpresa: c'é un po' di ghiaccio, il fine che giustifica i mezzi. Ogni tiro ci strappa grida di eccitazione, la scalata é bellissima e le protezioni non mancano. Mano a mano divoriamo il gigante diedro. Un paio di camini profondi e qualche fessura molto fine offrono le piu grandi difficoltà ed altre grida di felicità. Il tempo passa veloce quando ci si diverte e nel tardo pomeriggio ci stringiamo la mano in vetta. Il tempo di apprezzare il panorama poi, increduli di aver avuto una giornata tanto soddisfacente, ci incamminiamo verso il rifugio del Requin che raggiungiamo con le ultime luci di questa giornata.

E l'artificiale? Povero Bonington su quelle fessure larghe senza Camalot e sopratutto senza le picche! Per noi solo dry tooling in libera e a vista. Ora che ho parlato di questa via il suo capitale avventura sta già diminuendo, allora piuttosto che guardare lo schizzo e le relazioni potete dirigervi a Chamonix e cercare con lo sguardo un enorme diedro sull'Aiguille du Plan. Se la fate adesso rimane ancora un'avventura di qualità. Tra qualche tempo potrebbe essere considerata una via di prestigio.

Ringraziamento: La Sportiva, Adidas e Black Diamond

di Corrado Pesce


Parete Ovest 750m
Voie Chris Bonington - Rafael Tejada Flores
Apertura: 28 -29 luglio 1965,
Grado: V, F9, A3.
Ripetizione in libera della parte superiore, diedro di 250m, M7 max, raggiunta dalla goulotte Valentine WI3/4 M3+ il 10/04/2014 di Jeff Mercier e Korra Pesce.
Materiale utilizzato: Friend, dadi e qualche vite da ghiaccio.

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