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Melloblocco backstage
Photo by Laura Benaglia / Melloblocco backstage
Melloblocco backstage: Andrea Pavan prova un nuovo boulder con Simone Pedeferri
Photo by Laura Benaglia / Melloblocco backstage
Melloblocco backstage: Luca Schiera, Andrea Pavan & Simone Pedeferri
Photo by Laura Benaglia / Melloblocco backstage
Melloblocco backstage
Photo by Laura Benaglia / Melloblocco backstage

Simone Pedeferri - dietro le quinte del Melloblocco 2014

10.04.2014 di Planetmountain

Intervista a Simone Pedeferri, alla guida del team di tracciatori che ogni anno fa nascere i fantastici blocchi e le nuove zone boulder del Melloblocco in Val di Mello - Val Masino.

Manca meno di un mese al Melloblocco 2014 e i preparativi per il più grande raduno di boulder al mondo sono ovviamente in pieno svolgimento. Come ogni anno le novità sono molte, a partire dai veri protagonisti del raduno, ovvero i nuovi massi, i nuovi boulder e le nuove zone scoperte e valorizzate dall'instancabile team di tracciatori che sta lavorando sodo per completare l'opera per l'inizio di maggio. Un lavoro da arrampicatore, giardiniere, operaio, esperto di lavoro in fune, dove serve sia un buon braccio sia la delicatezza e l'occhio da artista ... insomma, serve un po' di tutto. Come ci spiega Simone Pedeferri, alla guida dell'esperto ed insostituibile team di tracciatori che ogni anno lavora duramente dietro le quinte per presentare il palcoscenico della Val di Mello e della Val Masino in tutto il suo splendore.


Simone, iniziamo con il Backstage, che cos'è?

Sì, il backstage è una bella novità di quest'anno. Quasi ogni giorno pubblichiamo le foto dei lavori in corso su Facebook nella sezione Backstage e mi pare che sia un bel modo per condividere con tutti il Melloblocco già prima del Melloblocco.

Tra queste foto si vedono massi bellissimi, delle zone nuove...
Diciamo che stiamo semplicemente continuando il discorso iniziato anni fa, ovvero la valorizzazione della valle e i suoi blocchi. Fondamentalmente sono due le cose che facciamo: preparare i passaggi della gara e creare nuove zone che si aggiungono a quelli degli anni passati.

Chi siete?
In genere mi avvalgo di Mirko Masè, Giovanni Ongaro e Davide Spini, tre guide alpine, e i due Ragni di Lecco Luca Schiera ed Andrea Pavan: sei persone, due squadre che lavorano a rotazione e a tempo pieno, assieme ovviamente all'ERSAF, l'ente regionale che gestisce le foreste.

Cosa ci state preparando per il Melloblocco 2014?
C'è una zona che è abbastanza grande, con circa 70 passaggi, e poi un'altra zona più piccola ma bellissima! La zona grande è composta da un granito grosso, quello tipico della Val Masino per intenderci. La zona piccola invece è un serizzo, una grana più fine, più delicata. Un bel contrasto tra le due.

Quello che stupisce è che dopo 11 anni si riesca ancora a scovare così tanto di nuovo!
A me non stupisce. Io giro la valle per tutto l'anno, durante le mie camminate continuo a trovare posti quindi conosco il potenziale di questa valle. Poi c'è anche da dire che è una questione di occhio.

In che senso?
Beh, finora ho pulito all'incirca 2000 passaggi boulder in giro per il mondo. Ho pulito più di 100 linee ogni anno al Melloblocco, questo è l'11° anno, si fanno presto i conti. E con questa esperienza, e anche con delle tecniche nuove, riesco a vedere cose adesso che magari non vedevo in passato e sviluppare zone che in passato credevo non idonee.

Il Melloblocco è avvincente anche perché, oltre alla bellezza della valle, offre questo mix tra raduno rilassato e gara agguerrita.
Si, è vero. E' impressionante vedere i più forti, bello vedere il confronto così da vicino. Ma se posso dire, per certi versi per me la gara è qualcosa di secondario. Quello che mi motiva davvero, quello che è importante è lo scambio che si crea tra tutti i climbers. E quello che è importante sono le linee che riusciamo a creare. Per me devono avere qualcosa di particolare, devono essere tutte di una certa qualità.

I boulder della gara?
Una decina per gli uomini, altrettanto per le donne. Dal 7A al 7C+ per le donne, per gli uomini dal 7B+ all’8 ... boh? Difficile dire. Ma l'importante appunto è la qualità, molto alta, come quella degli ultimi 4 anni, diciamo.

Scusa la domanda ma viene spontanea: sei pignolo?
Molto! Ma vi è arrivata voce per caso? Si, ci tengo moltissimo che tutto sia perfetto. Per questo scelgo le aree con molta cura.

E' un lavoro da artista?
Lavoro in fune, giardiniere, scalatore, un po' di tutto. Però sì, mi piace l'idea che sia come un lavoro da pittore. Che dipinge, realizza un quadro, anzi, un tot di quadri. Dopo c'è la fase della installazione nella galleria, perché anche come vengono esposti i quadri è ovviamente molto importante. E questo concetto è identico al nostro lavoro, solo che al posto dei quadri ci sono i boulder. E dopo averle tracciato, bisogna poi esporli: pulirle in una certa maniera, tagliare i rami pericolosi, rastrellare i prati, preparare la base secondo un certo criterio. Quando arriva finalmente il Melloblocco è come essere al vernissage, all'apertura della galleria, il lavoro è finito e posso finalmente rilassarmi ed osservare gli altri.

Sono due mesi intensi?
Sì, sono demolito, non per scherzo! Abbiamo iniziato all'inizio di marzo, lavoriamo tutto il giorno ogni giorno, ho le mani distrutte. Abbiamo appena finito di sistemare la base di un boulder, ci sono volute quattro persone per tutto il giorno.

Ma di questo lavoro cosa è la cosa più importante?
Forse sembro noioso e ripetitivo, ma curo molto la base. Cerchiamo di rendere gli atterraggi il più sicuro possibile, togliamo i sassi che avanzano, i rami che sporgono ... Ad ogni meeting ci sono oltre 2000 climbers e finora non si è mai fatto seriamente male nessuno. Un'attenzione, quasi maniacale, che però negli anni si è dimostrata vincente.

Di cosa vai fiero?
Quando finisci un bel masso, come ieri. Quando è pronto, segnato magari con la magnesite sulle prese giuste, come se fosse un bel dipinto. Sai la sua storia, com'è nato. Un regalo della natura.

Il tutto verrà mappato sulla tua solita "mappa del tesoro"?
Si, sulla mappa si vedrà tutto. Se c'è la freccia con il grado, significa che il boulder è stato liberato. Come sempre "S" sta per "sit start", "G" per partenza "in ginocchio", "I" per partenza "in piedi". Invece se c'è la freccia senza grado, significa che è ancora un progetto. Ci possono essere molti motivi per cui non è ancora liberato: troppo difficile, non sistemato completamente, oppure per mancanza di tempo. Infatti spesso riuscire a liberare il boulder è un problema perché finiamo al buio, a volte lo liberiamo di notte, con la frontale, dopo aver faticato per 9 ore ininterrottamente.

A proposito: tutto naturale?
Certo. Altrimenti non farei così tanta fatica a trovare i passaggi, non perderei giornate intere a cercare la linea giusta.

Cosa ti aspetti dalla prossima edizione?
Il sole! Davvero, godere un po' il caldo della primavera dopo questo lungo inverno. Poi tornando anche al discorso iniziale, voglio vedere cosa la gente pensa delle due nuove aree. La seconda, quella piccola, viene raggiunta camminando per 15 minuti lungo un sentiero splendido che porta a tre sassi bellissimi e due crotti, le tipiche casette nella roccia fatte dai pastori per il formaggio, con la data iscritta sulla porta in legno. Risalgono a 200 anni fa. Se ci pensi è pazzesco ed unico, dà qualità al Melloblocco.

E dove si trova allora?
Beh no, dai, non posso dirvelo! E' un segreto. Ma quando venite, lo scopriremo tutti assieme!


Il Melloblocco è per tutti: info, programma e iscrizioni sul sito ufficiale: www.melloblocco.it
Per gli ultimi aggiornamenti del Melloblocco Backstage, visitate: Facebook Mello Blocco Backstage


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