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Rolando Larcher sul 4° tiro
Photo by archivio Rolando Larcher
Luca Giupponi sul 5° tiro
Photo by archivio Rolando Larcher
Follie Belliche, tracciato
Photo by archivio Rolando Larcher

Follie Belliche su Cima Ceremana, una prima rotpunkt invernale, ma non troppo...

15.03.2014 di Rolando Larcher

Il 13 marzo 2014 Rolando Larcher e Luca Giupponi hanno realizzato la prima libera e prima invernale di Follie Belliche (330m, 7b+ max, 6c+ obbl.) la via che gli stessi Larcher e Giupponi avevano aperto in due giorni, il 30/08 e il 21/09/2013, sulla Cima Ceremana (Lagorai, Dolomiti). Il report di Rolando Larcher.

Questa nuova via è nata dalla curiosità di sperimentare una roccia inconsueta come il porfido, ma sopratutto dalla proposta di Alessandro Beber di andare a scoprire Cima Ceremana in Lagorai. Nell'estate 2011 andai a vedere la parete, rimanendo colpito per la tranquillità del luogo, l'estetica della parete e dalla qualità della roccia. L'anno scorso è arrivato il momento per passare all'azione e con l'amico Gippo (Luca Giupponi ndr), sempre pronto per nuove esperienze, abbiamo tentato la salita.

All'inizio su questo nuovo terreno eravamo spaesati, mai poi presa confidenza e aiutati alla roccia generosa, abbiamo proseguito spediti e, in due giorni, la cima era raggiunta. L'apertura è stata divertente, impiegando qualche spit ma anche molti friends. Come consuetudine il tutto andava concluso con la ripetizione in libera, però la stagione era finita e rimandammo alla successiva.

Un mese fa, rientrando stanchi morti dalla spedizione in Venezuela, Gippo ha buttato lì la proposta: "Perchè non andiamo a fare la rotpunkt in Ceremana finché sono aperti gli impianti? La parete è a sud, risparmiamo fatica in salita, con gli sci in soli 45 minuti siamo all'attacco e poi la sera scendere sarà un divertimento!”. Sì sì Luca va bene bella idea, però ora fammi staccare un pochino, altrimenti questa passione incurabile diventa un lavoro...

Rientrati a casa, abbiamo trovato metri di neve e brutto tempo, che ci hanno fatto scordare i propositi. Ma improvvisamente è arrivata l’alta pressione e quando c’è il sole le idee riprendono vigore. Che facciamo Gippo, ci proviamo? Ok però aspettiamo che la neve si assesti e che la parete si ripulisca e poi partiamo. Giovedì sono libero e tu? Si posso liberarmi e sembra che il tempo regga ancora. Bene allora vamos!

Mentre preparo il materiale, penso e considero che è la prima volta in tante vie aperte, che tento una rotpunkt quando il calendario segna ancora inverno. Mi pare una cosa che stride, però le difficoltà non sono eccessive e male che vada ci faremo una sciata. Anche se la parete è a sud e questi giorni è caldo in quota, per abitudine metto nello zaino quasi tutto l’occorrente per un esperienza alla fratelli “Rusconi”.

Arriva giovedì, partenza all’alba ma non troppo, tanto dobbiamo aspettare che aprano gli impianti. Però, fortuna vuole, che alle 8.00 siamo già sulle pelli a Punta Ces. Breve e piacevole gita scialpinistica e in 50 minuti siamo sotto la parete. Scopriamo che è in condizioni perfette senza un filo di neve, alla base però ce n'è una montagna, con tanto di terminale. Il primo tiro in origine era lungo 55m, oggi arriva forse a 40...

Fa molto caldo e partiamo subito in maglietta. Progrediamo totalmente increduli, vivendo condizioni d’arrampicata perfette, circondati da un mare di neve. Sembra impossibile che elementi tanto distanti possano coesistere così bene. Noi continuiamo a salire, godendo la scalata in modo insperato e contemporaneamente di fronte a noi, un folto gruppo di scialpinisti, si gusta la bella cima di Valcigolera. In totale estasi superiamo tutte le lunghezze, ritrovandoci in cima felici.

E’ ancora presto e dopo due doppie facciamo una pausa, ci crogioliamo al sole osservando il mondo, che bello!
Scendiamo ancora fino alla base accompagnati dal suo tepore, oggi il sole sembra non voglia più tramontare. Quando le ombre si allungano, gli sci hanno sostituito le scarpette, chiudendo l’ultimo atto di una giornata fantastica. Ho sempre dato poca considerazione alle invernali di marzo, ancor meno a quelle su pareti sud, confermo ancora questo mio pensare, però in tanti anni di attività, poche volte ho vissuto un’esperienza così piacevole.

Abbiamo deciso di chiamare la via “Follie Belliche”, per ricordare l’assurdità di tutte le guerre passate e future. In particolar modo, nell'occasione del centenario del suo inizio, la prima guerra mondiale che ha inaugurato l’ulteriore follia dei conflitti in quota. Cima Ceremana ne è una testimonianza, un triste campo di battaglia, flagellato dalle granate ma anche dalle valanghe e dal freddo. Tutta la sua cresta era una trincea austriaca, posta a freno all’avanzata italiana.
Rolando Larcher - CAAI

Si ringraziano:
Per Rolando Larcher: La Sportiva, Petzl e Montura
Per Luca Giupponi: La Sportiva e Mammut


>> Schizzo e relazione Follie belliche - Cima Ceremana

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