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La Parete Ovest delle Conturines, Alta Badia, Dolomiti
Photo by archivio Fabrizio Della Rossa
Fabrizio Della Rossa durante la discesa della Parete Ovest delle Conturines, Dolomiti
Photo by archivio Fabrizio Della Rossa
La linea scelta da Fabrizio Della Rossa e Manuel Nocker sulla Parete Ovest delle Conturines, Dolomiti
Photo by Fabrizio Della Rossa
INFO / links & info:

Sci ripido in Dolomiti: Conturines parete ovest per Della Rossa e Nocker

13.03.2014 di Fabrizio Della Rossa

Giovedì 6 marzo 2014 Manuel Nocker e Fabrizio Della Rossa hanno effettuato la probabile prima discesa con gli sci di una nuova linea sulla bella e difficile Parete Ovest delle Conturines (1400 metri, 1000 45-55°; AD E4). Il report di Fabrizio Della Rossa.

Bella, intensa e vertiginosa. Stiamo parlando della discesa effettuata lo scorso giovedì 6 marzo da Fabrizio Della Rossa e Manuel Nocker. Teatro del tutto è stata la selvaggia parete Ovest delle Conturines, sopra la Val Badia. Uno dei più imponenti castelli di roccia, sempre bellissimi e sempre dalle mille facce, delle Dolomiti. Lì, Della Rossa e Nocker, hanno trovato il bandolo per raggiungere (con una buona dose di intuito e non senza difficoltà) la loro discesa. Poi su "quel settore di parete posto immediatamente a destra del canale ovest" hanno sciato come "sospesi in aria". 1400 metri in totale, 1000 a 45-55°; difficoltà AD E4… per una nuova probabile prima discesa. Perché, anche se non risultano altre discese precedenti, non è mai facile in questi casi essere sicuri e trovare tutte le informazioni. In ogni caso, come ci sembra chiaro dal report di Fabrizio, questa per loro è stata un'esperienza (e una discesa) fantastica!


CONTURINES
di Della Rossa

Fuori nevica; la mole delle Conturines, con i suoi picchi, pareti e canali è immersa in una nube rossa. Ora si capisce il perché di questo umore un po’ triste: è’ arrivata la sabbia del Sahara, sospinta da un vento melanconico, di viaggiatore stanco.

Le Conturines, non a caso si parla di loro al plurale, sono una montagna dalla tridimensionalità stupefacente: pareti e canali di ogni versante non presentano mai una esposizione ben definita, cosicché al tramonto è un affannato rincorrersi di luci e ombre: le pareti sembrano cambiare di inclinazione, canali e goulotte emergere di improvviso dall’oscurità, picchi e guglie ora gendarmi isolati, ora in soluzione di continuità con qualche cresta o cengia retrostante.

Questo disorientamento sensoriale che la montagna provoca in chi osserva, non fece altro che alimentare e amplificare la mia curiosità per quel settore di parete posto immediatamente a destra del canale ovest: c'è uno scivolo che corre dalla cima alla base, caratterizzato da una strepitosa continuità di inclinazione. Da qualsiasi punto la si osservi: Badia, S. Cassiano o La Villa, incombe come una prua di una nave sul fondovalle e la neve che risplende al tramonto accentua la bellezza della linea, e alimenta in me una insana attrazione.

Ciò che però nemmeno il binocolo riesce a chiarire è se il pendio sia facilmente raggiungibile dalla cima oppure se da questa sia separato per una profonda gola. Non rimane che guardare più da vicino.

Spingiamo i nostri sci lungo quell’enorme anfiteatro naturale dove si inerpica la via normale. Osservati dall’alto, penso, dobbiamo apparire proprio come granelli di sabbia: chissà il loro stupore, quando dopo tanti km percorsi, sono sfuggiti alla nuvola per ritrovarsi adagiati sulla neve, incassati in qualche anfratto o distesi lungo bianchi pendii. E noi come loro, piccoli, insignificanti, determinati a esplorare un pezzettino di questo mondo, saliamo.

Siamo sulla grande sella tra Conturines e Lavarella quando Manuel si accorge di quella che può essere la chiave di svolta: una goulottina innevata risale dal canale ovest ad una forcelletta che separa la piramide sommitale della cima principale dalla nostra anticima. Superata la forcelletta una breve paretina ci regala la piccola vetta. Tra noi e il fondovalle 1300 metri di discesa ripida, in aperta parete e quanto mai esposta: sulle prime curve ci sembra di sciare sospesi in aria, ma c'è la neve che ci sostiene. Le sue buone condizioni ci permettono di curvare e divertirci. Incredibilmente la neve si insinua tra grandi banchi di rocce e disegna una linea di discesa perfetta. Arriviamo sugli splendidi pendii alla base senza aver tirato fuori la corda.

Soddisfatti ci rigiriamo a guardare la parete: sarà una prima? Piccoli granelli di deserto arrivati qualche settimana prima di noi ci osservano smaliziati da lassù!

Fabrizio Della Rossa

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