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Pizzo della Pieve
Photo by Giorgio Valè
Pizzo della Pieve
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Scialpinismo tra Lombardia e Grigioni di Giorgio Valè, Editore Versante Sud ISBN: 978-88-96634-96-7
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Scialpinismo tra Lombardia e Grigioni - la nuova guida di Giorgio Valè

18.02.2014 di Simonetta Radice

Simonetta Radice presenta la nuova guide di Giorgio Valè, Scialpinismo tra Lombardia e Grigioni.

Dalle modeste elevazioni prealpine che circondano il lago di Como alle affilate creste dell’Engadina, passando per i severi ambienti delle Orobie Valtellinesi e le più alte montagne lombarde del gruppo Ortles Cevedale: la guida di Giorgio Valé "Scialpinismo tra Lombardia Grigioni", edita da Versante Sud, offre una panoramica completa di un vasto territorio tra Lombardia e Svizzera, da sempre frequentato dagli sci alpinisti ma ancora capace di stupire chi mantiene vivo il gusto dell’esplorazione. Gli itinerari proposti sono di ogni tipo di difficoltà e impegno. Non solo grandi classiche quindi, ma anche percorsi di ricerca: orizzonti sconfinati, ampi spazi e solitudine sulle tracce meno battute, anche sulle montagne più vicine a casa.

Giorgio Valè vive in Brianza, è istruttore regionale di scialpinismo e da sempre grande appassionato di montagna in tutte le sue dimensioni. "Dello scialpinismo mi ha sempre attirato la possibilità di muovermi in libertà nell’ambiente innevato" dice, "decidendo la traccia al di fuori dalle piste, oltre gli itinerari segnati. Ho iniziato a praticare scialpinismo nel 2006 e, esplorando le montagne più vicine a me, mi sono reso conto che mancava una guida esaustiva recente della zona: l’idea di scriverne una mi è venuta anche dalle domande degli amici, che mi chiedevano consigli su dove andare e sugli itinerari da seguire ".

Il libro comprende una sintetica ma accurata introduzione tecnica con nozioni di meteorologia, nivologia, topografia, autosoccorso e un capitolo dedicato al fattore psicologico nello scialpinismo, ovvero a quegli aspetti che, nel bene e nel male, orientano le decisioni del singolo e del gruppo durante un’uscita. E a proposito di decisioni, abbiamo chiesto a Giorgio che cosa pensa dei recenti divieti emessi da diverse amministrazioni comunali per far fronte all’elevato pericolo valanghe che sta caratterizzando l’inverno in corso. "E’ una questione abbastanza complessa: quando il pericolo è effettivamente forte non è pensabile che le amministrazioni facciano finta di niente perché comunque, per come siamo abituati, il soccorso deve essere garantito e questo tipo di ordinanze può aiutare a sensibilizzare i fruitori della montagna invernale. D’altro canto, però, bisogna fare ben attenzione a non demonizzare a prescindere chi si muove nella neve in libertà, perché non sempre ci sono condizioni di pericolo elevate come in questo periodo."

Per ogni escursione vengono indicate l’esposizione, l’orientamento, i tempi di salita, la difficoltà alpinistica e di discesa, la possibilità di effettuare l’escursione con ciaspole e snowboard. Le cartine presenti indicano per ogni itinerario la linea di salita e quella di discesa. Non resta quindi che partire, e abbiamo chiesto a Giorgio di suggerirci due itinerari tra quelli selezionati.

Il primo è nel gruppo delle Grigne: la salita al Pizzo della Pieve (2257 m) per il vallone di Zapell. L’itinerario di salita parte da Primaluna, seguendo la strada per il rifugio Riva e addentrandosi nella Val Cugnoletta attraverso il passo della Stanga, lungo il sentiero n.27 (passaggi attrezzati). Risalendo il vallone al centro, si incontra un salto di roccia che spesso richiede un tiro di corda su ghiaccio. La progressione diventa poi più facile e regala scorci davvero bellissimi in ambiente incontaminato e selvaggio. Giunti a quota 1900 circa, si piega verso E puntando direttamente al Pizzo e risalendo la ripida conoide centrale. Per raggiungere la cresta sommitale, si risalgono a piedi verso sinistra o destra alcuni ripidi canali sinuosi che conducono con un ripido strappo (45-50°) al termine delle difficoltà: da qui si raggiunge facilmente la cima a piedi. La discesa avviene lungo l’itinerario di salita ed è necessario attrezzare una corda doppia per superare il risalto della Val Cugnoletta. I pendii sono spesso sostenuti e a tratti esposti, si tratta di un itinerario impegnativo che richiede attrezzatura adeguata: ramponi e piccozza, corda da 50 m e chiodi da ghiaccio. Un itinerario di ricerca, che richiede condizioni più che sicure.

Il secondo itinerario ci porta invece in Engadina a salire i 3046 m del Piz Laschadurella, un altro percorso poco frequentato alla scoperta di una valle spettacolare.
Si oltrepassa St Moritz e, giunti a Zerzen, si segue la strada per Ofenpass-Livigno fino al ponte sul torrente Ova da Laschadura. Prima del ponte si imbocca sulla sinistra la vecchia strada, superando il torrente con un ponticello, al termine del quale si prende il sentiero che risale il lato sinistro idrografico della stretta valle. A circa 2000 m di quota si raggiunge l’Alp Laschadurella, portandosi sul lato destro orografico della valle, dopo aver attraversato il torrente. Si prosegue ora al centro del vallone su pendenze più dolci prima e più sostenute poi, fino a portarsi a quota 2200m dove il vallone piega a destra e si sale in direzione E verso il vallone di Laschadurella. A quota 2400 si piega a E–SE e con un lungo traverso ci si porta sotto l’anticima. Risalendo il ripido pendio in direzione N, si punta a un colletto da cui si risale facilmente la cresta W-SW a piedi verso sinistra fino all’anticima (2946m). La vetta principale è raggiungibile sempre a piedi in direzione SE, prestando la dovuta attenzione alle grosse cornici che caratterizzano questo tratto di cresta, e risalendo poi un ripido canalino con roccette. Quest’ultimo tratto richiede l’utilizzo di piccozza e ramponi, nonché buone condizioni di neve. La discesa avviene per l’itinerario di salita.

di Giorgio Valè

Scialpinismo tra Lombardia e Grigioni
91 itinerari scelti tra il Lario, Valtellina, Engadina e Grigioni
di Giorgio Valè
Editore Versante Sud
Prezzo € 29,50
ISBN: 978-88-96634-96-7


Recensione di Simonetta Radice

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