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Merà Dimel (650m, AI 4 M6, Yuri Parimbelli, Tito Arosio, Ennio Spiranelli 13/01/2014), Anticima delle Quattro Matte, Presolana.
Photo by archivio Tito Arosio
Merà Dimel (650m, AI 4 M6, Yuri Parimbelli, Tito Arosio, Ennio Spiranelli 13/01/2014), Anticima delle Quattro Matte, Presolana.
Photo by archivio Tito Arosio
Merà Dimel (650m, AI 4 M6, Yuri Parimbelli, Tito Arosio, Ennio Spiranelli 13/01/2014), Anticima delle Quattro Matte, Presolana.
Photo by archivio Tito Arosio
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Merà Dimel, nuova via sulla Presolana di Yuri Parimbelli, Tito Arosio ed Ennio Spiranelli

21.01.2014 di Planetmountain

Il 13 gennaio gli alpinisti bergamaschi Yuri Parimbelli, Tito Arosio ed Ennio Spiranelli hanno aperto Merà Dimel (650m, AI 4 M6) sulla Anticima delle Quattro Matte, Presolana.

A volte basta un veloce sguardo ad una foto per capire che è stato fatto qualcosa di spessore. Come nel caso di Merà Dimel, l'ultima nata di Yuri Parimbelli, Tito Arosio ed Ennio Spiranelli che, dopo aver aperto assieme la via Piantobaldo nel 2011, sono ritornati assieme alla Presolana questo gennaio per aprire una nuova via sulla Anticima delle Quattro Matte. Una zona descritta come "poco conosciuta" e "dimenticata" con un evidente canalone molto incassato, già tentato nel 2013 da Parimbelli e Spiranelli fino al quinto tiro prima della ritirata per condizioni proibitive. Quest'anno, complice le condizioni del tutto particolari sulla "Regina", i due sono tornati assieme al giovane Tito Arosio per portare a termine la via, superando difficoltà fino a AI 4 M6. Il 13 gennaio su quella parete nord c'erano tre generazioni di alpinisti legati assieme per creare, nelle parole di Spiranelli: "... un bel viaggio, difficile, precario, circa 650 mt di roccia non proprio sana, neve inconsistente, ghiaccio non proprio da Monte Bianco. Ma ambiente, linea e divertimento al top."


MERA' DIMEL
di Tito Arosio

Si sa che la fantasia di Ennio per quanto riguarda la Presolana non ha eguali, infatti da un po' di anni sta guardando questo pezzo di Presolana "dimenticato". L'anno scorso con Yuri aveva fatto una perlustrazione per prendere le misure di questo "canalino" ……. dopo la salita di lunedì 13 gennaio 2014 il termine diminutivo di canalino non sarà più utilizzato!

Quest'anno, con le condizioni meteorologiche un po' bizzarre dell'inverno, pensiamo che il canalino possa essere in buone condizioni, anzi temiamo che le temperature troppo elevate non abbiano fatto ghiacciare la neve e i ciuffi d'erba (quest'ultima cosa preoccupa particolarmente il sottoscritto che preferisce un buon ciuffo d'erba ghiacciato a del ghiaccio).
Ennio decide che è il momento giusto per tentare la salita e coinvolge Yuri e me.

Di buon ora partiamo da Colere; la sveglia un po' troppo mattiniera mi regala un bello scivolone durante l'avvicinamento, meglio, così quando arrivo all'attacco sono completamente sveglio. Parte Yuri, su un bel tiro verticale di neve dura ma completamente staccata dalla roccia, con altri 3 tiri Yuri ci porta sotto il grande salto della parte centrale, da qua la musica cambia, un muro di 60 metri ci sbarra la strada. Yuri parte convinto e supera brillantemente i primi 30 metri percorrendo un bel diedro con arrampicata estetica ma alquanto precaria.

La sosta è in una nicchia comodissima, da qua il diedro tramuta in un camino stretto, ma stretto stretto! Yuri mi cede il cambio della cordata, capisco successivamente che aveva già compreso che qui più che arrampicare serve strisciare.

Parto, pochi metri e sono già stanco, in questo tiro è molto difficile cadere ma altrettanto difficile progredire verso l'alto, in un punto per passare sono addirittura costretto a togliere il casco. Un ultimo movimento precario mi permette di rimontare un fungo di neve, successivamente striscio attraverso un buco ed eccomi sbucare sul pendio di neve, dove creo la sosta.

Qui il canale si dirama in due, l'idea originale era di salire la diramazione sinistra, che si presenta in un camino dall'aspetto tetro, capiamo che ci aspetterebbero almeno altri 3 tiri come i 2 precedenti, non avendo tutto questo tempo decidiamo di imboccare il ramo destro. Salendo ci rendiamo conto che anche la diramazione di destra non è così facile come pareva dal basso.

Ennio sale un tiro di neve, erba e ghiaccio e con grande soddisfazione riesce ad utilizzare anche uno snarg, che orgogliosamente si era portato direttamente dagli anni '80!!
Con altri tiri meno impegnativi ma sempre caratterizzati da dei brevi salti di roccia non facili ci portano alla cornice che segnala la fine del canale.

È fatta, una breve pausa per mangiare e bere e poi si scende in doppia per la via di salita! La discesa avviene in fretta e senza in toppi, e appena arrivati ci fiondiamo al Nevada, dove l'Emilio ci accoglie con la sua solita allegria!


Si ringrazia: Grivel, Grande Grimpe, Karpos, C.B.L. Utensileria di Costa volpino, Wild Climb e Zamberlan e pub Nevada di Colere



SCHEDA: Merà Dimel, Presolana

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