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Daniela Feroleto tenta Rhino, Rocklands
Photo by Mauro Calibani
Mauro Calibani a Rocklands
Photo by archivio Mauro Calibani
Giovanna Pozzoli, parata da Daniela Feroleto
Photo by Tommaso Viganò
INFO / links & info:

Mauro Calibani & Co a Rocklands

13.12.2013 di Mauro Calibani

Verti-testo di un viaggio arrampicata un poco stretto, ovvero il racconto di Mauro Calibani dell'ultimo viaggio boulder a Rocklands, Sudafrica.

Attenzione: il testo sarà almeno un po' meglio comprensibile solo guardando anche il video!




Dopo aver ritirato i bagagli, stanchi dopo tante ore di aereo, ci siamo abbracciati con Simo, Gio' e Tommy, poi, sotto il sole di fine agosto, io e Dani siamo rimontati nel furgone, abbiamo girato il muso verso il sud, e via, da Milano Malpensa siamo tornati verso Ascoli. E' così che si è concluso un altro viaggio.

Si vabbe' ma dove? Dove? A Rocchelend! Rocchelend, il posto più bello del mondo, non lo sai? In molti lo dicono sempre: "Rocchelend, quello della roccia fatta di cioccolata e arancione fuso".

Bene, che faccio? Si vive una volta sola, allora pure io lo devo collezionare nella lista, e pure io devo andarmici a fare le foto come tutti quelli che c' hanno sempre le foto belle, e sai che faccio, ci vado pure io... Ecco!

Allora io e Daniela, (più lei che io in realtà, perché se aspettiamo me il viaggio e' già finito quando ancora dobbiamo partire...) mettiamo in piedi la Crew costituita da: Simone Raina, Giovanna Pozzoli, Tomaso Vigano' e noi due.

Compriamo i biglietti, (cioè sempre Dani, che se aspettiamo me l'aereo ritorna che io sto ancora a pensare dove andare...) e finalmente si vola via.

In effetti giù tutto era magnifico oh...: le rocce sembravano davvero di cioccolata fusa, però quella che s'è scaldata al sole e che poi ritorna dura, carovane di climber da per tutto aggrappate ad ogni pietra, c'erano pure certi famosi e forti, alcuni nemmeno ti salutavano, pure se lo facevi tu, era come se non sentivano, va be' ma quelli sono forti e famosi che c'entra!

Un giorno ho incontrato un russo forte, l'ho guardato sorridendo e gli ho detto "ciao", lui non mi ha salutato e mi guardava male, forse non mi ha sentito... Gliel'ho ridetto, e lui un ca...! Allora ho pensato che forse gli stavo antipatico, ma alla fine un giorno l'ho visto che saliva un 8a di Fred Nicole, e allora l'ho perdonato.

Un altro, Sloveno forte, che a Fischhuber gli parlava e a me invece faceva finta che nemmeno c'ero e quando camminava sembrava che c'aveva una scopa dietro... Invece che palle, quelli non famosi sempre gentili che ti salutavano ma che lo stesso affollavano Rocchelend, il posto più bello del mondo per fare bbbulder.

Per passione e per sfuggire all'affollamento delle zone più gettonate, cercavo di trovarmi i miei angoletti segreti e di ricordarmi un mio principio per cui: se le pietre più belle se le pigliano gli altri, io mi diverto un sacco pure su quelle che gli altri non hanno visto. Ed allora con un certo languorino allo stomachino, ho cominciato ad andare a caccia di nuovi sassetti qua e là, divertendomi a cercarli nei settori ultra saturi dove i frequentatori forti, assidui, o di passaggio, ci avevano già aperto fior di passaggi belli... Ma non quelli!

…Ne ho scovati tre super, guardando un po’ in giro... :

"Benjy Carwash”che quando l'ho salito " sotto al tetto sbandierante si accendevano le telecamere, e quando uscivo in cima il cielo mi diventava tutto rosso, ed era bellissimo stare in mezzo al rosso.

Poi c'era "Domenico Modugno", che invece questa era una via con la corda e coi friend, ma che se ti cascavi dalla cima mi sa che ti facevi male, perché prima sbattevi sui sassi e poi continuavi a ”volare” dal terrazzo di sotto... Ma com'era belloooh... tutto colorato, pieno di scritte colorate nel cielo e pure i vestiti miei erano coloratissimi, sembrava come quando apri una scatola dei pennarelli...

Infine c'era "Sergio Leone", un super passaggione che andava un po' di traverso che per quanto era alto su in cima rispetto a giù sotto ci faceva più freddo, e dietro a me quando l'ho fatto e' comparsa una scritta gigante come nei suoi film.

Un grazie speciale va proprio a Simone che con la sua forza, certe volte, mi dava anche delle spintarelle che mi riusciva a far fare pure i passaggi che non riuscivo fare...

Ma di Rocchelend però, devo dirvi di stare attenti agli elefanti… Certe volte, a forza di vedervi salire sui sassi, allora pure a loro gli viene voglia di provare
le ribaltate.... :-)

di Mauro Calibani

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