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Ines Papert e Thomas Senf durante la prima salita del Likhu Chuli I, Nepal
Photo by Thomas Senf | visualimpact.ch
Ines Papert e Thomas Senf durante la prima salita del Likhu Chuli I, Nepal
Photo by Thomas Senf | visualimpact.ch
La linea di salita scelta da Ines Papert e Thomas Senf durante la prima salita del Likhu Chuli I, Nepal
Photo by Thomas Senf | visualimpact.ch
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Likhu Chuli I, prima salita per Ines Papert in Nepal

29.11.2013 di Planetmountain

Il 13 novembre 2013 la tedesca Ines Papert ha salito l'inviolato Likhu Chuli I (6719m) in Nepal.

Alla fine di ottobre l'alpinista Ines Papert, il fotografo ed alpinista svizzero Thomas Senf e il cameraman tedesco Hans Hornberger si sono recati nella valle del Khumbu in Nepal per aprire una nuova via sulla parete nord del Tengkangpoche (6487m), la difficile parete salita per la prima volta nel 2008 dagli svizzeri Ueli Steck e Simon Anthamatten. Per mancanza di ghiaccio però la linea individuata da Papert era inpraticabile, ed altre possibili vie di salite sembravano troppo pericolose a cause dei seracchi sovrastanti.

Dopo un breve acclimamento sul Pharchamo Peak (6178m) ed un volo con il parapendio da una quota leggermente inferiore, si è concretizzata l'idea di salire la parete nord del Likhu Chuli I. Una montagna che secondo Mingma Sherpa, il gestore del Pharchamo View Lodge situato ai piedi del Tengkangpoche, era ancora inviolata.

L'11 novembre Ines Papert e Thomas Senf sono partiti e sono riusciti a salire i circa 1800m di dislivello, per metà procedendo slegati, con condizioni di neve e ghiaccio eccellenti. Uscire dalla parete nord si è però rilevato molto difficile a causa dell'enorme cornice sommiate. La grande quantità di neve fresca e l'arrivo del buio, hanno costretto Papert e Senf a bivaccare pochi metri sotto la cresta. Ad aspettarli, su una piccola e scomoda cengia di neve, c'era una lunga notte freddissima.

A questo punto i due alpinisti non volevano nemmeno pensare ad una ritirata. Così la mattina successiva, seguendo le indicazioni di Hans Hornberger, che stava documentando la salita dalla base della parete, i due sono riusciti a superare la cornice di neve. Poco dopo hanno raggiunto l'anticima del Pig Pherago Shar, alto 6660m.

Sulla lunga cresta sommitale Papert e Senf hanno trovato un posto per bivaccare una seconda notte, ma la mattina seguente il tratto finale della cresta si è rivelata impossibile da percorrere a causa della troppa neve, costringendo i due ad un lungo traverso sotto la parete nord per raggiungere la cresta ovest. Ancora una volta il freddo intenso, abbinato al forte vento, li ha costretti a piantare la tenda e riposare alcune ore. A questo punto Senf ha registrato i primi segni di congelamento alle dita dei piedi, motivo per cui lo svizzero ha deciso di rinunciare alla vetta anche se era già a portata di mano.

Racconta Senf: "Se fossi ulteriormente salito avrei rischiato gravi congelamenti. Sono stato contento che Ines abbia di continuare per la cima da sola. Se avesse deciso di rinunciare per me, sarebbe stato un peccato."

Attorno a mezzogiorno Ines Papert è ripartita nonostante il forte vento e, dopo aver superato pendenze su ghiaccio fino a 70°, ha raggiunto la cima alle 14:00. "Essere la prima persona in cima ad una vetta himalayana è un momento importante" spiega Papert "Ma non è stato accompagnato da una grande gioia. Avrei tanto desiderato poter condividere questo momento con Thomas. In più sentivo sempre di più il freddo e la quota."

Dopo un'altra notte in tenda Papert e Senf sono scesi lungo la cresta ovest e alle 14:00 del 14/11/2013 sono rientrati al campo base avanzato. Entrambi gli alpinisti hanno mostrato segni di congelamento di II grado.

"Non avrei mai creduto che i congelamenti potessero colpirti così, quasi senza che tu te ne accorga" ha spiegato la Papert "Avevamo sofferto il freddo come mai prima durante tutta la spedizione, e avevamo anche preso molto seriamente i primi segni di congelamento. Ci vorrà del tempo adesso per la completa guarigione delle dita delle mani e dei piedi."

La salita di Papert è ora stata ufficializzata come prima salita dello Likhu Chuli I, grazie soprattutto alle ricerche di Billi Bierling, il collega della famosa cronista e storica delle salite in Himalaya, la 90enne Elizabeth Hawley. Infatti, fino a poco tempo fa si pensava che il 21 ottobre 1960 una spedizione francese guidata da Robert Sandoz avesse salito questa montagna, ma grazie alle nuove informazioni e ai racconti delle due salite è stato dimostrato che all'epoca il team francese ha salito il Likhu Chuli II, distante circa 2km dal Likhu Chuli I.

LA SALITA
Campo Base: 02/11 4,300m, Tengpo, Parchamo View Lodge
ABC: 07/11 4,850m Omizo Lake
Campo 1: 10/11 6,580m
Campo 2: 11/11 6,620m
Campo 3: 12/11 6,580m
Cima: 13/11 6,719m Ines Papert, ore 14:00
ABC: 14/11/2013, ore 14:00

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