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Pedra Longa da Sud. Sullo sfondo il Giradili.
Photo by Nanni Mereu
Giorgio Caddeo sul terzo tiro della via
Photo by Maurizio Oviglia
Sesta lunghezza, roccia strepitosa.
Photo by Maurizio Oviglia
Marinaio di foresta (190m, 6a+ max, 5c obbl.)
Photo by archivio Maurizio Oviglia

Pedra Longa, Baunei. Nuova via di arrampicata plaisir in Sardegna

08.11.2013 di Maurizio Oviglia

Maurizio Oviglia presenta "Marinaio di foresta" (190m, 6a+ max, 5c obbl.) nuova via che, nell'ottobre 2013, ha aperto insieme a Cecilia Marchi e Giorgio Caddeo sulla bellissima Pedra Longa o Agugliastra (Baunei, Sardegna).

Non meno celebre dell’Aguglia di Goloritzè, l’Agugliastra (o Pedra Longa), si erge poderosa dal cristallino mare di Baunei, sovrastata dalla mole della Punta Giradili, il più bel pilastro della Sardegna, 400 metri di calcare perfettamente verticale e strapiombante inciso da una decina di bellissime linee invisibili. Sarà questo ad averla fatta passare in secondo piano, o forse è la cattiva fama della roccia, fatto sta che questa guglia di quasi 150 metri direttamente strapiombanti sul mare è sempre stata tralasciata dagli arrampicatori. Eppure l’Agugliastra, a cui si deve probabilmente il nome dell’intera regione Ogliastra, una storia verticale ce l’ha anche lei.

Sulla Guida Monti d’Italia è infatti regolarmente censita ma alla fine, traversate a pelo d’acqua escluse, la via di salita verso la cima sembra essere solo una, ovvero quella aperta in solitaria nel 1982 dal veneto Umberto Marampon. Successivamente, più nulla! Così l’Agugliastra è passata indenne all’epoca dello spit, probabilmente come dicevamo a causa delle cattiva fama della roccia (si diceva che le caratteristiche stratificazioni orizzontali erano in realtà paurosi blocchi in bilico, ed in parte è verità). Ma molto ha pesato un presunto divieto di scalata… in ogni caso qualunque sia la ragione è arrivata“praticamente vergine” ai giorni nostri, con ben 30 anni di oblio sulle spalle.

Probabilmente molti anni fa, come molti per gioco hanno fatto, avevo ripetuto il traverso di “Luce senza memoria” (Gogna/Bernardi 1981) ma è un giorno di rest day dello scorso maggio, durante l’apertura di “Blu Oltremare” a Capo Monte Santu, a farmi “riscoprire” questa guglia. Insieme a Rolando Larcher e Luca Giupponi traversiamo slegati a pelo d’acqua e, al di là dello spigolo, scopriamo un mondo. La roccia, a dispetto di quanto si dice, pare eccezionale. Chissà che...

A settembre, finita la calda estate sarda, sono al Comune di Baunei per chiedere l’autorizzazione a realizzare una via sportiva sulla parete che dà verso il mare ed incredibilmente, fila tutto liscio. Sembra che divieti non ce ne siano, ma il Comune vuole giustamente essere informato su cosa si fa sul suo territorio. Presento un progetto di via, che viene approvato. E’ fatta, si parte! Con Giorgio e Cecilia siamo alla base della parete nord-ovest, ovvero a pelo d’acqua, dove nel traverso bisogna cominciare ad arrampicare.

La linea che ho in mente è quanto mai curiosa. Dato che ho deciso di attaccare dove si arriva a piedi comodamente, per raggiungere la cima sono obbligato ad effettuare un lunghissimo diagonale ascendente. Ma la roccia, lo permetterà? O incapperò in qualche sorpresa? Il primo problema è già arrivato. Alla base della via c’è un pescatore. Potrebbe cadere qualche sasso, come dirgli di spostarsi? Non osiamo, ha diritto quanto noi... Comincio a salire facendo attenzione a non smuovere nulla, ma poi un sassetto cade, inevitabilmente. Il pescatore ci guarda con aria interrogativa, e riprende a pescare. Dannazione... Al terzo sassetto finalmente fa armi e bagagli e ci sentiamo finalmente più liberi...

La roccia è bella, ma molto aggressiva. Le gocce sono numerose e taglienti come rasoi, meno male che non siamo venuti con le scarpette nuove e abbiamo i calli sulle mani! L’ambiente, invece, è fantastico. Si è completamente isolati sul mare, con il Giradili sullo sfondo… L’ombra della Guglia dove stiamo scalando, si proietta sul blu. Dati i noti problemi con l’acciaio inox, ho deciso di bucare da 12 mm mettendo fix in acciaio 316L. Questo mi comporta inevitabilmente la fine delle batterie al quarto tiro. Un lunghissimo traverso su un’esile cengia mi ha permesso di ritornare al centro della parete e poter continuare. La roccia, purtroppo, è qui meno sana e ci son molti blocchi in bilico. Dovrò tornare e dedicare una intera giornata alla pulizia della cengia...

In una terza giornata, in compagnia di Cecilia, prendono vita gli ultimi tiri, su roccia semplicemente superlativa anche se sempre piuttosto feroce… La linea c’è, ma la discesa? Uscito nel boschetto sommitale scopro con sorpresa che c’è un sentiero, tagliato nella macchia da poco. Al Comune mi informano che è una guida alpina, che ha chiesto il permesso di risistemare la via normale. Bene! Attrezzo comunque una doppia, per chi non se la sente di scalare il II grado in discesa. In breve, dopo le rituali foto di vetta, siamo al parcheggio.

Lo so, “Marinaio di foresta” è una di quelle vie che divideranno il pubblico. A qualcuno piacerà moltissimo, ad altri no. Magari solo perché spesso occorre arrampicare in traverso, e a molti questo gesto non piace, anche se da sempre le traversate fanno parte dell’arrampicata. Pedra Longa non è l’Aguglia, ma ha una sua personalità e un suo carattere, questo non si può discutere! Non si può negare che il solo piacere di stare in un ambiente simile, col “grande blu” sotto i piedi, e magari pure i delfini, renda bellissima anche la peggiore arrampicata, come mi ha detto un amico...

Le ultime righe le voglio spendere sul nome della via: nel 2003 ho dedicato una falesia di Baunei al grande Fabrizio De Andrè. Un giorno navigando sul web, ho trovato con piacevole sorpresa citata questa circostanza sul sito ufficiale del cantautore e più volte è stata riportata da quotidiani sardi. In accordo con alcuni arrampicatori di Baunei, ho deciso quindi di continuare la tradizione dei nomi ispirati alle canzoni di Faber. “Marinaio di foresta” è una delle tante dediche di Fabrizio all’amata Sardegna, che lui stesso definiva un paradiso. De Andrè si riferisce probabilmente ad un bandito, costretto a nascondersi in Supramonte per sfuggire alla legge, forse ispirato dal bellissimo romanzo di Giuseppe Fiori “Sonetàula”. E a questo punto, ognuno può incominciare a navigare con la fantasia.

Maurizio Oviglia

SCHEDA: Marinaio di foresta, Pedra Longa, Baunei

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