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Giancarlo Grassi su Guru Tantra, Pilastro della San Marco, Caprie
Photo by archivio Elio Bonfanti
Pilastro della San Marco, Caprie: Via della San Marco, Schiaccia il Biscione, Il Ribaltone e Il peso dell'anima
Photo by archivio Elio Bonfanti
Sulla parte alta del Pilastro della San Marco, Caprie, anni 90.
Photo by archivio Elio Bonfanti
PORTFOLIO / gallery Portfolio: Arrampicare a Caprie

Arrampicare a Caprie

02.09.2013 di Planetmountain

Elio Bonfanti presenta quattro vie d'arrampicata sul Pilastro della San Marco sopra Caprie: Via della San Marco, Il Ribaltone, Schiaccia il Biscione e Il peso dell'anima.

Di questa località alle porte di Torino avevo già parlato in occasione della richiodatura operata sulla falesia di Rocca Nera. In questo comprensorio esistono numerose strutture, più o meno grandi e più o meno interessanti, e tra queste quella che è certamente la più interessante ma anche la meno frequentata è quella del pilastro della San Marco.

Questo sperone alto sino a centoventi metri si tuffa in un unico balzo nel blu delle pozze del torrente Sessi, la roccia è il solido serpentino della zona che già negli anni '70 aveva attratto dei valenti arrampicatori. Angelo Piana, Renzino Cosson, Silvio Vittoni (da tutti bonariamente soprannominato il nano) si erano cimentati su questa parete. Il primo aprendo una via un po' più all’interno della gola che chiamò la via della “Vipera”. Gli altri due, per celebrare una delle prime e fresche sponsorizzazioni, fecero un vero capolavoro aprendo, proprio sul filo dello spigolo dello sperone, una via che chiamarono via della “San Marco” in onore della casa produttrice delle scarpette da arrampicata.

Non si faceva ancora uso dello spit così, dopo questo primo importante itinerario, si fece avanti la cordata Ogliengo e Degani che aprì la via delle “Fattucchiere”. Vennero poi la bellissima fessura di Sin Acqua e la difficile Maga Magò. Poi, con l’avvento degli spit, nacquero Guru tantra, Maghina e Maghella, nomi che furono scelti appositamente per dare al luogo quel fascino un po' spettrale ed esoterico richiamato con la via delle Fattucchiere. Non si trattava certamente di itinerari imprendibili, ma erano vie che avevano una certa impronta e che sicuramente rappresentavano per il posto l’evoluzione dei tempi.

Oggi, al posto di riprendere, richiodare e rettificare magari migliorandole, la maggior parte delle vie sono state cancellate sovrapponendovi nuovi itinerari che a pezzi ne riprendono alcuni tratti. A mio parere, se da una parte sono stati creati degli itinerari di concezione più moderna, dall’altra un sia pur piccolo pezzetto di storia se n’è andato per sempre.

L’unica via che ha mantenuto inalterato il suo nome è la fessura di “Sin acqua” che, liberata già negli anni '80, era stata valutata di 6c. Oggi è relazionata di 7a. Ma si sa sul serpentino ogni tanto qualche tacca scappa via, il grado lievita... e poi chissà se la viperetta che allora vi aveva eletto domicilio ha lasciato il posto a qualche suo erede?

La mia non vuole essere una critica a chi ha fatto questo super lavoro di chiodatura, ma vuole semplicemente sollevare l’attenzione sul fatto che se si operasse così anche da altre parti quale vecchia via non meriterebbe di essere raddrizzata o modificata per essere messa al passo con i tempi?! Probabilmente tutte, ma ritengo che cambiargli addirittura nome prima di tutto non renda merito ai primi salitori e poi che effettivamente possa creare un po' di confusione considerato che già esistevano delle pubblicazioni che ne relazionavano il percorso.

Detto ciò sono tornato nella gola ed ho rimesso mano alla via Maghella che non era stata toccata perché forse troppo facile. L’ho richiodata facendola attaccare un po' più in basso di prima e, con un tiretto centrale nuovo, sono venuti fuori tre tiri di gran classe, con l’ultimo che a mio parere è uno dei tiri di muro più belli della bassa di Susa (nel suo ambito di difficoltà). Ora c’è il problema! Continuare per coerenza a chiamarla Maghella o visto che la parete è stata completamente stravolta cambiarle nome? Ma sì, visto che Maghella l’avevo chiodata io e poi l’avevo salita con Giancarlo Grassi mi arrogo il diritto di cambiarle nome in “Il peso dell’anima”. Dicono che ognuno di noi abbia un anima e che il peso di questa possa essere valutato in circa 21 grammi. Sono certamente stupidaggini ma voglio dedicare questo itinerario a tutte quelle anime, di amici e non, che in questa difficile stagione alpina sono volate in cielo.

Nome
Grado
Lunghezza
Via della San Marco
6c (5a obblig)
120m
Un capolavoro aperto da Renzino Cosson e Silvio Vittoni nell'agosto 1979.
Il Ribaltone
7a/b (6b obblig)
120m
Questa via è il risultato della combinazione del primo tiro della vecchia via Guru Tantra e della seconda parte della via Maga Magò.
Schiaccia il Biscione
7b+ (6c obblig)
110m
Questa via è nata come monotiro da farsi calandosi dall’alto ma più o meno ricalca l’ultimo tiro di Guru tantra.
Il peso dell'anima
6a+ (6a obblig)
110m
Via aperta nell'estate 2013 da Gloria Bernardi ed Elio Bonfanti che attacca nel punto più basso della parete.


ACCESSO GENERALE
Da Torino a mezzo dell’autostrada del Frejus raggiungere l’uscita di Avigliana ovest, da dove imboccando la statale n° 24 del Monginevro, proseguire in direzione di Susa per alcuni chilometri. Superato il cartello di Caprie, voltare a sinistra in via Torino e poi subito a destra in via Pettigiani. Questa via corre lungo il torrente Sessi che esce direttamente dalla gola sede dei nostri itinerari. Distanza da Torino: 35km

ACCESSO
Dal parcheggio superare un vecchio lavatoio in cemento ed inoltrarsi nel bosco sull’antica mulattiera, tralasciare una deviazione verso sinistra che conduce al torrente e salire invece il ripido selciato sino al primo tornante dove una deviazione in piano vi condurrà su una stretta traccia. Dopo alcuni minuti si incontra una nuova deviazione verso sinistra che conduce alla dura falesia delle Pozze, trascurala e salire verso destra sino ad uno spalto dal quale una ripida traccia vi condurrà sul letto del torrente da dove parte il pilastro. Circa 20 minuti dall'auto.
Coordinate: 45°7'0''N 7°19'0''E / 45.11667, 7.31667

PUNTI DI APPOGGIO
Bar la Sosta con ampia sala polivalente e muro per arrampicata indoor www.lasostaclimbcafe.com tel : 349 - 8064671
Bar Tabacchi Le Farandole Viale Kennedy.

CHIODATURA
La chiodatura del sito è stata effettuata a fix inox da 10 mm. Le protezioni talvolta un poco distanziate richiedono una certa decisione sul 6a. Per ripetere gli itinerari relazionati ove non diversamente specificato sono sufficienti una serie di preparati e due corde da 60 metri. Qualora gli utilizzatori della falesia dovessero riscontrare situazioni difformi da quelle segnalate sono pregati di volerlo comunicare direttamente sul sito in modo che si possa provvedere a ripristinare lo stato attuale.

CARTOGRAFIA/BIBLIOGRAFIA
Di Giancarlo Grassi: Arrampicate in Valle di Susa " Itinerari a Caprie" Ed Ghibaudo 1986
Di Flaviano Bessone: Le Guide di Alp Falesie /1 Ed Vivalda
Di Diego Cordola: Arrampicare a Caprie Ed La Montagna 1993
Di Maurizio Oviglia e Fiorenzo Michelin: Passaggio a Nord Ovest ed Versante sud 2005

Periodo: Tutto l’anno. Meno i periodi più freddi
Altezza: 150m
Corda: Due mezze da 60m
Difficoltà: 6a+ - 7b/c
Roccia: Serpentino
Esposizione: Sud-Ovest
Numero vie:
4

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