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La Grignetta come in un quadro
Photo by archivio Ivo Ferrari
La verticalità sulla via Gasomania al Sigaro
Photo by archivio Ivo Ferrari
Lungo la placca della via Lecco al terzo Magnaghi
Photo by archivio Ivo Ferrari
Mario sulla via Vitali-Longoni (fotografato dal Sigaro)
Photo by archivio Ivo Ferrari

Ognuno 'possiede' una montagna preferita. Di Ivo Ferrari

25.08.2013 di Ivo Ferrari

Ivo Ferrari e la Grignetta: tra il Sigaro e i Magnaghi per un tour sulla sua montagna preferita.

Sopra casa, c’è la Grignetta! Le sue innumerevoli Torri, i suoi canali, e i ripidi sentieri mi aiutano a stare bene, dalla Cima vedo dove sono nato, vedo lo smog e tra le rocce incontro sempre tanta gente. Lungo le tantissime linee ci s’imbatte in un’infinita varietà di arrampicatori, da quelli superaccessoriati e “armati” di Friends e dadi di ogni dimensione, allo scalatore solitario, la Grignetta è ricca di storia, nomi e “leggende” dell’alpinismo hanno lasciato la loro firma tra le pieghe di questa Montagna visibile da Milano. La Grignetta non ha stagioni, ci si può divertire con le scarpette lisce e con i ramponi ai piedi, durante la “stagione” dei corsi, la Grignetta si riempie di mille colori, si riempie di belle ragazze che amplificano... colori!

Quando non voglio fare chilometri, quando voglio respirare “il fresco”, salgo volentieri al di sopra dei Piani dei Resinelli, le gambe e gli avambracci, trovano sempre “da fare”. C’è una zona che amo molto, il piccolo e incantevole gruppo dei Magnaghi, lì ci sono le superclassiche e le moderne, una accanto all’altra, per tutte le esigenze! Ci vado da solo e in compagnia, ci vado per “soffiare” e per rilassarmi, vecchie e storiche vie con camini e fessure faticose, muri dalle piccole prese e spigoli ammanigliati, tutte unite dalla verticalità e dal vuoto sotto le suole.

Sui Magnaghi ci sono i “concatenamenti”, salite varie che riempiono a pieno la giornata, che mi fanno ritornare a Valle stanco e soddisfatto, felice di aver galoppato per scoprire qualche cosa di “impossibile”... ma che mi aiuta a stare bene fra la gente, nel quotidiano, una medicina naturale!

Ogni volta, in base allo stato fisico e mentale con cui arrivo alla base delle torri, dopo quattrocento metri di ripido sentiero (sulle montagne lecchesi i sentieri sono tutti ripidi) scelgo il “su e giù” della giornata, come se fosse “il menu del giorno”. Questa mattina con un Amico abbiamo scelto il menu a pagina... Si parte con la stupenda Gasomania al Sigaro, la fessura d’inizio mi ricorda che sono un bergamasco e qualche bestemmia mi scappa sempre! La via è resinata, ma gli occhi non devono essere bendati, l’esposizione e i piccoli buchi della parte finale fermano il respiro e allungano le dita!

Dalla piccola Cima una doppiona nel vuoto, con tanto di giramenti di testa ci deposita sul sassone, dove parte la più anziana Vitali-Longoni, una linea meno “classica” ma estremamente bella e aerea, sul tiro del diedro superiore, non disdegno avere appeso all’imbragatura qualche “amico” straniero, ci sono anche made in Italy, ma i viziati preferiscono sempre l’estero...
Ora la Cima è decisamente più larga, il Primo Magnaghi è grosso e spazioso, rimettiamo le scarpette comode ai piedi e con un traverso siamo sul Secondo Magnaghi, giù lungo una catena che facilità la discesa fino a scendere alla base della “mia” prediletta, forse la via che ho ripetuto maggiormente, la via delle scalate solitarie, bella, verticale e ricca di appigli, la Chiappa-Mozzanica, cento metri di goduria pura!

Dalla Cima conosciuta si ridiscende fino alla forcella. Lì l’imbarazzo della scelta non manca, a destra e sinistra vie meravigliose, classiche e piacevoli... Oggi è la volta della Lecco, domani chissà! L’arrampicata qui raggiunge la sua massima espressione, sapete tutti che io non sono da “gradi”, qui è come salire verso il cielo con le tue braccia, il gesto è fantastico.

A volte ricevo mail di ragazze che leggendo quel che scrivo, mi credono mistico, ma chi come me è ghiotto di Lumache, salame e crauti, non raggiungerà mai il “misticismo”. Ai piedi della Croce del Terzo Magnaghi si toglie l’imbragatura e via veloci, freschi, stanchi e lenti verso la Cima di tutte le torri, la Cima della Grignetta, che mi rilassa, che amo tanto! Come i crauti!
Un dolcetto, una birretta, quattro chiacchiere sono dovute una volta ritornati “di sotto”, Claudio del Rifugio Porta è un “vero” rifugista”, cordiale e attento, sempre disponibile a “sapere” dove e cosa si è fatto.

Questa è una delle “galoppate” possibili, ci sono più o meno dure, più o meno belle, più o meno lunghe, tutte estremamente uniche. Sì, perché a due passi da Milano c’è una Montagna unica, piena di storia, e passione! “Il fumo nuoce alla salute” sta scritto sui pacchetti di sigarette, “l’arrampicata è uno sport (passione) pericoloso... in Grigna come dovunque, su con le orecchie!

Ivo Ferrari


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