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Glacier Express
Photo by archivio Simonetta Radice
Ospizio del Gran San Bernardo
Photo by archivio Simonetta Radice
Gran San Bernardo
Photo by archivio Simonetta Radice
Verso il Passo di San Giacomo
Photo by archivio Simonetta Radice

SuperAlp terza parte: dalla Via Alpina alla terra dei Walser

31.07.2013 di Simonetta Radice

La Via Alpina, le antiche popolazioni Walser, i nuovi abitanti, i mezzi di trasporto di oggi e di ieri. Alla ricerca della sostenibilità possibile. L'ultima delle tre puntate dell'edizione 2013 di SuperAlp! dalla nostra inviata Simonetta Radice.

Cinquemila chilometri di sentieri segnalati, 5 itinerari di diversa lunghezza e difficoltà, otto Paesi europei (dalla Slovenia all'Italia,  dall'Austria alla Germania,  dal Liechtenstein alla Svizzera, dalla Francia al Principato di Monaco) per un totale di 342 tappe: sono questi i numeri della Via Alpina, un progetto Interreg nato con l'obiettivo di collegare l'arco alpino oltre i confini nazionali, valorizzando la rete sentieristica esistente. Da Saint-Remy-en-Bosses riprendiamo così il nostro viaggio con SuperAlp e percorriamo una piccola parte dell'"itinerario rosso" della Via Alpina che, attraverso 61 tappe, collega Trieste a Monaco di Baviera, e dal piccolo paese Valdostano oltrepassiamo il Colle del Gran San Bernardo per entrare in Svizzera.

Con noi c'è anche Paolo Caligaris, dell'Assessorato allo sviluppo della montagna e foreste della regione Piemonte, uno degli enti coinvolti nella creazione della Via Alpina "Il progetto è stato firmato da tutti gli stati che fanno parte della Convenzione delle Alpi” dice “Ma la sua importanza non è esclusivamente turistica perché vuole anche essere uno strumento per supportare lo sviluppo dell’economia locale”. il sentiero che percorriamo rappresenta una delle vie di transito più praticate sin dal terzo millennio avanti Cristo, che divenne prima in età Romana e poi nel Medioevo arteria principale di collegamento tra l'Europa occidentale e la pianura padana. L'Ospizio del Gran San Bernardo, la cui sagoma si staglia imponente in fondo al lago ancora gelato, risale all'XI secolo e nacque ad opera di una comunità di monaci istituita da San Bernardo per offrire soccorso e accoglienza ai viaggiatori in transito, nonché per proteggerli dagli assalti dei Saraceni. C'è ancora parecchia neve al colle, e la nostra discesa verso Bourg Saint Pierre avviene in parte su piccoli nevai. Da qui con il bus di linea andiamo alla stazione di Orsières dove prendiamo il Gran San Bernardo Express per Martigny e poi per Ulrichen passando da Briga.

Il sistema dei trasporti pubblici Svizzero, esempio di efficienza in tutto il mondo, è il risultato di una tradizione che risale alla seconda metà dell'ottocento, quando Thomas Cook organizzò il primo SuperAlp ante litteram: 60 avventurosi viaggiatori si mossero da Londra alla volta della Svizzera utilizzando treni, carrozze e muli. Fu solo il primo atto di un'evoluzione virtuosa, che oggi vede turismo e trasporto pubblico indissolubilmente legati, con una rete di oltre 26.000 chilometri e il primato mondiale per chilometri pro capite percorsi in treno nella piccola confederazione: 2310 a persona. Sono circa 300 le società di trasporto pubblico attive in Svizzera che, riunite sotto il vessillo dello Swiss Travel System, permettono ai viaggiatori di spostarsi su tutto il territorio nazionale usufruendo di treni, battelli, bus e funivie con un unico biglietto. Tante e diverse sono le soluzioni di viaggio a disposizione dei turisti: con lo Swiss Pass e lo Swiss Flexi Pass, per esempio, è possibile viaggiare lungo l'intera rete per un numero di giorni a scelta. Il pass comprende l'entrata gratuita in 470 musei e una serie di agevolazioni per visite guidate, alberghi, nonché la possibilità di usufruire di sconti per chi si muove in coppia. Per ovvie ragioni, la montagna in Svizzera è un'area tutt'altro che marginale. Oltre alle famosissime tratte ferroviarie del Glacier Express, della Freccia del Bernina e della Jungraujoch è infatti possibile raggiungere senza mai usare l'auto anche le località montane più remote grazie agli autobus postali che, da soli, contano ben 800 linee.

Dal piccolo villaggio di Ulrichen ci avviamo con l'autobus a chiamata verso il Neufenenpass, in val Bedretto, il secondo valico alpino più alto della Svizzera a 2480 m slm. Il valico mette in comunicazione il territorio elvetico con la Val Formazza. Qui mi è d'obbligo un piccolo disclaimer: la val Formazza, come un po' tutta l'Ossola è la mia casa d'adozione, che frequento da quando sono piccola. Amo queste montagne poco frequentate, dove è possibile camminare per ore senza incontrare mai nessuno e dove l'industria turistica di massa fatica ad affermarsi, con tutti i contro e i pro che questo comporta. Entriamo il Val Formazza dal Passo San Giacomo. Oggi abbiamo il piacere di essere accompagnati da Pietro Sormani, presidente del CAI Formazza, che ci racconta la storia di questo valico, importantissimo fin dal XV secolo per il commercio di formaggi, stoffe, vino e soprattutto sale, nonché teatro di un'attività di contrabbando piuttosto intensa. Non lontano da qui, il Passo Gries rappresenta l'altra storica arteria di collegamento tra Svizzera e Italia, percorsa dalle popolazioni Walser e oggi valorizzata dalla Svizzera come Sbrinz Route, con tanto di rievocazioni storiche e trekking organizzati lungo l'intero percorso, da Lucerna all'Italia. La storia della Val Formazza è altresì legata alla costruzione delle centrali idroelettriche che interessò gli anni 20 e che hanno in maniera decisiva plasmato il paesaggio della valle oltre a cambiare per un periodo relativamente lungo l'economia locale, che vide l'abbandono progressivo degli alpeggi. Oggi le cose stanno ancora cambiando e la valle è rinomata per la produzione del Bettelmatt, un formaggio a latte crudo prodotto esclusivamente in sette alpeggi di quest'area, superiori ai duemila metri di quota.

Scendiamo a piedi fino a Riale e da qui, con le mountain bike, ci dirigiamo verso la Casa Forte di Ponte, edificio in pietra costruito nella seconda metà del Cinquecento e oggi museo etnografico. Qui, alla presenza del sindaco di Formazza Marina Papa, facciamo conoscenza con la poetessa Anna Maria Bacher, che compone le sue poesie in lingua Walser e dialetto Tisch, un idioma che ormai pochissime persone ormai parlano, nonostante la comunità stia lavorando per tramettere il patrimonio culturale di questa lingua ai più giovani. Non può mancare una sosta rilassante alle Terme di Premia, area termale attiva dal 2008 che utilizza le acque naturalmente calde scoperte agli inizi degli anni 90 nel corso di un rilievo geologico e che, in un’area di 26.000 mq, riunisce piscine all’aperto e coperte, un’area wellness e una dedicata alle attività terapeutiche.

L'ultima tappa di SuperAlp è infine Domodossola, dove si tiene la conferenza stampa conclusiva del progetto. Dopo Cogne e Chamonix, Domodossola è la terza località che visitiamo a ospitare uno sportello della Convenzione delle Alpi, qui gestito dall'associazione ARS.UNI.VCO. La conferenza è l’occasione per conoscere il progetto transnazionale C3 Alps, deputato alla produzione di conoscenza relativa al cambiamento climatico finalizzata alla programmazione di azioni concrete sul territorio. Il progetto ha dato vita a una serie programmi pilota attivi in diverse aree dell’arco alpino volti a sensibilizzare diversi target di persone (insegnanti, politici locali, studenti ecc) sugli effetti del cambiamento climatico sull’ecosistema di riferimento.

Insieme al presidente dell'associazione Giulio Gasperini e al presidente della provincia Massimo Nobilini, c'è il sindaco di Domodossola Mariano Cattrini. "E' importante, oggi più che mai, riscoprire l'orgoglio di vivere sulle Alpi" dice il sindaco. "Nel nostro tempo, una delle più grandi tragedie è il non saper vivere con le risorse che il territorio è in grado di dare. Le risorse che ci sono devono bastare, dobbiamo fare in modo che bastino. E non si tratta di essere poveri ma di vivere con dignità. Se manca questo, la sostenibilità non può esistere". A conclusione di questo lungo viaggio nel “Playground of Europe” non credo di poter trovare parole migliori.

Simonetta Radice

LA CONVENZIONE DELLE ALPI
La Convenzione delle Alpi è un trattato internazionale sottoscritto dai Paesi alpini (Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Monaco, Slovenia e Svizzera) e dall’Unione Europea con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile e tutelare gli interessi della popolazione residente, tenendo conto delle complesse questioni ambientali, sociali, economiche e culturali.
Le Alpi, con il loro capitale di biodiversità e le riserve di acqua e legno, sono un ambiente naturale, culturale, di vita e di lavoro per quasi 14 milioni di persone nonché un’importante destinazione turistica che attira circa 120 milioni di visitatori ogni anno.



SUPER ALP! 2013
22/07/2013 - SuperAlp parte seconda: tra il Gran Paradiso e il Mont Avic
15/07/2013 - SuperAlp 7: Confini, antiche vie, vecchi e nuovi abitanti delle terre alte
19/06/2013 - Super Alp! 7, il viaggio (sostenibile) attraverso le Alpi

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