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Valsesia - Volti d'alpeggio
Photo by Lorenzo Di Nozzi
Valsesia - Volti d'alpeggio
Photo by Lorenzo Di Nozzi
Valsesia - Volti d'alpeggio
Photo by Lorenzo Di Nozzi

Valsesia - Volti d'alpeggio. Intervista all'autore Lorenzo Di Nozzi

25.07.2013 di Vinicio Stefanello

Intervista a Lorenzo Di Nozzi autore del volume Valsesia - Volti d'alpeggio un volume fotografico a cura di Paola Riccardi che racconta il viaggio durato due anni tra i pastori Walser della Valsesia (Monte Rosa).

“I pensieri sono liberi / chi mai può indovinarli? / Passano in un sussurro / come ombre notturne / nessuno li può conoscere / nessun cacciatore uccidere / e così resta stabilito / sono liberi i pensieri.” Questo canto popolare Walser, insieme ad altre poesie, preghiere e canti accompagna i Volti e i Paesaggi “d'alpeggio” che lo sguardo di Lorenzo Di Nozzi ci restituisce in questo prezioso libro. Il suo è stato un viaggio durato due anni. Un lungo percorso fatto d'incontri e condivisioni con quel popolo Walser che vive nelle alte terre della Valsesia, nel territorio del Monte Rosa. Sono visioni, quelle che ci restituisce Lorenzo Di Nozzi, che nascono da pennellate di luce, da attimi in cui sembrano materializzarsi quei pensieri, sempre liberi, che uniscono l'uomo alla natura. Questi Volti d'alpeggio raccontano un mondo. Hanno sguardi che parlano quello speciale linguaggio che si rivolge all'anima e alle emozione. Ci ricordano qualcosa che c'era e che si vuole continui ad essere. Sanno di fatica ma anche di consapevolezza di una scelta, quei volti. Parlano di uomini e donne, di ragazzi e ragazze, dei loro sogni e della loro assoluta immersione nel paesaggio da cui traggono forza e sostentamento. E, tra luce e montagne, i loro occhi ci ricordano che la bellezza sta in noi e tra noi e, sempre, ha a che fare con quei pensieri che silenziosi volano liberi.

Intervista con Lorenzo Di Nozzi, autore di Valsesia - Volti d'alpeggio

Lorenzo cosa ti ha spinto lassù, in Valsesia, per questo lavoro?
Un sogno. Anzi due... Il primo era quello di realizzare un progetto fotografico in bianco e nero focalizzato sui volti di persone che amano ciò che fanno. Il secondo quello di fare qualcosa per la Valsesia, un luogo a cui devo tantissimo, dove ho imparato ad amare la montagna... grazie a mio padre.

Come si è concretizzato questo sogno?
Da qualche parte ho letto che i sogni, nel loro processo verso la realizzazione, attraversano quattro stadi: impossibile, improbabile, difficile... e inevitabile. È proprio ciò che è capitato a me: quando i due desideri si sono incontrati hanno dato vita al progetto, ed io non ho potuto fare altro che seguirlo, alimentarlo, affinchè si palesasse... non avevo scelta. A livello fotografico è stato un lavoro ben lontano dalla mia occupazione attuale (sono fotografo di scena e lavoro principalmente in teatro). Nonostante questo, a posteriori mi sono ritrovato a cercare luci e scene del tutto simili a quelle di un palcoscenico.

Cosa hai trovato lungo questo cammino?
Non vorrei sembrare banale, ma la prima parola che mi viene in mente quando mi si pone questa domanda è Armonia. Come si può immaginare non è una vita facile quella del pastore; è una scelta costellata di fatica, sforzi e sacrifici. Ma a mio avviso sono proprio queste difficoltà a cui non siamo più abituati, che permettono di ritrovare quell'armonia con la natura, quel magico equilibrio con gli altri esseri viventi. Il "fare fatica" è una dell chiavi che permettono a chi vive in queste realtà di sperimentare quella splendida "condivisione" che ho potuto ammirare e sperimentare durante questo progetto.

Che tipo di "paesaggio" hai trovato?
Premetto che ritengo ci sia una differenza notevole tra "paesaggio" e "panorama". Infatti secondo me il "paesaggio", a differenza del "panorama", comprende l'uomo e le sue tracce. Detto questo, il paesaggio che mi si è presentato è stata una lezione di vita per me. I pastori dell'Alta Valsesia hanno saputo mantenere gli insegnamenti dei loro antenati Walser. Nonostante l'arrivo della tecnologia hanno saputo mantenere quella coscienza che tiene lontani dall'arraffare al territorio quanto più si può. Una scelta lungimirante dello sfruttamento del territorio e degli allevamenti, che si sforza di mantenere l'equilibrio tra ciò che si prende e ciò che si lascia, tra ciò che si modifica e ciò che si lascia inalterato (o almeno si prova).

VALSESIA - Volti d’alpeggio
fotografie di: Lorenzo Di Nozzi
a cura di: Paola Riccardi
testi walser di autori vari
www.valsesiavoltidalpeggio.com

Lorenzo Di Nozzi è fotografo di scena. Vive diviso tra la Spagna e il Lago d'Orta. Attualmente lavora come fotografo ufficiale del Palau de la Musica di Barcellona. E' fotografo ufficiale dell'International Jazz Festival di Barcellona e delle Settimane Musicali di Stresa, collabora con teatri e manifestazioni spagnole, come il Teatro Victoria, il Barcellona Gospel Festival, il festival PalauJazz. Recentemente ha collaborato con il Teatro Regio di Torino per la rassegna "Le nove sinfonie", dirette da Gianandrea Noseda. La passione per il Monte Rosa e la Valsesia gli è stata trasmessa dal padre, che lo ha condotto in questi luoghi fin dalla primissima infanzia, insegnandogli ad amarli, a conoscerli e soprattutto, a rispettarli.

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