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Uli Biaho (6109m), Trango, Pakistan
Photo by Ragni di Lecco
Uli Biaho (6109m), Trango, Pakistan
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Uli Biaho, nuova via dei Ragni di Lecco nel gruppo del Trango

22.07.2013 di Planetmountain

Sono rientrati a Campo Base Matteo Della Bordella, Luca Schiera e Silvan Schüpbach dopo aver aperto una via nuova sulla parete Ovest del Uli Biaho (6109m), Trango, Pakistan.

Ultima ora: sono appena rientrati al Campo Base i due alpinisti del gruppo Ragni di Lecco Matteo Della Bordella e Luca Schiera che, assieme allo svizzero Silvan Schüpbach, hanno aperto una nuova via sulla difficile e "sperduta" parete Ovest dell' Uli Biaho nel gruppo del Trango in Pakistan.

Pochi giorni fa i tre avevano tentato una linea individuata a sinistra dello spigolo Sud aperto nel 1988 da Maurizio Giordani, Rosanna Manfrini, Maurizio Venzo e Kurt Walde ma dopo averla percorsa per due giorni in stile alpino, i tre sono stati costretti a tornare indietro a causa del maltempo. Dopo un paio di giorni di riposo però sono ripartiti, passando ancora una volta per il difficile avvicinamento che presenta tratti, delicati e anche impegnativi, di ghiaccio fino a 75° gradi.

Ieri sera, circa alle ore 18 locali, Matteo Della Bordella aveva annunciato la cima, chiamando via satellitare dalla base della parete dicendo "Abbiamo fatto la via e ci prepariamo a bivaccare. Questa sera rimaniamo qui alla base, preferiamo affrontare il canale di accesso domani mattina, quando avremo recuperato un po' di energie." Pochi minuti fa invece è stato annunciato il loro rientro al Campo Base dove c'è anche l'altro membro della spedizione Davide Bacci.

Attualmente mancano tutti i dettagli della salita, ma Fabio Palma, il Presidente del Gruppo Ragni di Lecco, ci ha inviato un breve report che, oltre ad inquadrare le caratteristiche di questa grande montagna, è soprattutto una sorta di "liberazione" di quell'ansia che assale sempre chi sta a casa... A breve contiamo di saperne di più sia dal punto di vista tecnico che dei particolari, anche perché prima d'ora non esistevano foto ravvicinate della parete Ovest. Intanto si può ben dire che la missione è andata a segno nei migliori dei modi, e ne siamo felici!


ULI BIAHO di Fabio Palma

"E' certamente una grande via perché su quella Torre è impossibile non fare una grande impresa, Teo (Matteo della Bordella ndr) era stato folgorato dal racconto della via degli americani del 1979, una salita epica e leggendaria, da mettere fra le più belle di sempre in quota.

Due anni fa voleva andare su Eternal Flame, l'anno della libera degli Huber, ma non trovò compagni. Ora c'era Luca, insieme formano una coppia di ragazzi fantastici, con valori umani altissimi, hanno un'etica ferrea in tutto quello che fanno e dei principi inamovibili.

E' particolare che su una torre del genere, la più difficile come logistica del gruppo di Trango, ora ci siano ben due vie italiane su 4, anche se certamente il contributo di Silvan, forte come loro su roccia e mostruoso su misto, è stato fondamentale.

Va ricordato poi che la salita di Giordani e compagni è una delle poche vie su Big Wall in quota aperte dagli italiani, e che questa salita la riporta giustamente in auge. Ci sono migliaia di Big Wall che ancora aspettano, da quelle parti. L'estetica della Uli Biaho è però proprio particolare: sembra un dito divino, una sfida alla verticalità. E qualsiasi appassionato di alpinismo non può che sognare di vederla almeno da vicino. Così salirne una parete ancora inviolata in Stile Alpino per loro deve essere stato entusiasmante.

Le caratteristiche tecniche ce le diranno loro, l'approccio è stato molto complicato, si aspettavano una cosa alla Eternal Flame e invece tutto è stato molto serio già dal campo avanzato, negli ultimi anni i ghiacciai stanno veramente cambiando aspetto e sempre più l'avvicinamento alle pareti con misto alla base si sta rivelando pericoloso e complicato (noi Ragni avevamo già sperimentato la cosa al Riso Patron, pochi anni fa). Giusto così, migliorano le tecniche e i materiali, ma la natura continua a fare il mazzo ed è sempre lei a dettare legge. Magari avranno dei rimpianti per la Sud Est, la parete della via degli americani, il progetto iniziale era quello di salirla con portaledge in Stile Alpino, ma se l'hanno abbandonato doveva essere veramente una sfida impari dal campo base che avevano posizionato. Teo, Luca e Silvan prima di cambiare progetto ce ne mettono!

Ci sono sempre dei ringraziamenti da fare, soprattutto ai tanti appassionati che ci seguono, ai tanti amici, alle mamme dei ragazzi, su tutte quella di Saro Costa, persona squisita. Certo lo stress che stiamo accumulando dietro ai sogni di Teo e Luca è enorme, per molti di noi ragni sono come dei figli, e loro lo sanno. Perché fra i tanti valori che possiedono c'è anche quello della riconoscenza, che mostrano in mille modi, allo stesso livello dell'onestà. L'alpinismo che loro praticano non ha la sete di gloria fra le motivazioni, vogliono solo salire le cose più belle e difficili, quelle proibitive. Sono ragazzi che non si accontentano mai, e sono ragazzi per cui sgobbare è un piacere. Stare con loro vale come mille corsi, vogliamo continuare ad investire sui giovani regalando ad altri ragazzi la possibilità di legarsi con loro, come ad altri del nostro gruppo che questa volta non sono potuti andare per ragioni di lavoro."


Uli Biaho

6109m, Torri del Trango, Pakistan
Prima salita: parete est, in stile alpino dal 24 giugno al 5 luglio da Bill Forrest, Ron Kauk, John Roskelley e Kim Schimtz. Tutti e quattro hanno raggiunto la cima il 3 luglio 1979.

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