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La linea di Canalone del Frate, Caldenave 2442m (Gruppo delle Cime di Rava, TN) salita da Paolo Michielini e Alessia Savio il 29/06/2013.
Photo by archivio Paolo Michielini
29/06/2013: Paolo Michielini e Alessia Savio durante la salita di Canalone del Frate, Caldenave 2442m (Gruppo delle Cime di Rava, TN).
Photo by archivio Paolo Michielini
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Cima Caldenave, probabile nuova salita per Paolo Michielini e Alessia Savio alle Cime di Rava

05.07.2013 di Paolo Michielini

Il racconto di Paolo Michielini che il 29/06/2013 assieme ad Alessia Savio ha salito il Canalone del Frate, una probabile nuova salita sulla cima Caldenave 2442m (Gruppo delle Cime di Rava, TN).

Mi reco spesso da solo in questi posti così appartati all’ombra di montagne molto più conosciute proprio perché quassù si assapora ancora il gusto della scoperta e della solitudine; aspetti che regalano ancora momenti unici senza dover fare exploit da prima pagina.

Qualche settimana fa con gli sci avevo disceso un bel canale proprio sopra la solitaria Val Orsera, forse una prima ma quello che più mi rimane in mente, a fine giornata, è ancora una volta il non aver incontrato nessuno per tutto il giorno…

Questa volta con me c’è Alessia, con la quale voglio condividere questa esperienza in quanto so che, come me, apprezza questi luoghi e il loro fascino ancora incontaminato.

Già dal parcheggio si intravvede il canale e si intuisce che non è innevato perfettamente come un mese fa quando avevamo fatto il primo tentativo e ci eravamo ritornati sui nostri passi a causa dei 50 centimetri di neve fatti il giorno prima. Bene, questa volta speriamo sia quella buona e caricati gli zaini in spalla iniziamo la salita prima su al Rifugio Claudio e Renzo e poi proprio dietro al rifugio, lungo il sentiero che conduce a Forcella Ravetta e passa anche l’ Alta via del Granito (Cima d’Asta – Gruppo di Rava).

Una leggera discesa appena dopo il rifugio ci adagia su di un pianoro dove uno stupendo rio scorre tra l’erba e dove d’estate i cavalli in libertà trovano ristoro…è proprio vero… qui ti rendi conto di quanto questi posti siano unici e il perché del continuo desiderio di ritornarci. Dal pianoro, il sentiero ricomincia a salire e dopo venti minuti ci imbraghiamo e lasciamo uno zaino sotto ad un sasso come sempre.

Tra un mare di rododendri e tracce di neve puntiamo un masso enorme che fa da limite naturale allo sbocco del canale, calziamo i ramponi, da qui per due tiri pieni le pendenze sono intorno ai 35 gradi, poi entrati nel canalone vero proprio i successivi 120 metri si aggirano intorno ai 40 gradi, a questo punto la neve si interrompe e un salto di roccia alto circa 8 metri e altrettanti sotto ad un labile ponte di neve daranno un po’ di pepe alla salita, metto un friend e recupero Alessia che sale velocemente.

Ora tocca di nuovo a me e cerco di capire come risolvere questo seppur non difficile passaggio, un chiodo, un altro friend e una ribaltata con ramponi e picca mi riportano sul pendio di neve che risalgo per altri 15 metri per poi attrezzare la sosta (IV inf., 50 ° - lasciato un chiodo di passaggio); recupero Alessia e mentre si accinge a superare il ponte di neve rimpiange i bei giri in bici che si fa attorno al Lago di Lugano!

Il resto del canale scorre piacevole con un altro tratto di misto più facile (20 metri - III°) e tratti con pendenze che arrivano fino ai 55° sin fuori dal canale principale un po’ a sinistra della verticale alla cima, altri cento metri intorno ai 50° portano alla selletta posta circa cento metri a sinistra della cima vera e propria, che raggiungiamo superando alcuni passaggi di I° e II° grado.

E’ il 29 giugno e una leggera nevicata ci accoglie in vetta di Cima Caldenave (2440 s.l.m.) con la Valsugana sullo sfondo e … tutto questo può bastare!

di Paolo Michielini

CANALONE DEL FRATE - CIMA CALDENAVE
Probabile pima salita:
29 giugno 2013 da parte di Paolo Michielini e Alessia Savio
Sviluppo del canale: circa 600 metri fino alla forcella sulla Cresta Ravetta;
Difficoltà: pendenze su neve dai 35 ai 55 gradi e misto fino al IV inf. (variabile in base all’innevamento molto probabilmente);
Materiale usato: Picche, ramponi, chiodi da roccia e friends piccoli e medi) – lasciato un chiodo (forse con altre condizioni potrebbe essere utile qualche chiodo da ghiaccio)

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