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Arc'teryx Alpine Arc'ademy 2013
Photo by Brian Goldstone
Arc'teryx Alpine Arc'ademy 2013
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Arc'teryx Alpine Arc'ademy 2013
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Arc'teryx Alpine Arc'ademy: un weekend di alpinismo e sicurezza sul Monte Bianco

21.06.2013 di Nicholas Hobley

Alpinismo, corsi, sicurezza e divertimento. Ecco la semplice ricetta dell' Arc'teryx Alpine Arc'ademy 2013, svoltasi dal 14 al 16 giugno a Chamonix per approfondire le proprie conoscenze di alpinismo ed arrampicata nella splendida cornice del Monte Bianco.

Emozionante. Interessante. Istruttivo. Sono queste le prime tre parole che mi vengono in mente quando penso all' Arc'teryx Alpine Arc'Ademy che si è svolto lo scorso weekend a Chamonix in Francia. Un lungo fine settimana all'insegna dell'alpinismo e dell'arrampicata nella splendida cornice del Monte Bianco, aperto a tutti coloro che volevano approfondire le proprie conoscenze sul come muoversi in sicurezza in montagna. Più di 300 persone da 19 paesi hanno risposto a questo invito e confesso che vederli tutti lì, raggruppati nella piazza della funivia di Chamonix alle 7 di sabato mattina, è stato emozionante, faceva anche un certo effetto. Ma l'organizzazione è stata impeccabile e i vari gruppi si sono subito dispersi in quota. Si, perchè l'evento era diviso in numerosi "clinics", corsi che spaziavano dalle cascate di ghiaccio per principianti a come attraversare un ghiacciaio e all'alpinismo classico in quota, passando per temi come le nuove tecniche di orientamento usando il GPS, medicina di montagna, ecc. Qualcosa per tutti i gusti insomma, offerti ad un prezzo super agevolato grazie ad un accordo tra Arc'teryx e le guide alpine di Chamonix.

Il meteo sabato mattina non sembrava gran che, il cielo era coperto e il caldo umido già ci opprimeva. Su però la storia era del tutto diversa, ai 3842m dell'Aiguille du Midi il vento soffia forte e bisognava coprirsi bene, ed in fretta anche. Giacca, berretto, guanti, imbrago, casco, ramponi, piccozza e via, giù per la cresta, aerea e spettacolare e attrezzata specificamente per l'occasione con una bella corda fissa. Ciò nonostante era un test non indifferente per alcuni, un primo filtro che poi apriva sullo spettacolare ghiacciaio du Géant. C'era chi andava subito a sinistra per alcuni corsi, c'era chi invece scendeva a destra verso il Refuge des Cosmiques per salire la classica Arête des Cosmiques, e moltissimi altri invece tiravano dritto. Come me questi avevano optato di attraversare la Vallée Blanche, dall'Aiguille du Midi appunto, fino al vecchio e nuovo Rifugio Torino, e la scelta non poteva essere più azzeccata! Le nuvole correvano veloci regalando scorci spettacolari sulle cime e pareti che hanno fatto la storia dell'alpinismo: les Grandes Jorasses, l'Aiguille Verte, il Grand Capucin, il Trident du Tacul, il Dente del Gigante... Ogni tanto la nostra guida si fermava per raccontarci qualcosa di particolare - bella la storia di Cristoph Profit e la famosa free solo della Diretta Americana che lui aveva visto da vicino, dall'elicottero, nel 1982. Lì, sotto i fianchi del Monte Bianco, non eravamo altro che piccolissimi puntini immersi in un ghiaccio da favola; un privilegio interpretato al meglio dalla signora legata prima di me. Già in pensione da parecchi anni, da vera Chamoniard aveva effettuata la traversata innumerevoli volte in precedenza ma l'occasione, mi raccontava, era troppo bella per poterla perdere. Voleva vedere che atmosfera si viveva durate questo meeting e anche navigare per l'ennesima volta sotto quelle cime. "Mais bien sur" mi ha spiegato "c'est trops belles ici". Poi il vento ha ripreso a soffiare, tanto da impedire l'uso della teleferica da Punta Helbronner e farci scendere a Courmayeur, prendere un buon caffè, e rientrare a Chamonix in bus.

Erano le 4. C'era giusto tempo per farsi una meritata doccia, poi il programma continuava con la serata. Ovvero, prima l'ottima grigliata che neanche lo scroscio dell'acqua è riuscito a spegnere, poi la “Alpine Movie Night” con i film presentati dai protagonisti: Nina Caprez e la "sua" divertente Silbergeier, Holtanna di Franck Dalmat e Sam Beaugey, Mathieu Maynadier e l'impressionante salita del Kamet in India (che gli è valsa il Piolets d'Or), Harald Philipp e le pazzesche acrobazie con la mountain bike, e Will Gadd con la sua audace salita delle Hunlen Falls. Se l'intento era di farci sognare, quella notte molti hanno trovato l'oro!

Domenica. L'ultimo giorno, sul menu c'erano nuovamente tutti i corsi dei giorni precedenti e, avendo sentito i racconti la sera prima, ero tentato di vedere Will Gadd in azione sul ghiaccio, oppure unirmi all'interessantissimo "masterclass" di Josune Bereziartu e Rikar Otegui. Per il bivacco in quota con Ines Papert non c'era più tempo, ma c'erano invece Nina Caprez, James McHaffie, Mina Leslie-Wujastyk, Matthias Scherer, Tanja Schmitt, Maciej Ciesielski, Luka Lindic, Isabelle Santoire... Insomma, la lista di alpinisti e climbers, di fuoriclasse lì per insegnare e condividere il proprio "know-how" era davvero lunga. Si, ero tentato, curioso... ma alla fine la voglia di ripassare alcune manovre di soccorso ha prevalso e ho optato per il clinic "Recupero da crepaccio". Nel mio piccolo gruppo c'era una ragazza che aveva un particolare interesse per questo corso: pochi anni prima lei e suo compagno erano caduti in un crepaccio, fortunatamente con lieto fine! Ma lo shock era ancora evidente, quindi via, su verso l'Aiguille du Midi nuovamente per capirne di più. A differenze di ieri, oggi non c'era un filo d'aria, il vento aveva spazzato via tutte le nuvole lasciando al suo posto il sole splendente e finalmente si vedeva la cima del Monte Bianco in tutta la sua gloria. Semplicemente straordinario! Ma non eravamo certamente lì per il panorama: con la nostra guida dovevamo fare nodi, provare l'arresto di una caduta, il giusto posizionamento della piccozza nella neve compatta, prussik, paranco semplice, paranco doppio... insomma un bel da fare per un'intera giornata al cospetto del Monte Bianco a ripassare l'ABC dell'autosoccorso. Bello. Così bello, infatti, che a fine giornata quello che pesava di più non era la fatica delle manovre, non era certo la ripida risalita verso la funivia che spezza il fiato anche ai più forti, ma il pensiero che questo lungo fine settimane era già volato via. Era stato un weekend emozionante. Interessante. E soprattutto istruttivo. Fortunatamente però l'Arc'teryx Alpine Arc'ademy ha già fissato l'appuntamento per l'anno prossimo!

Info: www.alpinearcademy.com

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