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Giovedì 20 giugno in via Gramsci, 29 - Pero (MI) (MM1 Molino Dorino/Pero) si inaugura RockSpot Nord Ovest
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RockSpot Nord Ovest: continua l’avventura e l'arrampicata

17.06.2013 di Planetmountain

Giovedì 20 giugno in via Gramsci, 29 - Pero (MI) (MM1 Molino Dorino/Pero) si inaugura RockSpot Nord Ovest uno dei climbing center più grandi d’Europa che va ad aggiungersi alla storica sede di via Fantoli. La presentazione del progetto da parte di Mirko Masé guida alpina e fondatore di Rockspot Nord Ovest.

Il 20 giugno alle 11,30 è prevista l'inaugurazione per la stampa con Antonio Rossi assessore regionale allo Sport e Politiche per i Giovani, e il Vice Sindaco del Comune di Pero Carmen Vilardo. Alle ore 19.00 le pareti di Rockspot Nord Ovest apriranno per la prima volta al pubblico con la possibilità di “liberare” le nuove vie di arrampicata (prime salite e prime ripetizioni, con attribuzione del nome e del grado ad ogni itinerario), climbing show e dj set in compagnia dei dj di Radio Italia.

Nella nuova palestra RockSpot NW sarà possibile scalare su pareti alte fino a 17 metri e con uno sviluppo di quasi 30 metri. Il solo strapiombo centrale sporge di circa 16 metri. mq per arrampicare senza corda e di una zona progettata appositamente per le esigenze dei bambini dove potranno praticare líarrampicata in piena sicurezza.

Abbiamo chiesto a Mirko Masè di presentarci questo nuovo progetto:

"Di solito ho più dimestichezza a trattare argomenti e relativi articoli che raccontano le avventure alpinistiche e arrampicatorie mie e dei miei amici. Ma questa nuova avventura che sto per iniziare non ha nulla di meno o da invidiare rispetto a quelle esperienze: stessa emozione, stessa adrenalina e sicuramente stesso rischio. Vorrei potervi raccontare la nostra storia.

Il 20 giugno apriamo a Milano (zona Pero/Molino Dorino) la sede Rockspot Nord Ovest e inizia una nuova e importante fase della mia vita. Il progetto Rockspot nasce nel 2009 dall’amicizia e dalla comune passione mia e di Paco dell’Aquila con cui mi sono legato in cordata realizzando la salita di alcune delle più importanti ascensioni delle Alpi e con cui ho condiviso il rischio di progettare e costruire un centro di arrampicata nell’area milanese dove poter comunicare la nostra visione del mondo verticale. La nostra filosofia relativamente alla montagna e alle attività ad essa connesse si fonda, prima ancora che sulla proposta di una pratica sportiva, su un modo di vivere l’arrampicata come occasione per stabilire relazioni autentiche e umanamente significative. Il successo dell’esperienza Rockspot è stato proprio quello di offrire anzitutto un ambiente (non solo una palestra) fatto di persone e di passioni. Insomma tutti questi ingredienti hanno contribuito a fare di Rockspot una realtà che ha superato di molto le già ambiziose aspettative. La struttura di Rockspot sud-est (via Fantoli zona CAMM) è stata inaugurata il 21 novembre del 2009 e da subito si è affermata come il più importante centro di riferimento, in termini di spazi e di utenti, della città.

Ad oggi l’Associazione sportiva Rockspot conta quasi 7.500 soci iscritti e frequentanti nel triennio 2009 – 2012 che rappresentano un numero decisamente significativo nel panorama non solo milanese ma nazionale. Si organizzano corsi base e avanzati che coinvolgono numerose persone (quest’anno hanno frequentato i corsi circa un migliaia tra ragazzi e adulti) . Le attività sono rivolte a tutte le età con una particolare attenzione ai bambini e ai ragazzi. Oltre ai climber, che costituiscono la maggioranza, le scuole, le associazioni di vario genere e le cooperative sono gli altri interlocutori privilegiati delle attività di Rockspot perché la montagna, l’arrampicata e le pratiche nella natura, in ambiente (le attività outdoor) rappresentano un approccio fondamentale per educare i ragazzi introducendoli ad un sano e corretto rapporto con sé stessi e con gli altri.

I numeri relativi alle presenze sono decisamente incoraggianti tali da determinare l’idea della necessità di un ampliamento della proposta Rockspot. Gli ingressi mensili sono mediamente tra i 1.200 e i 1.500 con picchi di afflusso nei giorni centrali della settimana e nei festivi del periodo autunnale e invernale. Gli ingressi annui sono più di 15.000 (!) anche se è difficile in un momento così segnato dalla precarietà fare previsioni e stime per la nuova sede. Certamente le caratteristiche della nuova struttura fanno immaginare numeri e risultati importanti. La capienza e gli spazi, l’ubicazione (la palestra è a 400 m dalla fermata MM di Molino Dorino nel centro di una zona ad altissima densità di abitanti e con numerose grandi aziende nei paraggi) il numero degli itinerari, il personale impiegato, l’impegno economico profuso e, speriamo, la significativa azione promozionale fatta, lasciano sperare che ai 7.500 attuali soci se ne aggiungano almeno altrettanti nell’arco del prossimo triennio.

D’altronde l’arrampicata sportiva sta crescendo in modo esponenziale. I dati più attendibili sono quelli provenienti dalla FASI la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana che rappresenta l’associazione che raggruppa la maggior parte dei praticanti. Ad oggi gli iscritti sono più di 15.000 e la Lombardia, con 2.600 soci, è la seconda regione dopo il Piemonte per numero ma il mercato reale (o potenziale) è decisamente più alto. La stessa Unione delle Guide Alpine operanti in ambiente naturale hanno riscontrato un incremento significativo della loro attività sul territorio. Si parla, e a ragione, di almeno trecentomila italiani (per la gran parte nel nord) che praticherebbero, con diversa intensità, l’arrampicata sportiva. La nostra percezione è che il trend sia decisamente positivo e che ormai l’arrampicata sportiva grazie soprattutto alle realtà indoor sia in costante ascesa.

Questo mi porta a fare un approfondimento. L’arrampicata sportiva sta riscuotendo un successo straordinario in termini di visibilità e di diffusione soprattutto grazie alla possibilità di sperimentazione e di pratica che le palestre indoor offrono. L’avvicinamento alla montagna e alle altre attività outdoor avviene tramite la frequentazione delle palestre che costituiscono il primo e ormai ineliminabile passaggio didattico e sportivo. A differenza del passato i luoghi dell’incontro e dello scambio di esperienze e di conoscenze sono diventate le sale d’arrampicata. Dalle tecniche di progressione all’attrezzatura, dalle informazioni sulle mete delle uscite sino alle amicizie, tutto si gioca nello spazio quotidiano dei muri d’arrampicata. La stragrande maggioranza delle persone che arriva all’alpinismo e agli sport “estremi” comincia, in età sempre più precoce, a muovere i primi passi proprio nelle palestre che assolvono ad un ruolo ormai fondamentale e irrinunciabile di luoghi di apprendimento e di mantenimento.

La palestra, specialmente nella pratica dell’arrampicata sportiva, è diventata, nella considerazione e nell’immaginario collettivo, non solo uno spazio di benessere fisico e atletico ma anzitutto un “ambiente” da vivere e da frequentare dove la differenza è data sicuramente dalla qualità del servizio e dalla sua ricchezza (struttura, estetica, possibilità) ma anche e questo determina la sua durata nel tempo, dalla capacità di proporre relazioni e esperienze che vadano oltre i confini dell’estemporaneità. Queste considerazioni ci stanno anche portando a sperimentare intuizioni e pratiche inesplorate (Rockspot sta sviluppando con alcune scuole dell’hinterland milanese, grazie all’apporto delle specifiche figure professionali dello psicologo e degli educatori un progetto di questo genere) come la montagnaterapia e la sua efficacia nel trattamento e nella prevenzione del disagio psicosociale. Simili esperienze si stanno facendo anche con la disabilità fisica e mentale. E’ un modo originale e creativo di mostrare come le dimensioni della fatica e del rischio siano terapeutiche perché il rapporto con la grandezza e la maestosità della natura fa emergere positivamente le risorse adattative della persona specie se in difficoltà.

Questi fatti mi fanno riflettere e non riesco togliermi dalla testa che si può fare altro e che c’è ancora spazio per la sperimentazione e la novità. Bisogna però osare e pensare un po’ in grande imparando dagli altri (francesi e inglesi soprattutto) e forzando un certo provincialismo che caratterizza i nostri comportamenti. Nell’estate dello scorso anno, il 2012, comincio a darmi da fare. Giro per tutto l’hinterland milanese alla ricerca di un luogo che concretizzi i miei desideri. Fatica inutile tanto che inizialmente, insieme con lo storico socio Paco, pensiamo ad un allargamento che coinvolga la struttura limitrofa e che raddoppi le dimensioni dell’attuale. Ma, quando ormai i giochi sembrano fatti (mi è capitato fortunatamente tante volte scalando pareti che sembravano irrisolvibili) e grazie alla perseveranza di Antonio Zecchino e Riccardo Fisogni vedo la soluzione: una struttura grandissima e perfetta per il mio progetto in un luogo accessibile e adeguato.

Sono talmente contento che contagio gli amici che mi circondano che si fanno da subito soci e promotori dell’iniziativa. Crediamo tutti nella bontà dell’investimento, confortati dai risultati raggiunti, e scegliamo di correre un rischio imprenditoriale assolutamente in controtendenza rispetto al periodo progettando una palestra assolutamente nuova per caratteristiche e dimensioni con una localizzazione che permette di coprire tutta l’area milanese: Rockspot sud est e Rockspot nord ovest… insomma una vera testimonianza di positività in un momento di incertezza sostenuta però dalla richiesta che da più parti nell’ambiente milanese si avverte. Quindi si immagina una realtà importante e concorrenziale non solo a livello nazionale ma europeo. Insomma una visione decisamente più profetica e forse un po’ folle.

Sono passati solo 6 mesi da quando abbiamo cominciato i lavori e siamo pronti: ci piace dire e pensare che abbiamo realizzato la palestra d’arrampicata indoor più grande d’Europa, anche se il calcolo è difficile (sulla carta con i suoi 2.500 mq di superficie arrampicabile, Rockpsot NW è veramente ai primi posti assoluti a livello europeo). Sei mesi per una palestra. E nove mesi per un bimbo perché, ancora non l’ho detto, ma la vera avventura è iniziata qualche giorno fa quando è arrivato Martino, mio figlio, e per me e per Barbara questo è il più grande dei regali.

Vi aspetto il 20 giugno alle 19 per festeggiare insieme l’apertura. Vi assicuro che rimarrete sorpresi!"

Mirko Masè - Guida Alpina
www.rockspot.it

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