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Durante la prima invernale della via A Federico (Presolana di Castione)
Photo by Ennio Spiranelli
Sulla seconda lunghezza durante la prima invernale della via A Federico
Photo by Ennio Spiranelli
1981: bivacco durante l'apertuta della-via A Federico - Presolana di Castione
Photo by Ennio Spiranelli
Quasi fuori dalla via A Federico, inseguiti dalla nebbia
Photo by Ennio Spiranelli

A Federico, la via sulla Presolana di Castione ti entra dentro. Di Ivo Ferrari

30.05.2013 di Planetmountain

Ivo Ferrari e le tante giornate sulla stessa via: la “A Federico” (500m, VI+) aperta nel 1981 da Sandro Fassi, Ennio Spiranelli, Luigi Rota sulla parete sud-sud ovest della Presolana di Castione (Alpi Orobie, Bergamo). Con un ricordo di Ennio Spiranelli

Ci sono linee che ti entrano dentro, posti che memorizzi nella tua testa, dove ogni tanto ti senti obbligato a ritornare. Da lontano senti i profumi della roccia, l’umidità che la nebbia mischia al tuo sudore. Ognuno possiede la sua Linea, la sua Parete, la sua Montagna preferita. Io ne ho una “speciale”, la Presolana, la Montagna dei Bergamaschi, la roccia dove ho iniziato ad arrampicare, dove ho conosciuto e perso Amici, dove lo zaino del tempo si è riempito di ricordi, un’infinità di vie , diedri e placche, buchi e tacche! A due passi (faticosi) da casa c’è la Linea della “prima volta”, del “primo lungo volo”, ci ritorno spesso, quando posso mi piace ripercorrerla... la “A Federico” sulla Presolana di Castione.

Il primo volo lungo, lungo. “...che bella lunghezza, mi sto proprio divertendo, una decina di metri e sono in sosta… terrà questo pilastro? … “
Un gran rumore, un’ infinità di secondi che passano velocemente nei minuti diventando ore, sono caduto,sto cadendo, un lungo volo, il primo volo di sempre… Sangue. Paura. Tanta, tantissima paura. Gli amici che mi guardano, il compagno di sosta con le mani scorticate, uno, due chiodi saltati… Aria e vuoto. Un bel ricordo, mischiato con un “è andata bene dopotutto”. Un bellissimo giorno da ricordare e raccontare.

Con Lucio e la sua amicizia. “..dai Lucio che siamo fuori, sei stato bravissimo, dai, poi una volta ritornati a valle potremo asciugarci e mangiare qualche cosa, forza che ci siamo”. Siamo fuori. Nebbia, non si vede niente. La Cima. La fine... Niente, solo profumi d’umidità, profumi d’erba bagnata, quasi marcia. Scendiamo, conosco la discesa, seguiamo le particelle invisibili della Nebbia... che bella via, più passa il tempo, più noi invecchiamo, e lei diventa sempre più bella.

Solo. “...Porca miseria, a momenti volo da basso!... Stai attento Ivo, smettila di distrarti...” Che bello, il primo giorno di Primavera. La neve ancora presente lungo tutto l’avvicinamento, ma Lei, la parete, è asciutta e illuminata dalla voglia di ritrovare i raggi del Sole. Sto salendo da solo, felice nel silenzio, sto godendo ogni passaggio, ogni movimento, la corda mi segue libera, oggi ero sicuro di non trovare nessuno, il primo giorno di Primavera è ancora “presto” per venire fin quassù! Ma io dovevo, la mia testa non ne voleva sapere di andare né in falesia né in nessun altro posto, io e la “A Federico”… In cima il tramonto, gli occhi si aprono verso l’orizzonte stampando nella mente “gli attimi”, nessuna foto, solo memoria.

A non tutti piace. “Recupera!”. Salgo velocemente, conosco gli appigli, mi fido di tutto quello che mi circonda, oggi niente lavoro, giornata di festa, ma non per tutti visto che siamo nel bel mezzo della settimana, la Nebbia è di nuovo tra noi, ma qui è normale, quasi, quasi quando c’è solo il Sole, non mi piace, la vista “pulita” non mi permette di immaginare l’orizzonte che voglio, saliamo veloci nella logica di questa linea, placche e fessure, diedri e camini, l’alpinismo e l’arrampicata che amo, sosta e si riparte, tiro e lunghezza...
“...Ti è piaciuta?”
No, non mi ha entusiasmato, a me piace qualcosa che non so...”
Peccato? Anzi, visto che sono egoista, non mi interessa poi tanto, a me piace sempre di più, io ho tanti Amici lungo questi appigli..”
Torniamo a Valle...

L’innamorato e la sua amante. Ennio è sposato, ha un erede. Ennio lavora nella sua Grande Grimpe a Nembro, produce e vende ottimi vestiti per la Montagna. Ennio è un Amico, non ci incontriamo spesso, quasi mai, ma Ennio è un Amico e questo mi basta. Ennio ha un amante, ma tutti lo sanno e sua moglie non è gelosa, si chiama Presolana, a volte è fredda, a volte calda. Si amano da sempre e lungo i suoi versanti Ennio torna spesso, crea linee nuove in estate e d’inverno, ci porta giovani e meno giovani. Lui è giustamente considerato il re di una Montagna che non ha padroni, ma che tutti rispettano. Lui (Ennio Spiranelli ndr) è il creatore con Luigi Rota e Sandro Fassi nel lontano 1981 della via che fa ingelosire mia Moglie!

“A FEDERICO“ 33 ANNI FA. di Ennio Spiranelli

Tanti anni sono trascorsi e tanti appigli ho stretto tra le mie mani, ma quelli della Federico hanno ancora un qualcosa di particolare. L’ho salita con le pedule, i Koflach di plastica, le scarpe da ginnastica con l’aerlite, le Mariacher viola e con le Miura, d’estate e d’inverno, con il sole e spesso con la nebbia, ed in ultimo con mio figlio Andrea allora quindicenne. All’uscita sono sempre stato felice di averla percorsa.
Sandro e Gigi, gli esperti della cordata, avevano deciso di coinvolgermi nonostante avessi da poco compiuto i diciotto anni, e forse senza saperlo mi hanno trasmesso quella voglia e quella passione che negli anni mi ha portato molte volte a cercare nuove linee sulla Regina delle Orobie.
Una via da dedicare ad un caro amico che ci aveva da poco lasciato per un banale incidente in canoa, un talento incredibile per l’arrampicata con un animo sensibile ed irrequieto. Una via che negli anni 80 è diventata una delle più frequentate del Massiccio perché era stata aperta, per quei tempi, con un ottica moderna. Completamente attrezzata, i ripetitori potevano scalare senza portarsi martello e chiodi, e in quel periodo capitava spesso di incontrare numerose cordate sulla via.
La “A Federico” mi riporta al mio primo bivacco in parete, seduto fra i miei grandi maestri, con i fuochi che sparavano a Castione, per non so quale festa, ma che ci riscaldavano in quella bellissima fredda notte di agosto.

Un doveroso ringraziamento a Ennio, per le foto e la sua disponibilità, a Lucio mio vecchio e Grande Amico, che la sua forza sia d’esempio. A mia Moglie, che mi permette di avere un secondo Amore e alla Nebbia che spero di incontrare sempre nelle ultime lunghezze della via.
Ivo Ferarri


IVO FERRARI 2013
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