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Trekking allo Huayhaush
Photo by Giancarlo Sardini
Guide don Bosco en los Andes Marcarà
Photo by Giancarlo Sardini
Hirishanca
Photo by archivio Maurizio Trotti
Nevado Pisco
Photo by archivio Maurizio Trotti

Una vita nella Cordillera di Giancarlo Sardini

21.05.2013 di Planetmountain

Giancarlo Sardini classe 1964 Volontario dell’Operazione Mato Grosso fin dal 1985, ha dedicato molti anni della sua vita ai temi legati alla solidarietà verso le popolazioni dell’America Latina con progetti di sviluppo e formazione. In questo racconto ci conduce attraverso il suo percorso umano e sociale condiviso con le genti del luogo.

Nella vita prima o poi capita a tutti di dover fare qualche scelta importante. Io sono stato un uomo molto fortunato perchè di scelte importanti ne ho dovute fare alcune. La prima é stata quella di sposarmi con Marina, da cui ho avuto due splendide figliole. Poi c’è stata quella di partire come volontario per il Perú, giovane e pieno di belle speranze. L’ultima in ordine di tempo,è stata quella di tornare in Italia sicuramente meno giovane (dopo aver trascorso 15 anni Perù) ma arricchito dalle esperienze che la vita ed il contatto con quelle popolazioni mi ha potuto regalare.

In questi anni ho sovrainteso alla realizzazione dell'Escuela di Andinismo costruendola dalle Fondamenta, lavorando come coordinatore ed anche se le esigenze lo richiedevano, come muratore e capo mastro. Non mi sono limitato a costruire la Escuela de GUIAS, ma mi sono prodigato per poter dare un futuro migliore a 17 ragazzi che oggi sono Guide UIAGM e guide di trekking e che conformano l’Associazione di Andinisti Don Bosco 6000 con sede nel nuovo Centro di Andinismo Renato Casarotto.

La Escuela é partita ufficialmente nel 2000, io comunque fin dal 1998 avevo cominciato a prendere in casa i primi ragazzi campesinos per avviarli al lavoro di Portatori in montagna, in quanto alcune (poche) spedizioni alpinistiche sapendo che ero laggiú mi chiedevano di potersi appoggiare nelle allora strutture della Parrocchia di Marcará. Dal 2000 la Escuela de Guias é partita, grazie anche all’interessamento di Padre Ugo che ha spinto fortemente questo progetto, fin dai suoi primi passi.

Con i ragazzi, prima come portatori e poi come alunni, ho condiviso gli entusiasmi e le delusioni, le fatiche e le gioie che negli anni abbiamo vissuto. Con la preseveranza di molti siamo riusicti a strappare dalla povertà e dall'abbrutimento una trentina di goivani pastori che oggi sono Guide UIAGM, Guide di trekking, Cuochi e portatori. Così la Escuela de Guias di Marcarà pian piano è diventata un punto di incontro dove si incrociano diverse realtà, da una parte l' afflusso dei primi turisti e dall' altra la crescita dei ragazzi che cercavamo di formare, i primi successi e le prime uscite delle nuove Guias sono emozioni che ho potuto condividere con tutte le persone che negli anni mi hanno affiancato ed aiutato. Da Padre Topio a Valerio Bertoglio, da Luciano Colombo a Domenico Gaggini e Franco Micheli, per arrivare fino all'ultimo degli amici OMG che magari preparando una ciotola di minestra mi ha aiutato nel compiere questa missione.

Intorno a questo progetto l’OMG ha scotruito 4 Rifugi e 1 Bivacco nella Cordillera Blanca, oggi gestiti dai ragazzi Cuchi e da volontari Peruviani, tutti gli introiti dei RIFUGI Andini, vanno per la costruzione della Case delle Famiglie povere delle valli altoandine. Nel mentre, grazie all’appoggio dell’OMG, abbiamo avviato una serie di esplorazioni disegnando nuovi cicuiti di trekking sia nella Cordigliera Bianca che nella piú selvaggia Huayhuash (quella dello Siula grande di Joe Simpson per intenderci ), trovando anche il tempo per andare alla base dello Yerupajá a cercare i resti di un aereo TAM scomparso nel 1954, oppure di organizzare la prima spedizione Peruviana in Patagonia permettendo ad un suo giovane allievo guida di stabilire sull’Aconcagua la vetta più alta delle Americhe 6956 m, il nuovo record di velocità in salita.

Una storia lunga 40 anni quella della mia vita spesa tra le montagne prima su quelle italiane, poi sulle Ande che sono quelle che mi hanno veramente rubato il cuore, facendomi tornare bambino. Non posso scordare le luci ed i colori delle alte quote che sfumando in un ininterrotto susseguirsi di emozioni lasciano che l’occhio, passi incuriosito, a scrutare tra le profonde gole e le vallate che si incontrano camminando sui sentieri andini.

Io di carattere socievole e solare, ma testardo e tenace come del resto lo siamo noi bresciani cresciuti tra le campagne della Franciacorta, ho sempre preferito mantenere un basso profilo ma oggi questa storia non posso raccontarla senza metterci un pizzico di orgoglio. Insomma, ci ho messo del mio ma se sono qui a raccontare e a raccontarmi é perché qualcuno mi ha aiutato, accompagnato, seguito ed ha avuto anche tanta pazienza con me; debbo cosí ringraziare mia moglie Marina, che mi ha silenziosamente accompagnato tante volte o mi ha aspettato a casa, quando ritornavo dalle spedizioni sulle Ande.

Devo ringraziare Padre Ugo e Don Ambrogio che hanno accolto e seguito la mia famiglia fin dai primi passi nell’OMG, poi i tanti amici dell’Operazione Mato Grosso e coloro che lavorando gratuitamente in Italia sostengono le nostre missioni in America Latina, anche attraverso la gestione dei Rifugi: Rif.Claudio e Bruno,Rif.Tre A, Rif.Laeng, Rif.Torsoleto, Rif.Colombé, Rif.Gherardi, Rif.Degli Angeli, Rif.Alpe Schiazzara solo per citarne alcuni.(vedi www.rifugi-omg.org)

Nella mia vita ho sempre rincorso i sogni e fortunatamente alcuni di questi sono diventati delle splendide realtà per cui se oggi dovessero chiedermi qual è il sogno più bello che ho fatto nella mia vita non potrei far altro che rispondere: “L’aver trasformato dei poveri pastori in Guide di Montagna sulle Ande”.

Oggi rientrato in Italia ho deciso di mettere a disposizione del pubblico parte delle esperienze che ho maturato laggiù, per quanti volessero scoprire il fascino di quelle zone unendovi anche un non trascurabile scopo etico e sociale. Tra i vari percorsi che più mi hanno attratto vorrei condividere con i lettori di PlanetMountain i due seguenti trekking che cercherò di illustravi al meglio con le allegate schede. Non ultimo tutte le informazioni relative al nuovo Centro di Andinsimo Renato Casarotto a Marcarà (Perù) ora sede dell’Associazione Guias Don Bosco 6000 ed i Rifugi Andini oggi gestiti dai ragazzi peruviani ormai piú che trentenni.

Giancarlo Sardini

Rifugio Ishinca 4350 e Bivacco Longoni
Zona: Perù, Cordillera Blanca
Difficoltà: Escursionismo facile su sentiero
Esposizione prevalente: Sud-Ovest
Durata: due/tre giorni
Tempo di percorrenza: Circa 3 ore
Pernottamento: In rifugio
Partenza: da Marcarà centro Andinismo Renato Casarotto 2760 mt.
Materiale: Da escursionismo
Descrizione:
Primo Giorno: In taxi o in Minibus si raggiunge Pashpa (3700 m) da dove il sentiero dopo aver attraversato un bosco di quinuales, trova interessanti e coloratissime stratificazioni geologiche. Questo percorso lungo circa 15 kilometri si addentra nella vallata Ishinca e ci conduce nella spianata dove sorge l’omonimo rifugio (4350 m). Questo rifugio è inserito in un contesto ambientale straordinario e da questo si possono effettuare alcune salite alpinistiche molto interessanti. Dal facile Nevado Urus al più difficle Nevado Tocllarauju. e Nevado Ishinca al difficile Nevado Ranrapalca.
Secondo Giorno: Dal rifugio attraversare la grande spianata alluvionale posta in fronte ad esso ed in direzione est reperire la ripida traccia, che in due ore circa vi permette di raggiungere il Bivacco Longoni (5000 m). Posto poco sotto al colle dell’ Ishinca è un ottimo punto di partenza per l’Ocshapalca e per le difficili vie sul Ranrapalca.
Terzo giorno: Questa giornata è facoltativa in quanto escursionisti ben allenati possono unire nella seconda giornata sia la salita al Bivacco Longoni che la visita alle rovine di Honcopampa dove è presente un interessante insediamento archeologico pre Incaico del 954 d.C. Tale insediamento si trova facendo una piccola deviazione dal sentiero che dal rifugio Ishinca conduce nuovamente a Pashpa.

Rifugio Perù 4765
Zona: Perù, Cordillera Blanca
Esposizione prevalente: Sud-Ovest
Difficoltà: Escursionismo facile su sentiero
Durata: Due giorni
Tempo di percorrenza : Circa 2 ore
Pernottamento: In rifugio
Partenza: da Marcarà centro Andinismo Renato Casarotto 2760 mt.
Materiale: Da escursionismo
Descrizione:
Primo Giorno: In taxi o in Minibus si raggiunge Yungay da dove la strada si inerpica tortuosa attraversando alcuni interessanti Pueblos sino a Cebollapampa (3900m). Il sentiero dopo aver transitato sotto l’imponente parete Del Huascaran. Questo percorso sale in circa due ore la ripida dorsale costellata da pietre miliari che in due ore in un panorama mozzafiato vi condurra al rifugio che abbiamo ragione di pensare che sia uno dei più alti al mondo. Dal rifugio si possono attaccare il nevado Pisco (5800 m), il nevado Huandoy (6359 m), il nevado Chacrarraju (6305 m) e il nevado Chopicalqui (6062).
Secondo Giorno: Dal rifugio salire il sentiero che si inerpica subito ripidissimo sulla morena retrostante all’ edificio. Seguendo la traccia che si fa via via più incerta raggiungere l’inizio del ghiacciaio. Ore 1.30. Da questo magnifico punto panoramico si è praticamente al centro del bacino dominato dalla catena dei Huandoy che termina destra ( salendo ) con il Pisco. Rientrati al rifugio si può scendere a laguna Llangaluco dove alcune piante endemiche e l’ambiente particolare non mancheranno di attrarvi. Molto interessante, avendone il tempo, è scendere a piedi verso Yungay approfittando poi di un passaggio sui bus “collectivos” che spesso si incrociano sulla strada.


DeB Viaggi srl
Via Corsica 239  - 25125 Brescia
Reparto trekking e avventure sulle Cordigliere delle Ande

info@debviaggi.com
giancarlo@debviaggi.com
andesdbosco@hotmail.com
www.trekkingandini.net

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