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Stob Coire nan Lochan, Glen Coe.
Photo by Filippone - Rossi - Sanguineti - Türk
Stob Coire nan Lochan, Glen Coe.
Photo by Filippone - Rossi - Sanguineti - Türk
Stob Coire nan Lochan, Glen Coe. Su Twisting Gully Right Fork
Photo by Filippone - Rossi - Sanguineti - Türk
Stob Coire nan Lochan, Glen Coe. Mauro su Twisting Gully Right Fork
Photo by Filippone - Rossi - Sanguineti - Türk

Scotland Climbing Trip - part 2

11.03.2013 di Marcello Sanguineti

Il tour arrampicata invernale in Scozia di Francesco Filippone, Mauro Rossi, Marcello Sanguineti e Christian Türk. La seconda puntata: Stob Coire nan Lochan, nella regione del Glen Coe.

La quota delle montagne del Glen Coe (in gaelico scozzese, "valle del fiume Coe") è inferiore a quella del Ben Nevis e degli Aonachs e trovarvi buone condizioni è più difficile. La prossimità alla costa ovest della Scozia, infatti, rende questa regione soggetta ai capricci della Corrente del Golfo. In genere, non si può fare affidamento sulla presenza di quella brina gelata che è una sorta di garanzia nei Cairngorms del nord, più lontani dal mare. Ma "The Coe", oltre a panorami mozzafiato, offre una grande varietà di vie stupende, in grado di soddisfare tutti i gusti e tutti i livelli. Si tratta di itinerari disegnati sulle pareti che separano i profondi glens ("valli") e i corries ("avvallamenti sui pendii"), durante oltre cento anni di storia alpinistica. Le montagne del Glen Coe racchiudono quanto di meglio ci sia nella Scozia occidentale in termini di arrampicata invernale moderna. Su questo terreno, l’evoluzione della tecnica di torquing (progressione mediante incastro e torsione delle piccozze in profonde fessure intasate dalla neve) ha consentito di innalzare il livello delle difficoltà ben oltre quelle delle scalate classiche. Rispetto al Ben Nevis, dove l’arrampicata su ghiaccio è predominante, il Glen Coe, quando è in condizioni, offre prevalentemente arrampicate su misto, che alternato roccia a erba gelata, con frequenti colatoi e gocciolatoi ghiacciati.
 
Prima di partire per la Scozia, sfogliando "Cold Climbs" (Diadem Books, Londra, 1991), avevo letto questa descrizione di L.S. Lovat:  al di sopra del Meeting of the Three Waters,  "lo sguardo spazia verso l’alto, dai verdi prati del fondovalle intorno al Loch Achtriochtan, oltre le cupe sagome rocciose delle Three Sisters, verso il corrie Stob Coire nan Lochan, la più affascinante delle vette che circondano il maestoso Bidean nan Bian. Anche l’occhio meno sensibile non può fare a meno di illuminarsi alla vista del corrie nord-orientale dello Stob Coire nan Lochan. La piramide della vetta principale, sorretta dal Summit Buttress, è affiancata sulla destra da una serie di eleganti pilastri separati da ripide gullies, al di sopra di una miriade di laghetti" (in gaelico scozzese Stob Coire nan Lochan significa, infatti, "montagna del corrie dei laghetti"). Con un biglietto da visita del genere, una puntata su queste vette e sulle loro pareti è d’obbligo!
 
Lo Stob Coire domina l’orizzonte fra l’Aonach Dubh ("cresta nera") e il Gearr Aonach ("breve cresta"). Quando se si è fortunati, le pareti a quota più elevata si trovano in condizioni anche quando il disgelo rende problematica la scalata sulle strutture più basse. La base del corrie è situata a circa 800 metri di quota e le pareti si sviluppano a semicerchio fra la vetta principale e la spalla, situata a nord di quest’ultima. Christian ed io decidiamo di dedicare allo Stob Coire nan Lochan il secondo giorno del nostro climbing trip, mentre Mauro e Francesco salgono alla CIC hut, ai piedi del Ben Nevis, avendo deciso di tenersi da parte il Glen Coe per gli ultimi giorni della settimana scozzese. Per raggiungere le pareti scegliamo l’avvicinamento lungo la valle situata fra il Gearr Aonach e l’Aonach Dubh. Un’altra possibilità, nota come "Zig-Zags", consiste nel partire lungo la cresta del Gearr Aonach, proseguire verso il Coire Gabhail e, quando inizia una marcata gola, dirigersi sul fianco del Nose. Questo percorso è un po’ più veloce, ma meno facile da seguire e meno sicuro quando i pendii sono carichi.

Poco prima di arrivare alla base del corrie, compare davanti ai nostri occhi una serie di stupendi pilastri e goulottes. Il Summit Buttress troneggia a sinistra; oltre la Broad Gully si susseguono Dorsal Arete, Forked Gully, South Buttress, SC Gully, Central Buttress, NC Gully, North Buttress, North Gully e Pinnacle Buttress. Sullo Stob Coire nan Lochan Christian ed io facciamo gli ingordi e ci portiamo a casa due vie. Il nostro primo obiettivo è l’esteticissimo South Buttress. Vorremmo salirlo lungo la Chimney Route, ma, arrivati all’attacco, il poco ghiaccio presente e i tratti di roccia nera strapiombante e segnata da striature bagnate ci scoraggiano. Poco convinti, cambiamo obiettivo e ci dirigiamo più a sinistra, non senza sentirci un po’ conigli e con il dubbio che, forse, la via non è inscalabile. Più tardi, un local ci conferma che abbiamo fatto la scelta giusta: mentre ridacchia mettendo in mostra una dentatura a dir poco approssimativa, ci confessa che in quelle condizioni la Chimney Route sarebbe stata una vera sofferenza… Ci sentiamo sollevati e il nostro orgoglio, solo poco prima frustrato dalla rinuncia a quella via, riprende forza.

Decidiamo quindi di salire Moonshadow, una linea molto varia che alterna goulottes, erba gelata e paretine rocciose con un velo di ghiaccio, fino all’immancabile cornice che fa sbucare sul pendio finale. Questa volta la cornice, ancora intatta, tocca a me. Yuppi!!! Pregustando la libidine che proverò perforandola per aprirmi un varco, parto per il tiro, che percorre un diedro gelato letteralmente da urlo. Arrivati in vetta al South Buttress, attraversiamo in cresta e scendiamo alla base della parete, disarrampicando lungo la Broad Gully. Non sazi, ci spostiamo alla volta del Summit Buttress, dove attacchiamo Innuendo. Non si tratta della traccia iniziale dell'omonimo album dei Queen del 1991, prima hit estratta dal disco, ma di una via firmata dal mitico Hamish MacInnes e soci! Sì, proprio quel MacInnes che progettò la prima piccozza completamente in metallo e costruì il famoso Pterodactyl: qui in Glen Coe, quasi ogni salita rappresenta un tassello di storia dell’arrampicata invernale scozzese (e non solo scozzese)...
 
Mauro e Francesco scaleranno allo Stob Coire nan Lochan qualche giorno dopo, mentre noi ci troveremo nella Lost Valley, e si porteranno a casa Twisting Gully Right Fork e SC Gully. Ecco il racconto di Francesco. "Avendo letto vari posts sui siti internet scozzesi, puntiamo i nostri occhi sulla parete dello Stob Coire nan Lochan. Marcello e Christian rincarano la dose, consigliandoci il misto del Central Buttress. Del resto, dovremo pur usare i torque nuts freschi di negozio... Così, ci avviamo lungo il ripido sentiero di avvicinamento e arriviamo alla base della parete con un tiepido sole, che ci fa maggiormente apprezzare il luogo. Partiamo decisi verso il Central Buttress, ma alla base c’è già una cordata. Ci dirigiamo allora verso Twisting Gully, che, però, risulta a sua volta affollata. Dover attendere ci secca, così, senza pensarci molto, dirottiamo sul ramo di destra (Twisting Gully Right Fork), che promette ingaggio e, soprattutto, è libero!
Superando facili passi giungo alla base del diedro ghiacciato, che si rivela molto interessante. La sua faccia destra è ricoperta da uno strato di ghiaccio di 3-5 centimetri, mentre la faccia sinistra è tutta su roccia. Ricordando Comici, piazzo una "vite morale", comunico a Mauro un "be carefull!" e supero il bel passo. Mauro sale apprezzando il tiro e preparandosi al suo turno. Il passaggio che deve affrontare è altrettanto emozionante e divertente. La via termina con un gratificante canale di neve in perfette condizioni, che, in breve, ci conduce in cima. 
La via ci è piaciuta talmente tanto che ci lasciamo coinvolgere in una seconda salita. Purtroppo, il Central Buttress è oggetto delle attenzioni di una nuova cordata. Così puntiamo sull’evidente SC Gully, che, pur essendo più facile, promette una scalata interessante, in un tipico contesto scozzese. Mauro supera un muro di neve verticale con scarse possibilità di protezione, poi io mi diletto a godere dei gesti che il canale superiore permette di esprimere. L’ambiente è superlativo, il canale è ben incassato tra due pareti verticali. Sbuchiamo nuovamente in coppa allo Stob Coire e ci catapultiamo nel canale di discesa, con le luci del tramonto che riscaldano le timide e fredde montagne circostanti."
 
Marcello Sanguineti (CAAI)
 
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SCOTLAND CLIMBING TRIP 2013
28/02/2013 - Scotland Climbing Trip - part 1 - Coire an Lochain
11/03/2013 - Scotland Climbing Trip - part 2 - Stob Coire nan Lochan
19/03/2013 - Scotland Climbing Trip - part 3 - Coire Gabhail
27/03/2013 - Scotland Climbing Trip - part 4 - Glen Coe Church Door Buttress
10/04/2013 - Scotland Climbing Trip - part 5 - Ben Nevis e Creag Meagaidh

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