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Nei giorni 18 e 19 aprile 2013 si svolgerà a Varese, presso la sede dell’Atahotel la seconda edizione del Congresso Internazionale: New Advances in Mountain Medicine and Emergency, organizzato dall‘Università degli Studi dell’Insubria in collaborazione con l’Institute of Mountain Emergency Medicine che fa capo ad EUR.AC di Bolzano.
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Congresso Internazionale: New Advances in Mountain Medicine and Emergency - seconda edizione

30.01.2013 di Luigi Festi

Nei giorni 18 e 19 aprile 2013 si svolgerà a Varese, presso la sede dell’Atahotel la seconda edizione del Congresso Internazionale: New Advances in Mountain Medicine and Emergency, organizzato dall‘Università degli Studi dell’Insubria in collaborazione con l’Institute of Mountain Emergency Medicine che fa capo ad EUR.AC di Bolzano.

Il congresso si articolerà in due giornate dedicate ad un tema ancora poco conosciuto: quello della medicina e dell’emergenza in montagna, che avrà grande sviluppo ed acquisterà sempre maggiore importanza in futuro, a fronte di una frequentazione dell’ambiente alpino sempre più numerosa ma spesso poco consapevole.

Saranno due giornate piene che andranno ad approfondire ogni aspetto di questa particolare specialità medica nel tentativo di redigere delle linee guida attuali e di facile comprensione riguardo gli aspetti clinici e farmacologici, e anche di fitness, legati al nostro andare in montagna. Nella prima giornata è previsto il congresso della Società Italiana di Medicina di Montagna, che presenterà un programma autonomo incentrato su Cuore e Cervello in alta quota, e contestualmente il Congresso della Commissione Medica del Club Alpino Italiano, al mattino, con topics sul medico di spedizione e sulle patologie oculari in alta quota, mentre il pomeriggio vedrà per la prima volta il confronto: passato, presente e futuro, tra Soccorso Alpino e Speleologico del CAI, CNSAS, e la REGA, soccorso alpino svizzero, con l’obiettivo di raggiungere, cogliendo le similitudini e le differenze, una ancora migliore sinergia di azione nelle operazioni di soccorso in ambiente alpino trans-frontaliero.

Il 19 aprile, giornata dedicata al Congresso Internazionale New Advances in Mountain Medicine and Emergency, giunto alla seconda edizione, vedrà la partecipazione, come relatori, dei maggiori esperti a livello internazionale nel campo della medicina e dell’emergenza in montagna, provenienti, oltre che dai maggiori paesi europei, dagli Stati Uniti, dalla Cina e dal Nepal. Medici e soccorritori presenteranno i risultati degli studi più recenti nel campo clinico e terapeutico relativo all’ipotermia accidentale, alla malattia e all’adattamento in alta quota, alla diagnosi e trattamento del trauma alpinistico. Il congresso si rivolgerà a medici e paramedici provenienti da tutta Europa e dagli Stati Uniti attivi in questo campo specifico ma, ed è la novità per questo tipo di eventi, sarà aperto anche a professionisti e praticanti della montagna, in una unione tra mondo medico e “laico”, spesso trascurata, che ha come scopo principale il miglioramento della sicurezza di chi si reca o lavora in ambiente alpino.

Obiettivo è quello di rendere il mondo della medicina di montagna sempre più aperto e visibile, attrattivo, in un periodo di grandi cambiamenti climatici che spinge sia un pubblico nuovo, entusiasta, ma poco preparato, alla scoperta dell’ambiente alpino, sia ad una rivalutazione infrastrutturale, vedi rifugi, e commerciale consapevole, ed in tal senso è stata concepita la Tavola Rotonda finale, aperta al pubblico e seguita a livello mediatico via web o per televisione, che vedrà la partecipazione, oltre che dei relatori, di alcuni tra gli alpinisti più conosciuti del momento.

In una situazione economica nazionale purtroppo a tutti nota, un evento di così alto livello, innovativo, che ha come unico obiettivo il miglioramento culturale e sanitario di chi si reca in ambiente alpino, e che tenta di aprire al grande pubblico un mondo sino ad ora confinato in pochi e poco conosciuti congressi, necessita dell’aiuto e delle risorse delle realtà commerciali più sensibili. L’investimento sulla cultura come tutti sappiamo non rende nel breve periodo, ma nel medio e lungo, contribuisce a creare quell’atteggiamento culturale, rispettoso e consapevole, che è il solo in grado di farci apprezzare al meglio le nostre montagne. La crisi economica colpisce anche le strutture sanitarie del soccorso; abbiamo un'unica strada: puntare sulle prevenzione e sulla conoscenza, ma in questo dobbiamo essere aiutati dal mondo istituzionale e commerciale che ruota intorno alla montagna. Senza questo aiuto, ogni sforzo, ogni sogno, ogni progetto, finalizzato anche ad un miglioramento della nostra immagine all’estero, che significa anche nuove opportunità lavorative, è destinato a fallire

Dott. Luigi Festi
luigifestimail@virgilio.it

PER INFO E ISCRIZIONI:
http://artcomsrl.com/2012/mountainmedicine2013

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