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Enrico Bonino in apertura sul quinto tiro di Dio li fa... e poi li accoppia (Valnontey)
Photo by archivio E. Bonino
Elio Bonfanti sul traverso del terzo tiro di Dio li fa... e poi li accoppia
Photo by archivio E. Bonino
Gian Carlo Bazzocchi in apertura sul terzo tiro di Dio li fa... e poi li accoppia
Photo by archivio E. Bonino
Giancarlo Bazzocchi in uscita sul 4 tiro di Dio li fa... e poi li accoppia (Valnontey)
Photo by archivio E. Bonino

Nuova via di misto moderno in Valnontey

20.01.2013 di Planetmountain

Il 12-13/1/2013 Enrico Bonino, Giancarlo Bazzocchi, Elio Bonfanti e Andrea Fazzari hanno aperto "Dio li Fa... e poi li accoppia" (160m, WI5 M5+ 5c R X) una nuova via di misto moderno in Valnontey (Cogne, Valle d'Aosta).

"Quando abbiamo ripetuto “Sogno di uno gnomo” la settimana prima, non potevamo non notare una linea alla sua destra, che alternava tratti di ghiaccio e di roccia su una parete di circa 200m". Il "luogo" è la Valnontey" e la nuova linea aperta in due giorni da Enrico Bonino, Giancarlo Bazzocchi, Elio Bonfanti e Andrea Fazzari percorre una goulotte proprio a destra di "Sogno di uno gnomo" la bella cascata aperta da A.Graffi e P.Tamagnini nel 1993. La linea si distingue per bellezza e per il perfetto diedro ghiacciato del 5° e ultimo tiro. Ma anche per la necessità, come ci spiega Enrico Bonino nel suo report, di "una certa esperienza nel piazzare nuts, friends e chiodi".

DIO LI FA …E POI LI ACCOPPIA di Enrico Bonino

Ormai io è Gian Carlo Bazzocchi siamo una coppia fissa (per quanto riguarda l'attività alpinistica, ovviamente ). Stesse idee, stesso entusiasmo e stesso occhio... quando andiamo in giro basta uno sguardo per capire che entrambi desideriamo salire “quella linea bianca” davanti a noi, spesso tratteggiata, spersa tra la miriade di pareti delle Alpi.

Quest'anno a causa delle condizioni poco favorevoli di inizio inverno, senza voler peccare di superbia, eravamo poco motivati a ripercorrere le "solite" cascate di ghiaccio che negli anni hanno visto numerosi nostri passaggi. Il nostro interesse era ed è tutt'ora rivolto al misto e alle grandi pareti. Andando in montagna si migliora e si acquisisce esperienza, certamente... ma le stagioni per il misto invernale in alta quota sono brevi e tormentate dalle perturbazioni, e tra il lavoro e il maltempo le occasioni per praticarlo sono davvero poche. Negli ultimi anni stanno per fortuna nascendo sempre più settori dedicati al dry-tooling (soprattutto all'estero dai cugini francesi...) che permettono di accrescere la sensibilità dell'arrampicata con gli attrezzi sulla roccia e migliorare la tecnica di scalata più o meno ben protetti dagli spit. Quello che da noi manca, e che possiamo trovare invece a Chamonix sulla "rive gauche" del ghiacciaio dell'Argentiere, è un settore dove, oltre alla tecnica, si possa sviluppare la capacità di proteggersi sul terreno misto.

È proprio in quest'era del ritorno del "trad" che Gian ed io ci stiamo interessando sempre più all'apertura di itinerari di misto, che possano davvero diventare un terreno di allenamento per il misto moderno in alta quota. Quando abbiamo ripetuto, (e forse riportato alla luce) “Sogno di uno gnomo” la settimana prima, non potevamo non notare una linea alla sua destra, che alternava tratti di ghiaccio e di roccia su una parete di circa 200m. L’unica incognita era se la depressione centrale poteva valer la pena di essere percorsa per concatenare i due tratti di ghiaccio evidenti all’inizio e alla fine della via. Proprio così, andando a mettere il naso dove avremmo potuto facilmente fare un buco nell’acqua, è nata "Dio li fa... e poi li accoppia", questa volta salita con l’aiuto degli amici Elio Bonfanti e Andrea Fazzari.

L'itinerario ha una linea logica e permette di proteggersi quasi interamente con protezioni veloci, e questo era proprio il nostro obiettivo. Laddove non fosse possibile, 3 spit e un chiodo riducono drasticamente il rischio di infortunarsi. Nonostante la loro presenza, però, l'itinerario richiede una certa esperienza nel piazzare nuts, friends e chiodi, soprattutto nell'ultimo tiro (…che essendo di ghiaccio può variare a seconda delle condizioni!), dove i primi ripidi metri sono davvero delicati ed aleatori. Proprio su quest'ultimo tiro abbiamo riflettuto molto per gradarlo in modo corretto: la continuità del tratto verticale non è eccessiva e lascerebbe spazio ad un 4+, ma la sua tecnicità e fragilità necessitano un'esperienza tale da non essere accessibile a chi scala su quel grado. Pertanto, per evitare brutte sorprese abbiamo preferito gradarlo WI5.

Giampiero Bertotti e Tachi Pesando hanno effettuato la prima ripetizione e sono rimasti entusiasti della via e ne confermano l'impegno e la bellezza. Li ringraziamo ancora per aver recuperato le nostre piccozze dimenticate in cima alla cascata (da qui il nome di "Dio li fa... e poi li accoppia" riferito a me e Gian!). Tra l'euforia per aver terminato l'itinerario e presi dal sistemare i blocchi instabili vicino alla sosta, abbiamo fatto la figura dei "tonni" lasciando gli attrezzi all'ultima sosta!

Consigli e critiche costruttive sono sempre ben accetti. Buone salite!
Enrico Bonino

Si ringraziano come sempre gli sponsor Scarpa e Patagonia per il materiale fornito.
www.odyssee-montagne.it

SCHEDA: Dio li fa... e poi li accoppia, Cogne, Valnontey

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