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La lunghissima Mazeno Ridge e la cima del Nanga Parbat, Pakistan.
Photo by Doug Scott
Aguja Poincenot, Patagonia:
Photo by Bjarne Salén
Paul Ramsden, Prow of Shiva ED+, Himalaya
Photo by archive Mick Fowler
Adam Ondra sale flash la via Southern smoke direct 9a a Red River Gorge, USA
Photo by Ales Rozsypal

L'alpinismo e l'arrampicata nel 2012 - seconda parte

02.01.2013 di Vinicio Stefanello

La seconda parte - da luglio a dicembre 2012 - del riepilogo su quanto è successo nell'anno che se n'è andato.

>> segue dalla prima parte, gennaio - giugno 2012

Luglio 2012
Mazeno Ridge. Basta questo nome ed è già storia dell'Himalaya. Quella cresta che fa da spartiacque a due pareti eccezionali, la Diamir e la Rupal, di una montagna straordinaria, il Nanga Parbat, è stata per decenni nei sogni di molti alpinisti. E' difficile, bella e lunghissima. Anzi eterna con i suoi oltre 10 chilometri e le sue 8 cime sopra i 7000m. E' il 1° luglio quando Sandy Allan, Rick Allen, Cathy O’Dowd e gli sherpa Lhakpa Rangdu, Lhakpa Zarok e Lhakpa Nuru partono per questo grande viaggio. Sanno che nessuno è riuscito a percorrere la Mazeno Ridge fino in cima al Nanga Parbat: ed è proprio lì che vogliono arrivare. Giorno dopo giorno i loro progressi si possono seguire grazie ai tweets di Cathy O’Dowd e su una live map. E, giorno dopo giorno, non senza difficoltà, il team va avanti. Il 12 luglio, dopo 11 giorni sulla montagna, dal loro campo a 7.160m partono per la vetta del Nanga Parbat. E' l'ultimo atto. Ma ormai sono a corto di cibo. Sono stanchi e la salita è ancora lunga e difficile. La O’Dowd e Nuru decidono di ridiscendere all'ultimo campo. Gli altri 4 proseguono nel tentativo alla vetta, ma poi anche loro devono desistere. Nel ritorno ai 7160m dell'ultimo campo, i due Sherpa incappano anche in una paurosa caduta, per fortuna senza gravi conseguenze. A questo punto O’Dowd e i tre sherpa decidono di scendere per il versante Rupal lungo la via Schell e, non senza difficoltà, riescono a raggiungere il campo base. Sandy Allan e Rick Allen, invece, resistono. Rimangono lassù per ritentare la vetta. I due veterani himalayani, ormai praticamente senza cibo, il 14 luglio ripartono verso l'alto. Bivaccano a 7720m. E, finalmente, il 15 luglio, sono in vetta. Poi, la discesa a 7720. Un altro bivacco. La lunghissima e difficile calata per il versante Diamir. Altri due bivacchi, senza cibo né acqua. L'incontro, sopra il Muro Kinshofer, con gli alpinisti cechi Marek Holecek e Zdenek Hruby. Quindi, il 19 luglio, dopo 18 giorni sulla montagna, l'arrivo al campo base. Tutto semplicemente memorabile! Come davvero molto bella e assolutamente di rilievo è la salita di Kyle Dempster, Hayden Kennedy (come si ricorderà autore a gennaio della schiodatura della Via del Compressore sul Torre) e Urban Novak dell'inviolata parete est del K7 (Karakorum, Pakistan). E, si va avanti. Con i sudafricani Steve Bradshaw, Dave Glass, Clinton Marteningo e Andrew Porter che, nello stile “barca a vela più arrampicata” di Favresse & C., aprono una serie di nuove vie in Groenlandia, tra cui spicca Improbability Drive che sale sulla grande Red Wall, proprio di fronte alla famosa Impossible Wall. Sempre per una grande big wall, ma questa volta sul Monte Asgard nell'Isola di Baffin, Ines Papert, Jon Walsh e Joshua Lavigne aprono Sensory Overload. Mentre, sempre a Baffin, un team da 5 stelle composto da Hansjörg Auer, Ben Lepesant, Eneko ed Iker Pou, William Peterson, Matteo Mocellin e Riky Felderer aprono diverse nuove vie tra cui splende la difficile The Door. Si chiama Rajceva, invece, la nuova e difficile via che Luka Lindic e Andrej Grmovsek tracciano sulla parete nord del Krizevnik in Slovenia. Mentre il nome, “Inferno con vista”, spiega bene il “carattere” della nuova linea tracciata da Gabriele Basile, Cristiano Iurisci e Stefano Supplizi sulla grande, aleatoria nonché epica parete nord del Monte Camicia (Gran Sasso). La stessa parete dove Andrea Di Pascasio ed Emanuele Pontecorvo fanno la prima ripetizione di Vacanze romane, l'immensa via di 2070m aperta nel 1999 da Ezio Bartolomei e Roberto Iannilli. Si continua con David Lama (sempre lui!), Peter Ortner e Rich Corey che ripetono la mitica Eternal Flame sulla Trango Tower. E con la ripetizione, a-vista e in 32 ore, di Luka Krajnc e Luka Lindic di un'altra via “mito”, Divine Providence sul Gran Pilier d'Angle del Monte Bianco. Per arrivare alla “spaventevole” prima solitaria e 2a ripetizione di Memento Mori da parte di Rossano Libera; basti dire che per molti questa è la più “allucinante” salita della Nord Est del Pizzo Badile. A proposito di allucinazioni, da Premboke (Galles) arriva Something's Burning, la nuova salita stile trad di Charlie Woodburn; il grado è un E9 7a che per stessa ammissione di Woodburn “fa salire il battito cardiaco a mille”. Dal canto suo Mayan Smith-Gobat, in trasferta nelle Dolomiti, insieme a David Falt, coglie una bella e rara ripetizione (probabilmente la 3a) di Donnafugata, la super via aperta sulla Torre Trieste da Christoph Hainz e Roger Schäli. Il suo è un bel tour de force di 32 ore, tutto a-vista a parte 2 lunghezze salite rotpunkt. Da segnalare anche la Via degli Angeli sulla parete nord della Punta di Campiglio aperta da Silvestro e Tomas Franchini e poi liberata dagli stessi a fine agosto. Sul fronte dell'arrampicata sportiva, invece, Klemen Becan si aggiudica la prima libera del 9a di Fidel Incastro nella triestina Grotta Caterina. Sempre in Grotta, ma in quella lecchese di Mandello, per Luca Passini arriva l'8c+ di Make a wish, una via che racconta una vita d'arrampicata. Mentre l'8c di Welcome to Tijuan (a Rodellar in Spagna) può raccontare solo l'inizio della "figlia d'arte" Brooke Raboutou che, alla verde età di 11 anni, diventa la climber più giovane ad aver salito questa difficoltà. A proposito di inizi ed enfant prodige, anche se di anni ne fa ormai 19, Adam Ondra continua ad essere un assoluto “fuori quota”. Così ad Hanshelleren - Flatanger, in Norvegia, fa altri due 8c+ a-vista, più la libera di un nuovo 9a+. Poi, e qui sta la notizia, sempre nell'incredibile grotta di Flatanger, Ondra sta creando qualcosa di nuovo. Inutile dire che il progetto non può essere che super, che basta aspettare per saperne di più e che come vedremo più avanti, non ci deluderà. Ci ha delusi invece, anzi ci ha davvero sconfortati, la valanga che il 12 luglio ha causato la morte di 9 alpinisti e 11 i feriti sul Mount Maudit. Li abbiamo immaginati alla partenza per quella via delle tre cime verso il Monte Bianco, in quello che doveva essere un giorno di grande felicità. Poi, in attimo più nulla, tutto spazzato via, tutti travolti. Non ci si abitua mai.

Agosto 2012
Per la serie di montagne da scalare ce ne sono ancora, il mese inizia con Ramadhan, una nuova, lunga e difficile via di 1100m aperta dai fratelli Martin e Florian Riegler sull'inviolato Kako Peak (4950m), nel Karakorum pachistano. Mentre, tra luglio e agosto, Rolando Larcher, Luca Giupponi e Nicola Sartori nel Gruppo dell'Aladaglar (Turchia) aprono e liberano “Nessuno” sulla parete Nord della Cima Vay Vay e Radio Eksen nella Cimbar Valley. Invece, per la serie anche i boulder (leggi i problemi da risolvere) non sono mai finiti, Dave Graham ripete l'8b+ di Amandla, il blocco firmato da Fred Nicole a Rocklands. Pochi giorni prima, sempre nel paradiso dei blocchi sudafricano, Nalle Hukkataival aveva ripetuto Oliphants Dawn, altro blocco di 8B+ anche questo del maestro Fred Nicole. A proposito di ripetizioni, il 17enne francese Enzo Oddo fa un tris di gran classe salendo, in una sola settimana, ben tre 9a: PPP e Promotion Canne à pêche nel Verdon e Kick-Ass nelle Gorges du Loup. Come dire che ormai il grado top dell'arrampicata sportiva aspetta solo di essere rivoluzionato verso l'alto. Come del resto il livello dell'arrampicata femminile che vede, ancora una volta, protagonista Barbara Zangerl. E' lei la prima donna a salire End of Silence, la grande multi-pitch liberata da Thomas Huber sul Feuerhorn. Mentre Londra sta vivendo le sue grandi Olimpiadi, Neil Gresham a Pembroke fa la prima della più dura Deep Water Solo della Gran Bretagna: Olympiad, appunto. Nelle Dolomiti, intanto, Giorgio Travaglia e Stefano Valsecchi aprono il Pilastro Parmenide sulla parete Sud della Cima dell'Auta orientale. Dal canto loro due giovani altoatesini, Alex Walpoth e Martin Dejori, in perfetto stile trad realizzano Africa, nuova via sulla nord della Torre orientale delle Meisules. Mentre Paolo Spreafico e Fabio Palma centrano la prima ripetizione di “Viva Dulfer” la difficile via di Larcher e Cavallaro sulla Cima Ghez. Matteo Della Bordella e Giacomo Neri, invece, effettuano la prima ripetizione e seconda libera di AlexAnna l'impegnativa via aperta e liberata ancora da Rolando Larcher sulla parete sud di Punta Penia (Marmolada). Sempre Matteo Della Bordella, questa volta con Fabio Palma, coglie anche una rara ripetizione di Baston la Baffe, grande big wall alpina, a torto poco conosciuta, aperta dai fratelli Zambetti e da Denis Burdet sullo Scheideggwettwerhorn nelle Alpi Bernesi. Sempre in tema di ripetizioni, Enrico Geremia e Andrea Simonini si aggiudicano la seconda salita della severa ed impegnativa Quo vadis sul Sass dla Crusc. Christian Gaab, Uli Strunz, Benno Wagner, Toni Lamprecht e Paolo Maldi Dalmasso aprono, invece, Come animali nella bolla dei temporali, sulla parete nordest del Corno Stella. Mentre Roberto Iannilli e Luca D'Andrea aprono Compagni dai campi e dalle officine, una nuova ed impegnativa via sulla parete est del Corno Grande (Gran Sasso). Ermanno Salvaterra e Chicca Boselli completano I Tre Giganti la bella linea che lo stesso Salvaterra aveva iniziato con Matteo Bertolotti e Paolo Grisa sulla parete nord est del Crozzon di Brenta. Intanto, dall'altro capo del mondo, in pieno inverno australe, Stephan Siegrist, Thomas Senf e Ralf Weber salgono la via Exocet. E, nelle Ande peruviane, gli olandesi Bas van der Smeede, Elly van der Plas, Bas Visscher, Vincent van Beek e Saskia van der Smeede aprono Poco Loco, una nuova via sull'inviolata parete nord del Puscanturpa Este (5410m). Mentre, nella Khane Valley in Pakistan, i bulgari Doychin Boyanov, Tervel Kerelov, Michail Michailov e Nikolay Petkov effettuano le prime salite del Levski Peak (5733m) e della Grey Tower (5435m). E, ancora, gli svizzeri Basil Jacksch, Christian Ledergerber, Silvan Schüpbach e Vera Reist aprono in bello stile quattro lunghe e difficili vie, in parte anche su picchi inviolati, nella remota e quasi inesplorata area di Renland, in Groenlandia. Ma, tornando alle Dolomiti, sono Hansjörg Auer e Much Mayr a fare una delle cose più belle: la prima libera de L'ultimo dei Paracadutisti, il gran vione (tutto senza spit) sulla sud della Marmolada aperto dalla mitica cordata Frizzera, Leoni e Maffei. Assolutamente dolorosa, invece, la scomparsa di Alvise Ravazzolo, giovane alpinista vicentino, colpito da un masso ai piedi della Torre del Lago. Resta da dire della bella vittoria di Rustam Gelmanov e Anna Stöhr della Coppa del Mondo Boulder 2012. Per il pluricampione del mondo russo è la prima Coppa. Per la regina del boulder è la terza!

Settembre 2012
Tutto il mondo dell'arrampicata sportiva si ritrova ad Arco per il Rock Master che, proprio da quest'anno, cambia formula e diventa un vero e proprio Festival che, in 10 giorni, presenta il Rock Junior, gli Oscar dell'arrampicata di Arco Rock Legends e il mitico Rock Master. I Rock Legends sono tutti al femminile, con Anna Sthor che viene premiata con il La Sportiva Competition Award mente a Sasha DiGiulian va il Salewa Rock Award, a un acclamatissimo Stefan Glowacz va il Climbing Ambassador by Aquafil. Sul podio del Rock Master Lead salgono Angela Eiter e Ramón Julian Puigblanque, è la loro sesta volta, un record assoluto. Per loro un unico aggettivo: immensi! Nel Boulder, invece, vincono Dmitrii Sharafutdinov e Alex Puccio, mentre il Duello va a Jakob Schubert e Dinara Fakhritdinova. Ad aggiudicarsi la gara Speed sono Alina Gaydamakina e, con la prima storica vittoria italiana, il bravissimo Leonardo Gontero. A proposito di velocità, ma assolutamente non in un campo di gara, segnaliamo la pazzesca corsa di Kilian Jornet Burgada che partendo da Courmayeur è arrivato a Chamonix in 8 ore e 42 minuti, il tutto passando per la Cima del Monte Bianco raggiunto lungo la cresta dell'Innominata. Sempre per la serie “corse”, da Yosemite arriva anche l'ennesimo record di velocità su The Nose, con Mayan Smith-Gobat e Chantel Astorga che in 7 ore 26 minuti polverizzano il precedente primato stabilito a giugno dalla cordata Meiris - Brett. Va sotto il segno delle salite imperdibili e assolutamente importanti, invece, la nuova via di Hayden Kennedy e Kyle Dempster. I due statunitensi, dopo il bel gol di agosto sul K7 con Urban Novak, aprono anche una gran via sulla sud dell'Ogre prendendosi la terza salita assoluta di questa mitica e difficile montagna del Karakorum. Un'altra importante salita arriva anche dalla nord del Mount Alberta, dove Jason Kruk (si ricorderà compagno di Kennedy a gennaio nella schiodatura del Torre) e Josh Lavigne seguono fino a tre quarti della parete la via House - Anderson per poi continuare, su difficile terreno vergine, con una variante di classe. Inutile sottolineare che queste ultime due realizzazioni sono da “alpinismo che resta”. Come resterà nella memoria la stupefacente discesa con gli sci di Andreas Fransson della rampa Whillans, sull'Aguja Poincenot. Sicuramente una delle cose più belle, ma anche pazzesche, dell'anno. Bella anche la prima libera di Roger Schäli e Simon Gietl sull’Arwa Spire (6193m), nell'Himalaya indiano, su una via, Fior di Vite, aperta nel 2002 dallo stesso Schäli insieme a Hasler e Harvey. Da ricordare, inoltre, per l'importanza della parete e per la bellezza, anche la prima libera di Alessandro Baù, Alessandro Beber e Nicola Tondini su Colonne d'Ercole, la loro nuova via aperta in più riprese sulla Punta Tissi, parete Nord-Ovest della Civetta. Però, com'è ormai evidente, destinate a restare impresse sono anche cose assolutamente terribili. Così tocca riportare anche la grande valanga che, il 23 settembre, ha sconvolto il Manaslu facendo 11 vittime e 14 feriti. Una sorta di cataclisma in cui, tra gli altri, ha perso la vita anche l'alpinista italiano Alberto Magliano. Andando avanti con le nuove realizzazione di questo mese nelle Dolomiti, nasce invece Forest Gump, una nuova via di Luka Krajnc e Luka Lindic sulla Rocchetta Alta di Bosconero. Ma anche la Via dei 6 Pilastri, il nuovo itinerario completato da Maurizio Giordani, Luciano Ferrari e Nancy Paoletto sulla parete sud dell'Anticima del Piz Serauta in Marmolada. Mentre Giangi Angeloni e Daniele Calegari liberano A piede libero la loro nuova via aperta in più riprese fra il 2009 e il 2012 sulla Corna delle Quattro Matte. Resta da dire, sempre in tema di Alpi e pareti meno conosciute, di Gioià nell'Anima una nuova salita sulla sudest del Corno Gioià (in Adamello) da Gianni Tomasoni e Sibilla Bariani. E, per l'Adamello ancora più “profondo”, delle tre vie aperte da Giorgio Tameni e Francesco Rigosa: Speed Climbing e Techno Progressive sulla Ovest della Prima Gobba del Monte Folletto, e Fessure Remote sulla ovest della Cima di Danerba. Come si vede pareti e linee da scoprire come sempre ce n'è per tutti e per tutti i “gusti”. Per finire, un flash dall'arrampicata sportiva con Jonathan Siegrist e il suo nuovo 9a di Algorithm a Fins, in Idaho ma anche la ripetizione “doppia” di una delle vie più dure della Germania, ovvero il 9a di The Elder Statesman nel Frankenjura, da parte di Manuel Brunn e Daniel Jung. Poi, passando all'arrampicata agonistica, la lista dei nuovi campioni del mondo usciti da Parigi: Jakob Schubert e - per la quarta volta - l'immensa Angela Eiter per il Lead; Mélanie Sandoz e - per la terza volta – l'incredibile Dmitry Sharafudtinov nel Boulder; Yuliya Levochkina e - per la quarta volta consecutiva – il supersonico Qixin Zhong nello Speed.

Ottobre 2012
Inizia il mese, e arriva Change by Adam Ondra. Per i patiti dell'arrampicata sportiva, ma non solo, questa è una vera “bomba” annunciata. Sì perché, chi ha avuto la forza di arrivare fin qua, ha già capito che si tratta di quel super progetto “norvegese” che mister Adam aveva annunciato a luglio. Insomma, nella grotta di Hanshelleren – Flatanger è arrivata la libera di questo “Cambiamento” da... 9b+. Ergo: probabilmente la più difficile via del mondo. Ma, senza sprecare altre parole e azzardi, forse è meglio dire cosa ha fatto il “mostro” dopo, nel suo tour negli States, e precisamente Red River Gorge. Prima sale flash il 9a di Southern Smoke Direct. Poi, in un unico giorno, si “spara” due a-vista: una sull'8c+ di Golden Ticket, l'altra su Pure Immagination che, per tutti, è un 9a ma che lui ritiene essere un 8c+. Bontà sua, e anche estrema onestà, visto che sarebbe stato il primo 9a onsight della storia. Ma tant'è, lui è indubitabilmente un “fuori quota”. Per questo non bisogna dimenticare il valore, assoluto, di altre prestazioni. Come quella della giovane newyorkese Ashima Shiraishi che, sempre a Red Rive Gorge, proprio negli stessi giorni ripete l'8c+ di Southern smoke e Lucifer! Oppure, come quella della polacca Aleksandra Taistra che a Rodellar, in Spagna, centra l'8c+ di Così Fan Tutte. E ancora, è assolutamente da sottolineare la bella seconda libera del sempre più emergente Silvio Reffo sul difficile 8c+/9a de Il Frutto del Diavolo, al Bus de Vela. Mentre Peace and love, gli 80 movimenti del viaggio orizzontale inventato e liberato da Simone Pedeferri nella Grotta del Ferro, in Val di Mello, hanno un “sapore” che difficilmente si spiega con il solo 8c. Come del resto, passando alle multipicht sportive, ha uno spessore “diverso” l'8b+ di Golden Shower, il progetto liberato da Stefan Glowacz in Verdon. Anche sul versante del boulder ottobre riserva una novità assoluta: quella della semisconosciuta giapponese Tomoko Ogawa che, in patria, a Shiobara, ripete l'8B+ di Catharsis, ed è la prima donna a salire questa difficoltà. Da segnalare, inoltre, la bella performance di Nicolò Ceria che sale Entlinge 8B+ e L'ombre du vent 8B nel Murgtal, in Svizzera. Per ritornare alle realizzazioni femminili, in primo piano ritroviamo ancora Mayan Smith-Gobat, con la prima femminile della famosa Punks in the Gym (32/8b+) negli Arapiles, Australia. Mentre, non le è da meno la tedesca Ines Papert che libera Schwarze Madonna, sulla Untersberg, in Germania. Continuando a ruota libera, troviamo Silvan Schüpbach che centra la prima libera de La Röschtigraben nel Wendenstöcke, Svizzera. Roland Hemetzberger che, sulla Karlspitze nel Wilder Kaiser in Austria, libera Südwand probabilmente la più difficile via con protezioni tradizionali del Kaisergebirge. Su El Capitan, a Yosemite, Matteo della Bordella ripete in libera Freerider la via test di Alexander e Thomas Huber. Sulla Nord de Il Tempio, sul Monte Sirente (Appennino Centrale), Domenico Totani, Cristiano Iurisci, Stefano Supplizi e Gabriele Basile salgono, in più riprese, Violazione di domicilio. Sul Monte Bianco, invece, un fortissimo team, composto da Julien Desecures, Jon Griffith, Corrado Pesce e Jeff Mercier, sale in stile “misto moderno” la difficile Full Love... for dry and ice, sull’Aiguille du Peigne. E, nel lontano massiccio dello Shaluli Shan in Cina, Dave Anderson e Szu-ting Yi salgono l’inviolato Kemailong (5870m). Mentre, nella regione del Manaslu, gli ucraini Serhiy Bublik e Mykola Shymko centrano la prima salita dello Simnang Himal (6251m). Dal canto loro gli sloveni Nejc Marcic e Luka Strazar - già vincitori del Piolets d'Or per la salita del K7 West - con gran classe e in perfetto stile alpino portano a casa una prima da incorniciare sulla Parete Ovest dello Janak, grande montagna di 7090m nella zona del Kanchenjunga. Arriva sempre dall'Himalaya ma nel versante indiano un'altra perla e una delle più belle salite dell'anno, con Mick Fowler e Paul Ramsden che aprono Prow of Shiva, grande via nuova sul Monte Shiva. In tutto impiegano 7 giorni per la salita e 2 per la discesa lungo l'inviolata parete sud est. Tutto molto bello! Ma, ormai lo sappiamo, alla fine del mese, con una puntualità che vorremmo dimenticare, arriva anche il doloroso calvario di Francesco Cantù, Damiano Barabino e Luca Gaggianese dispersi sul Massiccio degli Écrins. Tutti gli sforzi dei soccorritori sono vani, e dei tre alpinisti italiani non si trova traccia.

Novembre 2011
Dal Kentucky, o meglio dalla falesia di Red Rive Gorge che in questo finale d'anno sembra aver attirato tutti i big dell'arrampicata sportiva, continuano ad arrivare nuove realizzazioni. Come il primo 9a di Jacopo Larcher su Southern Smoke Direct, che si aggiunge a Pure Immagination che però, confermando il giudizio di Adam Ondra, anche per Larcher è 8c+ e non 9a. Grandissima anche la performance di Melissa Le Nevé che ripete l'8c di 50 words for Pump e poi con Southern Smoke entra nell'esclusivo club delle donne da 8c+. Tornando in Europa, la mappa del boulder del Ticino, grazie a Nalle Hukkataival, si arrichisce di nuovi gioielli, tra cui splende l'8C di Momentum in Val Bavona. A metà mese si chiude anche il lungo tour della Coppa del mondo Lead. A Kranj l'ultima tappa sancisce la vittoria di Mina Markovic e del giapponese Sachi Amma. Per entrambi è la prima vittoria del Trofeo. Ma quel week-end di Kranj resterà per sempre nella memoria per un'altra notizia. Venerdì 16 novembre Patrick Edlinger se n'è andato per sempre. Ma la bellezza, le visioni, la libertà con cui ha interpretato l'arrampicata non ci abbandoneranno mai. Patrick è, e resterà, un mito irraggiungibile. Un maestro e un compagno di viaggio per tutti. Per questo bisogna andare avanti. Con Sachi Amma, per esempio, che dopo aver alzato al cielo la Coppa del mondo Lead, si “rilassa” sulla roccia di Siurana con il superlativo 9a+ di La Rambla. Ma si avanti anche con l'alpinismo che, in Patagonia, coglie un gran trip con Un Mar de Suenos, la nuova via in stile alpino, aperta dallo svizzero Michael Lerjen-Demjen e dall'argentino Jorge Ackermann, sulla Est del Fitz Roy. Sul Monte Bianco, e precisamente sulla parete nord est del Mont Rouge di Greuvetta, gli inglesi Matt Helliker e Jon Bracey rispondono con l'apertura di una gran via di misto moderno: Eyes Wide Shut. Mentre, sotto il segno del gritstone e del “trad”, Jordan Buys libera la difficile e pericolosa No Surrender, a Baildon Bank nello Yorkshire. E' nel Derbyshire, invece, che Pete Whittaker prima libera Psychosomatic, a Burbage South, e poi De Nada nella cava di Hall Moor. Il mese si chiude in Scozia con Tomahawk Crack, una bella e difficile nuova via aperta da Greg Boswell e Adam Russell sul Ben Nevis. Mentre il sempre attivissimo Michele Caminati libera l'8A+ di The North Sail a Cresciano, Svizzera. Da sottolineare anche la grande partenza della stagione dello sci ripido con i "soliti" Julien Herry, Francesco Civra Dano, Luca Rolli e Davide Capozzi che, in anticipo sui tempi canonici, ripetono con sci e snowboard la via Mallory sull’Aiguille du Midi, per un tour che (senza funivia) parte da Chamonix per ritornaci dopo 14 ore. Bel riscaldamento!

Dicembre 2012
Si ritorna da dove è iniziato il 2012, dalla Patagonia. In 9 giorni, Lise Billon, François Poncet, Jeremy Stagnetto, Jerome Sullivan e Pedro Diaz aprono Pillar del Sol Naciente, 1000 metri di una gran via sul lontano e immenso Cerro Murallón realizzando così una delle più belle vie dell'anno sulle montagne alla fine del mondo. Sempre dalla Patagonia, ad opera di Colin Haley e Jon Walsh, arriva la prima libera della via di misto Tobogan sul Cerro Standhardt, Patagonia. A Moab (USA) Jean-Pierre Ouellet apre e libera due difficili nuove vie: Mexican Snow Fairy 5.13+ e Fisting the Crack 5.13-. Mentre un monumentale Markus Bock continua la sua irrefrenabile opera di scopritore delle bellezze verticali del Frankenjura aprendo e liberando quattro nuove difficili vie: Reunion (8c), The Obsessed (8c+), The 4 Horsemen (8c+) e Witchtripper (9a). Per il boulder, Nacho Sánchez aggiunge l'8B+ di Zarzafar alla già lunga lista dei nuovi blocchi “scoperti” in terra spagnola. Mentre, a Varazze, Nicolò Ceria sale, tra gli altri, Raptor Stand 8A+ e Gandalf 8A. Per l'arrampicata sportiva invece, Jakob Schubert ripete il 9a di Ciudad de Dios a Santa Linya, in Spagna. Anche la fine dell'anno però porta le notizie di due addii. A 93 anni ci lascia Maurice Herzog, primo uomo con Louis Lachenal a raggiungere la vetta di un Ottomila, L'Annapurna. Con lui se ne va un'intera epoca. Se ne va, dolorosamente e prematuramente, anche Luigi "Gigi" Dal Pozzo un grande dell'arrampicata e dell'alpinismo nelle Dolomiti: le sue vie restano come monumenti di passione ed etica totali. Siamo arrivati così a questi giorni e all'attualità in cui splende il gran colpo di Jacopo Larcher che centra nella spagnola Montsant il suo secondo 8b+ a-vista con Les Elements, ma anche i 9a di Gabriele Moroni su Jungle Speed e di Silvio Reffo su Estado Critico, entrambi a Siurana, in una Spagna sempre più terra di arrampicata al top. Finisce qui questa lunghissima galloppata su quanto è successo nel 2012 che ci ha appena lasciati. Un modo per fissare nella memoria ciò che è stato, per non dimenticarlo e per andare avanti. Il tour dell'alpinismo e dell'arrampicata continua... Buon 2013 a tutti!

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