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Johanna Ernst a Puurs
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Johanna Ernst a Boulder, USA
Photo by ÖWK – Heiko Wilhelm
Johanna Ernst
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Johanna Ernst
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Intervista a Johanna Ernst

11.12.2012 di Franz Schiassi

Intervista alla climber austriaca Johanna Ernst, indubbiamente una delle più forti atlete delle competizioni e dell'arrampicata sportiva.

Abbiamo parlato con la campionessa austriaca Johanna Ernst alla fine di questa stagione agonistica del 2012, la prima in cui ha potuto competere dall'inizio alla fine dopo le scorse due stagioni rovinate da alcuni infortuni.

Johanna, sei venuta alla ribalta nel 2008 e nel 2009, quando eri praticamente "la Mozart" dell'arrampicata agonistica: tra i 16 e i 17 anni hai vinto due Coppe del Mondo stagionali, un Campionato Mondiale, un Campionato Europeo e un Rock Master (gareggiando sempre nella specialità lead). Ma nel 2010 hai avuto un infortunio alla caviglia mentre gareggiavi in una delle prime tappe della Coppa del Mondo di boulder, il che ha compromesso la tua stagione. Quanto eri riuscita a recuperare l'anno scorso?
Non molto, dato che nel 2011 mi sono infortunata l'altro piede, anche se non è stato nulla di catastrofico. Quest'anno però il recupero è stato molto migliore.

Come hai vissuto i periodi in cui sei stata obbligata a non gareggiare? Credi che quei momenti abbiano influenzato la tua motivazione e il tuo desiderio di competizione?
Sicuramente, è stato difficile, sono dovuta ripartire quasi da zero. Ho dovuto fermare gli allenamenti per molto tempo e quando ho ricominciato ero debolissima. Tornare vicina ai livelli di prima è stato davvero durissimo, a volte la situazione era molto scoraggiante. Ma ogni volta che c'erano dei progressi, mi sentivo molto meglio e riuscivo ad immaginarmi di nuovo in vera forma.

Infatti i risultati sono cominciati a tornare quest'anno, con un terzo posto ai Campionati Mondiali ed un terzo posto stagionale nella Coppa del Mondo (con un primo posto nella tappa di Xining in Cina). È andata come pensavi, dati gli allenamenti e la riabilitazione dopo gli infortuni?
Sinceramente no, non speravo di poter essere già a questi livelli. Non so bene come, ma la stagione è andata bene, è stata una bella sorpresa.

Pensi che i tracciati stiano cambiando rispetto a 3-4 anni fa? Al tempo sembravano più discontinui, certi passaggi erano proprio difficili da interpretare mentre oggi le gare sembrano incentrarsi un po' di più sull'atleticismo?
Sì, c'è stato un cambiamento. Ho la sensazione che i tracciatori vogliano metterci alla prova maggiormente invece che vederci arrampicare entro i limiti e magari cadere su un passaggio aleatorio. Mi sembra che stiano mettendo più movimenti spettacolari e di potenza.

Pensi che questi cambiamenti siano in qualche modo dovuti al tentativo di rendere l'arrampicata uno sport olimpico?
Sì, e devo dire che la nuova regola che usa il tempo per lo spareggio non mi piace molto. Al momento, se due atleti hanno avuto lo stesso risultato in qualificazione, semifinale e finale, quello che ha arrampicato più rapidamente nella finale passa davanti. Questo sistema non è il massimo, perché non ci si può concentrare molto su come si arrampica, pensi sempre al tempo e a sbrigarti, continui a dirti "non fermarti, continua ad arrampicare!".

Quindi preferisci quando si decideva uno spareggio per il primo posto con un'ulteriore finale per i due atleti a parimerito?
Sì, mi piaceva.

Credi che il tuo stile di arrampicata sia cambiato dopo gli infortuni e i nuovi cicli di allenamento?
Un po' sì, credo, perché non ho più usato i blocchi come forma di allenamento, temevo le conseguenze di un'altra caduta scomposta. Direi che il mio stile è diventato più cauto, cerco di pensare di più a cosa fare, di essere meno impulsiva e di usare meno potenza e movimenti dinamici.

Peccato, perché ho letto che ti piace molto la componente "sociale" del bouldering, il fatto che puoi allenarti a stretto contatto con amici e compagni di squadra. Pensi che proverai le gare di boulder di nuovo, nel futuro?
No, non credo. Forse tra dieci anni o qualcosa del genere, ma non al momento. Il timore delle possibili conseguenze di una brutta caduta è ancora presente, ma sto cercando di mettercela tutta per abituarmi di nuovo a quell'aspetto dei blocchi.

E quali sono i tuoi punti di forza, le armi su cui sai di poter contare?
Penso di avere una buona "testa", mi fa arrampicare davvero bene e mi permette di gestire lo stress senza problemi, sia in isolamento che durante la prestazione. In pratica, in gara arrampico meglio che non in allenamento. Una volta ho provato a rifare il tracciato di una competizione ma non ci sono riuscita per niente, mentre in gara avevo chiuso quella stessa via facilmente.
 
Questo la dice lunga sulla tua forza mentale! È proprio come tuo padre aveva detto quando eri riuscita a chiudere la finale di Kranj nel 2008 dopo una lunga battaglia: "una Ernst non si arrende mai!"
Sì, proprio così! (ride)

Segui un allenamento particolare per l'aspetto psicologico della tua arrampicata o questa tua capacità è essenzialmente naturale?
È qualcosa che alleno. Così come si allena il corpo per l'arrampicata, allo stesso modo è necessario allenare la mente. Ho un allenatore speciale con cui mi alleno in determinati momenti. Facciamo esercizi particolari, ad esempio mentre arrampico lui prova a scoraggiarmi, a dirmi che non ce la farò e l'allenamento consiste nel continuare ad arrampicare e ignorare ciò che mi dice. È piuttosto difficile ma anche divertente allo stesso tempo.

Ora che le gare sono un po' più facili da seguire, con i webcast in diretta della IFSC TV, immagino che gli arrampicatori principianti e intermedi abbiano più possibilità di vedere i migliori garisti in azione. Se qualcuno che ha cominciato ad arrampicare da poco volesse vedere un buon esempio di tecnica, chi suggeriresti di osservare tra i ragazzi e tra le ragazze? Puoi anche dire te stessa… ; )
Penso che sarebbe Jain Kim, vederla arrampicare è incredibile, si muove in maniera meravigliosa. Direi anche Mina Markovic, è fortissima e ha molta potenza, anche lei è davvero notevole. Per i ragazzi… Non saprei, ma lo stile di Sean McColl mi piace, è affascinante.

Pensi che, invece, la sfida dei gradi in falesia potrebbe interessarti più che non le gare nel futuro? A voler ben vedere, in una gara non si può andare oltre il primo posto, ma su roccia c'è sempre un livello successivo…
Arrampicare su roccia mi piace di più che non arrampicare in palestra. Ma quando vado in falesia, non faccio gare, non faccio allenamento e non voglio pressioni. Voglio semplicemente essere all'aperto, a contatto con la natura e rilassarmi. E se chiudo un tiro difficile, bene. Altrimenti va bene lo stesso : )

Per finire, che programmi hai adesso che la stagione è finita? È tempo di vacanza?
Hai indovinato, andrò in vacanza con un'altra persona, all'estero, non vedo l'ora! Questa stagione è stata lunghissima.

Buone vacanze, Johanna, e arrivederci al 2013!

di Franz Schiassi

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