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Matteo Della Bordella su Freerider, El Capitan, Yosemite
Photo by Pietro Bagnara
Matteo Della Bordella su Freerider, El Capitan, Yosemite
Photo by Pietro Bagnara
David Bacci su Freerider, El Capitan, Yosemite
Photo by Pietro Bagnara
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Freerider per Della Bordella e Bacci in Yosemite

14.11.2012 di Matteo Della Bordella

Il racconto di Matteo della Bordella sulla sua recente ripetizione in libera, assieme a David Bacci, di Freerider, la celebre via di Alexander e Thomas Huber su El Capitan, Yosemite.

Yosemite è sempre Yosemite. Ce lo conferma, se mai ce ne fosse bisogno, anche Matteo della Bordella che insieme a David Bacci, il 19 e 20 Ottobre scorsi ha salito in libera Freerider la famosa via liberata nel 1998 dai fratelli Alex e Thomas Huber sul "mister" El Cap. Va detto che per Matteo e David era la prima volta nell'eldorado dell'arrampicata. Come va detto che Freerider, per chi vuole salire El Capitan in libera, è una tappa obbligatoria e di gran prestigio. Una big wall di classe insomma che segue la mitica The Salathé Wall e poi in alto, sulla Headwall, devia evitando il tiro di 8b per continuare per 4 tiri indipendenti. Il tutto si traduce in 1000m di 5.12d, ovvero un 7c che sia detto per la precisione in fessura e sul granito non è mai da prendere alla leggera... Della Bordella e Bacci hanno attaccato la via all'alba del 19 Ottobre e a fine giornata erano già al bivacco su El Cap Spire. Poi, il giorno dopo alle 17:30 sono già in cima a El Cap. Tutto il resto è Yosemite, ovvero bellezza fatta per l'arrampicata.


YOSEMITE IS THE PLACE di Matteo della Bordella

Quando entri nella valle e ti trovi davanti il Capitan: 1000 metri di monolite di granito, ripido e compatto dall’inizio alla fine, non puoi che rimanere a bocca aperta davanti a questa muraglia gigante ed inizi a renderti conto di quello che ti aspetta.
Scalare il Capitan penso sia il sogno di molti scalatori, sicuramente era un mio sogno che avevo da un po’ di anni, anche se non moltissimi per la verità. E’ un desiderio nato più o meno quando avevo scoperto, con Cadarese, questa cosa per me nuova chiamata arrampicata in fessura, diciamo quindi che da circa 4 anni il viaggio nella mitica Valle veniva sempre rimandato per qualche motivo. E a posteriori posso dire che probabilmente è stato un bene il fatto di far passare un po' di tempo prima di andare in questo posto….Perchè nel mio sogno oltre al fatto di scalare il Capitan era inclusa la clausola di doverlo salire tutto in libera dall’inizio alla fine!
La scelta della via non era poi così importante, ma essendo la mia prima volta in questo posto, la logica mi ha suggerito “Free Rider” che sarebbe la via più facile tra quelle in libera sul Capitan.
Free Rider è fondamentalmente una variante della celebre Salathè, aperta dai fratelli Huber nel 1998, questa via evita la headwall della Salathè con un traverso verso sinistra, seguendo poi un sistema di fessure molto logico. La più facile, ma non poi così facile, a dispetto del grado massimo di 7c.
All’inizio le cose per me e il mio socio David Bacci non si erano affatto messe per il verso giusto. Troppa gente sulla via e qualche carenza tecnica sulle fessure larghe (offwidth) avevano ostacolato e mandato a vuoto i primi due tentativi – il secondo in realtà nemmeno iniziato a causa del traffico in parete.
La Monster Offwidth in particolare la prima volta si è rivelata per me particolarmente dura e sfiancante, ma anche l’Hollow Flake e il Free Blast non sono stati da sottovalutare per non parlare dell’enduro corner e dei tiri finali, assolutamente fisici e molto continui. Anche se i gradi di questi tiri sono piuttosto ridicoli c’è poco da prenderli alla leggera, anzi… Ma aldilà di questo è stato quando abbiamo deciso di scendere dal secondo tiro a causa di una cordata di artificialisti davanti a noi che non ci lasciava superare, il momento di maggior nervosismo della vacanza.
Abbiamo aspettato 5 giorni per far smaltire un po’ il traffico e metabolizzare il misto di arrabbiatura e delusione. Cinque giorni investiti bene facendo anche pratica nelle fessure larghe.
Poi dopo un giorno di riposo ripartiamo per un tentativo di  libera. Programmiamo di salire la via in 3 giorni, per avere un po' di margine di tempo per riprovare qualche tiro in libera in caso non venisse subito, ma alle 17.30 del secondo giorno siamo già in cima alla via. Saliamo la via per lo più a comando alternato, salgo però da primo tutti i tiri più duri di 5.12 e la maggior parte dei 5.11. I tiri chiave del Free Blast e l'Hollow Flake mi sembrano un po' meno scontrosi dell'ultima volta, la Monster Offwidth questa volta non mi dà particolari problemi, anche se la sale da primo David, e ci ritroviamo alle 18 sull'incredibile e aereo bivacco di El Cap Spire! Il giorno dopo tutto fila ancora di più per il verso giusto, dopo aver liquidato il Teflon Corner (tiro sulla carta più duro della via – un diedro completamente liscio da salire con i palmi delle mani), salgo al primo tentativo mettendo le protezioni i due tiri dell'Enduro corner, assolutamente non facili per il grado, ed anche il traverso. I tiri finali sono atletici ed impegnativi ma non presentano particolari problemi.
Quasi nessuna cordata sulla via questa volta. O meglio due cordate che gentilmente ci hanno fatto passare e un'altra cordata veloce che tentava Capitan e Half Dome in libera in 24 ore che ovviamente abbiamo fatto passare noi...
Beh, di pareti e di vie negli ultimi anni ne ho salite molte, alcune anche sicuramente più difficili di Free rider, ma arrivare in cima alla parete del Capitan arrampicando in libera è sicuramente qualcosa di diverso, speciale ed indimenticabile!
Nel resto della vacanza ci concediamo anche la salita di Mount Watkins e The Nose sul Capitan, più una caduta libera di circa 60 metri dalla cima del Capitan per finire in bellezza, chiamata Porch Swing, un’esperienza assolutamente emozionante ed adrenalinica.

Che dire!? Sono già con la testa su altre vie sul Capitan da provare in libera per la prossima volta e su una caduta libera molto più lunga….
(Questa seconda cosa è assolutamente falsa!!! Il Porch swing per me resta una “sdangerata” che si fa una volta nella vita)

Matteo Della Bordella – Ragni di Lecco


Arrampicare nella Yosemite Valley - 5 vie classiche

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