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03/2011 - Adam Ondra durante la prima libera di Chaxi raxi 9b, Oliana, Spagna
Photo by Vojtech Vrzba
Adam Ondra ripete Golpe de estado 9b at Siurana, Spain
Photo by Vojtech Vrzba
Adam Ondra su Terranova, 8C+
Photo by Vojtech Vrzba
Adam Ondra sul suo nuovo progetto nella grotta Flatanger in Norvegia
Photo by Ove Magne Ribsskog
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Un'intervista a più tiri con Adam Ondra

24.10.2012 di Franz Schiassi

Il fenomeno ceco Adam Ondra ci parla di gare, dei suoi primi mesi dopo aver finito le superiori, dell'arrampicata al limite e dei progetti per il futuro in un'intervista approfondita...

Adam Ondra ci ha gentilmente incontrati per pranzo dopo le semifinali di Lead dei Campionati Mondiali a Parigi, qualche settimana fa. Il pasto è andato per le lunghe, come vuole la tradizione del sud Europa, e l'intervista pure, tanto da poterla definire "a più tiri", con in più un'estensione in seguito alla libera del progetto Change, proposto come 9b+. Ecco come è andata...

PRIMO TIRO - Campionati del mondo 2012 e le gare
Ciao Adam! Come tanti altri arrampicatori forti, anche tu sei qui a Parigi per i Campionati Mondiali del 2012. Ieri, però, hai deciso di passare la giornata di riposo prima di queste semifinali a Fontainebleau: non ce la fai proprio a stare lontano dalle rocce vere!
Sì, eravamo a Font (lui e la squadra nazionale della Repubblica Ceca, ndr) ma solo i miei amici hanno arrampicato, io ero lì solo per stare con loro. Ma preferisco passare una giornata di riposo tra le rocce e la natura, mi aiuta ad essere più motivato per le gare e mi ricorda che dopo le gare potrò tornare ad arrampicare in ambiente. Ed è comunque meglio che starsene a letto in hotel… : )

Detto ciò, come ti senti durante le gare e questi Campionati?
Il bello di arrampicare in ambiente non è solo la sfida con le vie, ma per quanto riguarda le gare, per me sono incentrate quasi esclusivamente sull'aspetto competitivo. Che non mi dispiace, ma è un qualcosa che non riuscirei a godermi se gareggiassi spesso. In ogni caso, mi piace usare le gare come motivo per dedicarmi ad un regime di allenamento metodico e duro. Quando sono tornato a casa dalla Norvegia, quest'estate, sapevo di essere un po' fuori forma. Ma il mese di palestra che ho usato come preparazione per questi Campionati mi sarà utile anche per il progetto su roccia che voglio tornare a finire.

Ti sembra che il mese di allenamento abbia dato i suoi frutti? Come è andata la semifinale oggi?
Sono arrivato quarto, ma non credo di aver dato il 100%. La via era piuttosto facile fino alla parte alta, dove c'era un passaggio chiave che sono riuscito a superare. Ma subito dopo ho fatto un errore coi piedi e sono caduto. Non sono riuscito a tenere una presa ed ero già abbastanza ghisato. Se non avessi commesso quell'errore, avrei potuto chiudere la via: ero stanco, ma avevo ancora qualcosa da dare.

In gara, preferiresti vincere senza chiudere la via o chiudere la via della finale ma magari arrivare secondo perché qualcun altro l'ha chiusa dopo aver fatto meglio di te nella semifinale? In pratica, ti senti più in competizione con il tracciato (e te stesso) o con gli altri atleti?
Penso che per ogni garista, la cosa più importante sia sapere di aver dato il 100% e che l'allenamento e i sacrifici fatti durante la preparazione siano serviti. Il risultato è secondario, ma devo ammettere che è comunque molto importante. In gara, che chiuda la via o meno non è così importante, per me. Dal mio punto di vista, credo che sia meglio avere un vincitore che magari cade a 3/4 della via della finale piuttosto che avere diversi top.

Sulla scia del Rock Master di Arco dell'anno scorso, i Campionati Mondiali hanno incluso il "paraclimbing" (arrampicata per atleti disabili, ndr). Cosa pensi di questo cambiamento?
Queste novità sono molto positive per l'arrampicata. Stanno succedendo in tantissimi altri sport e faciliteranno la presenza dell'arrampicata alle Olimpiadi. Per me, è davvero impressionante vedere come anche i paraclimber siano appassionati e che nonostante siano disabili, vogliano davvero arrampicare. Ciò che riescono a fare è davvero incredibile. Mi ricordo di aver incontrato un signore a Kalymnos, aveva solo un piede ma arrampicava sul 7c, non credevo ai miei occhi. Non riesco neanche a immaginare quanto sarei stanco solo ad arrivare all'attacco del tiro, se avessi un handicap del genere.

Quindi, immagino che tu sia ansioso di vedere l'arrampicata alle Olimpiadi...
C'è da dire che ci sono dei pro e dei contro, o meglio, dei vantaggi sicuri e dei possibili rischi, ma è una discussione lunga. Sono sicuro che i vantaggi siano più dei rischi, ma sicuramente è una cosa che va fatta nella maniera giusta.


SECONDO TIRO - L'estate 2012 e i programmi per il tuo primo anno completametne dedicato all'arrampicata
Ora che hai finito le scuole superiori, puoi dedicarti esclusivamente all'arrampicata per un po'. Rivediamo la tua stagione fino ad ora, con il suo inizio a Céüse. Sei ancora contento di aver provato a salire Biographie in stile flash, o vorresti aver aspettato?

A ripensarci, avrei dovuto aspettare di più, ma ormai ero a Céüse per fare altre vie e non ho saputo resistere. Ci avevo pensato continuamente durante gli esami… Alla fine non ero al 100% della forma, ma ho comunque capito che chiudere un 9a+ flash è fuori dalla mia portata al momento.

Successivamente, ti sei dato al granito Scandinavo… Ti è sembrato una roccia molto tecnica, forse difficile da salire a vista?
Dipende dalla zona. A Flatanger (Norvegia) è più difficile chiudere tiri a vista rispetto al calcare della Spagna, ma comunque possibile. Ma per esempio, Granitgrottan (Svezia) era pazzesca, i tiri erano dei labirinti verticali di appigli stranissimi, c'erano tutte queste pinze e questi cubetti, non c'era nulla di ovvio.

Riguardo Flatanger, sulla tua scorecard di 8a.nu hai scritto che il terzo tiro di Thor's Hammer (un progetto chiodato dal norvegese Magnus Midtbø) è "impossibile per ora, anche se ci sono delle prese". Cosa intendi dire?
Che è veramente difficile! : ) Non penso che sia completamente impossibile, ma c'è una sequenza di blocco che è veramente troppo in alto sulla via perché mi ci metta a lavorare seriamente. Se decidessi di collegare i tre tiri in un colpo solo, rifare i primi due tiri ad ogni tentativo sarebbe abbastanza noioso. Praticamente il blocco del terzo tiro è un 8C (grado di boulder, non di falesia, ndr) che va fatto dopo 80 metri di via, è veramente troppo per ora. Sono più interessato ad un progetto che ho chiodato e chiamato Change, per esempio, che nella prima parte è molto più difficile e anche se è sempre abbastanza lungo (55 metri), gli ultimi 20 metri sono fattibili, si tratta solo di arrampicare verso l'uscita della caverna.

Sempre parlando di progetti estremi, cosa puoi dirci del trailer di La Dura Dura, che la Big Up Productions ha messo su YouTube recentemente? Hai visto la versione finale? Cosa possiamo aspettarci?
No, non ho visto la versione finale. Ma credo che mostrerà dei tentativi buoni da parte di Chris Sharma e da parte mia, anche se non siamo riusciti a chiudere quel tiro, che è probabilmente un 9b+.

Com'è rispetto agli altri tiri difficili ad Oliana?
Come stile è abbastanza simile, nel senso che ci sono circa 10 movimenti per arrivare alla sequenza di blocco davvero difficile. È lo stesso concetto, per così dire.

Un po' come Chaxi Raxi (9b)?
Sì, anche se Chaxi Raxi ha comunque più sequenze di blocco. Considero La Dura Dura come un perfetto esempio di forza resistente. Il mio progetto in Norvegia è un po' più facile nella prima parte, rispetto a La Dura Dura, ma la seconda parte è un po' più difficile.

Cosa puoi dirci, invece, di First Round First Minute a Margalef?
L'ho provata, mi pare che Chris abbia deciso di gradarla 9b alla fine. Mi è sembrata fattibile, ma non si sa mai, l'ho provata solo per un giorno.

Hai dei programmi abbastanza definiti per i prossimi mesi, prima di cominciare a studiare economia all'università?
Ho dei piani abbastanza definiti per l'autunno e l'inverno. Durante la seconda parte dell'inverno, penso che andrò in Spagna, non so bene dove, ma credo che andrò in giro col trapano e dedicherò tempo a qualunque linea che catturerà la mia attenzione. Chioderò e lavorerò qualunque cosa mi possa ispirare...


TERZO TIRO - Non di soli strapiombi vive l'uomo...
Sei uno dei pochissimi arrampicatori giovani che ha avuto prestazioni straordinarie anche su vie un po' vecchio stile, con roccia molto compatta e su pareti verticali o solo leggermente strapiombanti. Penso a vie a più tiri come WoGü e Tough Enough in Madagascar (entrambe con tiri fino a 8c), o anche solo al monotiro Speed (8c+) di Beat Kammerlander, che avevi chiuso in soli 5 tentativi a 14 anni. Che rapporto hai con questo tipo di arrampicata? Segui un approccio diverso quando lavori queste vie?

Ho sempre voluto essere il più universale possibile su roccia. Perciò, quando sono andato a provare quelle vie, quel tipo di arrampicata non era una novità per me, avevo una certa esperienza su quel tipo di roccia e di pareti. Anzi, credo che vie leggermente strapiombanti o anche verticali mi si adattino meglio che non, per esempio, vie di strapiombo come quelle delle gare. Purtroppo, trovarsi ad arrampicare al limite in questo stile è davvero raro, perché trovare una via che sia arrampicabile ma non impossibile è ancora più difficile che trovare qualcosa al limite su strapiombo.

Hai in mente vie come Bain de Sang e Bimbaluna in Svizzera o come quelle delle Vette Feltrine, dove Manolo ha firmato molti dei suoi tiri più difficili?
A questo punto, non ho molta intenzione di ripetere vie difficili, dato che è stato il mio approccio per molti anni. Ora sono più interessato a tracciare progetti miei. Chioderò e lavorerò qualunque cosa da cui potrò trarre ispirazione e motivazione. Ma se dovessi trovarmi nelle zone delle vie che hai citato e dovessi vedere linee che mi attraggono, sicuramente le chioderò e proverò a chiuderle. Ciò detto, se dovessi davvero provare a descrivere un progetto ideale per il futuro, qualcosa su cui mi piacerebbe davvero spendere un sacco di tempo, sarebbe un tiro di 20-25 metri, leggermente strapiombante e con tacche minuscole.

Nulla di lunghissimo, quindi?
Le vie lunghe mi piacciono, ma credo che se volessi stare su un tipo di progetto per molto, molto tempo, sarebbe meglio se si trattasse di un progetto un po' corto, penso che sarebbe più divertente. Come ho detto anche altre volte, continuare a salire gli stessi 50 metri per poi cadere all'ultimo movimento non è una cosa molto entusiasmante.

Il tuo amico ceco Ondra Benes, che ti ha fatto da secondo su Silbergeier, ha completato il resto della Trilogia Alpina salendo End of Silence (di Thomas Huber, 1994, 11 tiri fino all'8b+) e Des Kaisers Neue Kleider (di Stefan Glowacz, 1994, 9 tiri fino all'8b+). Ti piacerebbe ripetere queste vie?
Mi interesserebbe provare a chiudere queste vie a vista, ma credo sarebbe abbastanza difficile. Sicuramente ho queste vie in programma, ma non quest'anno. Ma sarebbero un'ottima sfida più avanti.

Di recente ho rivisto i tre video del tuo viaggio a Fontainebleau dell'anno scorso. Ho trovato interessante sentirti dire che quei blocchi ti hanno costretto ad imparare e a rivedere certe cose: il posizionamento dei piedi era diverso, i movimenti erano diversi. Pensi che ci siano altre aree al mondo in grado di insegnare qualcosa di nuovo, a te come a qualunque altro arrampicatore?
Non saprei… Fontainebleau è davvero unica, non ho mai visto quel tipo di roccia in nessun altro posto. La maggior parte dell'arenaria su cui ho arrampicato richiedeva più potenza. Vicino a dove abito e nel resto della Repubblica Ceca l'arrampicata su arenaria è pure piuttosto tecnica, ma comunque diversa da quella di Font. La qualità della roccia mi ha lasciato veramente a bocca aperta, è molto poco abrasiva, sembra di toccare la pelle di un neonato, ma allo stesso tempo l'aderenza è ottima. Credo che per fare boulder non si possa trovare un tipo di roccia migliore al mondo. Ma non sono sicuro ci siano altri tipi di roccia che non abbia provato, nei limiti dell'arrampicata sportiva.

Hai fatto molta arrampicata in fessura?
Un po' sì e devo dire che mi piace molto, ma nelle zone dove vado spesso e dove vivo non ce n'è molta, quindi non ho tanta esperienza. Ma mi piace comunque molto.

E qui mi viene naturale chiederti se hai intenzione di andare in Nord America, magari a Yosemite?
Sicuramente! Yosemite è una di quelle destinazioni imprescindibili che ho sognato fin da quando ero bambino.


QUARTO TIRO - Arrampicata al limite e la chiusura del progetto in Norvegia

L'8c+ è praticamente diventato il tuo livello di salita a vista. Stai cercando di arrivare anche al 9a a vista?
Di sicuro mi piacerebbe. Ho già provato a chiudere due 9a a vista, ma sono caduto e non penso che fossi davvero al livello necessario per potercela fare, quel genere di prestazione era ancora lontano per me. Non ci sono molti 9a scalabili a vista al mondo, perciò penso che sia meglio tenerli da parte per il futuro, quando mi sentirò davvero pronto. Solo a quel punto mi piacerebbe provarli, perché arrampicando a vista, basta un errore e, se voli, a quel punto il tiro diventa al massimo una libera.

Ma si potrebbe pensare che ormai non ci siano molte vie che possano tenerti impegnato per più di un paio di settimane ma ovviamente ci sono molti 8c+ e 9a in giro... In pratica, pensi che potresti tornare ad una situazione in cui arrampichi prevalentemente a vista invece che sul lavorato, un po' come facevi da bambino?
Non proprio. Se mi concentrassi solo sui tiri al limite del mio livello a vista, in poco tempo non avrei molto da provare. È vero che ci sono molti 8c+ e 9a, ma la maggior parte non si presta ad una salita a vista, hanno sequenze di blocco troppo difficili da indovinare al primo tentativo.

Ma sono sicuro che molte persone pensano la stessa cosa di vie di 8a e 8b solo perché sono al di fuori del loro limite a vista, mentre tu ed altri falesisti forti le chiudereste al primo colpo senza problemi...
Ma anche sui gradi più bassi, ci sono vie che sono davvero difficili o proprio impossibili da salire a vista. Per esempio, sì, sono riuscito a salire alcuni 8b a vista in Frankenjura, ma è stato molto più difficile che non salire lo stesso grado a vista in Spagna, e il motivo è lo stile di arrampicata.
In Frankenjura, se voglio chiudere un 8b a vista, non posso permettermi errori, le vie sono così brevi che basta prendere una presa con la mano sbagliata e non se ne esce più. In pratica, fare un 9a a vista in Frankenjura è teoricamente possibile, perché comunque si riesce a chiudere quei tiri in 3 o 4 tentativi, ma sarebbe molto più difficile che non in Spagna a causa dello stile delle vie.

Quindi, ti senti più vicino al limite e senti maggior pressione quando decidi di provare un 8c+ a vista o quando stai per fare un tentativo serio di chiudere un 9b lavorato?
Quando arrampico su un 8c+, posso permettermi qualche piccolo errore e comunque chiuderlo a vista. Ma se volessi chiudere un 9a a vista, dovrei fare tutto alla perfezione o essere più forte di quanto non sia adesso. Ma un tentativo di chiudere un 9b lavorato mi sembra sempre più difficile che non un 8c+ a vista.

Hai un buon numero di prime salite in falesie di tutta Europa: dalla Sardegna alla Norvegia, dalla Spagna alla Repubblica Ceca. Quali sono quelle che ti piacerebbe vedere ripetute da qualcuno?
Direi La Planta de Shiva (9b) in Andalusia, che considero la mia prima salita più difficile (al tempo Adam non aveva ancora chiuso Change, 9b+, ndr). Mi piacerebbe davvero che qualcuno la provasse, per sapere cosa pensano della via e del grado, rispetto ad altre vie difficili. Perché per me era stata davvero durissima nonostante fossi in ottima forma in quel periodo. Ma allo stesso tempo la via non è molto nel mio stile perché richiedeva tantissima resistenza e non ci sono punti di riposo decenti. Penso che sia stata il mio 9b più difficile.

Ma ora hai liberato Change, per cui hai proposto 9b+. Di sicuro ti hanno già fatto molte domande riguardo la via in sé. Perciò vorrei chiederti qualcosa riguardo l'aspetto mentale, e cioè se hai vissuto questa realizzazione in maniera diversa dal tuo primo 9b, Golpe de Estado
Ero molto sotto pressione su entrambe le vie. La battaglia psicologica, la perdita di fiducia, la frustrazione: tutte queste cose spariscono dalla memoria in pochi anni. Alla fine, non fosse per il film "The Wizard's Apprentice" (un documentario pubblicato nel 2012 e che mostra Adam alle prese con Golpe de Estado, ndr), farei fatica a ricordarmi quanto sia stato difficile chiudere Golpe. Il successo prende il posto di tutti i brutti ricordi molto rapidamente. Ma il rovescio della medaglia è che quando inizi la sfida successiva, tutto ricomincia da capo ed è raro aver imparato qualcosa da quella precedente.
Considerando tutto ciò, direi che Change è stata anche più difficile di Golpe de Estado dal punto di vista psicologico. Le mie idee sulla via, la fiducia in me stesso e il mio umore continuavano a cambiare. Arrivare ad una certa altezza sulla via per poi non riuscirci più è stato davvero difficile da digerire. Questo progetto non aveva regole. A volte mi sentivo in forma e vicino al successo, altre volte no. Più pensavo a ciò che andava fatto, più mi confondevo e più la mia fiducia svaniva. Il fatto che Change sia stata una prima salita non ha fatto molta differenza, credo. Sapevo che la via era fattibile, quindi il processo non è stato troppo diverso dal tentare di ripetere un tiro già salito da altri, come lo era Golpe de Estado. Sapere che qualcuno è riuscito a chiudere qualcosa è cruciale sui blocchi, ma non molto importante su vie lunghe. Ma la convinzione che Change fosse possibile mi ha aiutato a non arrendermi, dopo un po' un progetto del genere diventa quasi il tuo bambino.

Un'ultima domanda. A febbraio compirai 20 anni e, anagraficamente, non sarai più uno dei "teenager prodigio" dell'arrampicata sportiva. Come ti senti a riguardo, specie considerando che hai liberato quello che probabilmente sarà il primo 9b+ della storia? Ti sembra di aver raggiunto un traguardo importante, di aver superato un punto di non ritorno?
Questi ultimi tempi sono stati sicuramente di cambiamento per me, e perciò ho chiamato il progetto "Change", perché trovo che ne riassuma l'essenza. Dopo aver finito le superiori, sono come entrato in un nuovo mondo in cui tutti i sogni e i progetti che avevo fin da bambino si sono moltiplicati. Ora ho tantissime possibilità di visitare paesi e luoghi (e questa è una delle cose che più mi piacciono dell'arrampicata) ma non so quasi da dove cominciare.
Sto cercando di considerare Change non tanto come il primo 9b+ al mondo, ma più come il mio primo 9b+. Ma è strano pensarci. In ogni caso, per motivarmi ulteriormente, per trovare nuovi orizzonti e obiettivi, è sempre meglio fare paragoni con le mie realizzazioni precedenti. Il desiderio di spingermi più lontano, di realizzare cose nuove ed eccitanti nell'arrampicata sportiva, è qualcosa che sento in maniera fortissima, perché voglio continuare a progredire, sempre. La chiusura di questo progetto è stata la prima a segnarmi in maniera davvero profonda e non vedo l'ora di altre realizzazioni di questo tipo.

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