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Maja Vidmar
Photo by Giulio Malfer
Maja Vidmar vincitrice della World Cup Lead 2007
Photo by Urban Golob
Maja Vidmar al Rock Master di Arco 2010
Photo by Giulio Malfer
Maja Vidmar sale Attila Lunga 8c+ al Baratro, Trieste
Photo by Gerhard Schaar
INFO / links & info:

Intervista a Maja Vidmar

17.10.2012 di Franz Schiassi

Intervista alla climber slovena Maja Vidmar, una delle più forti arrampicatrici sportive del mondo.

La slovena Maja Vidmar è una delle gariste più forti degli ultimi dieci anni. È stata la vincitrice della Coppa del Mondo generale di Lead nel 2007 (con sei vittorie consecutive!), seconda nel 2005 e 2008, terza nel 2009 e 2011. In tutto, è salita sul podio di una tappa di Coppa del Mondo oltre 30 volte, più podi e medaglie in altri eventi. In falesia, ha chiuso l'8c+ Attila Lunga al Baratro ed un buon numero di 8c e 8b+. Maja ci ha gentilmente incontrati qualche settimana fa ed abbiamo avuto modo di scoprire qualcosa di più riguardo la vita di un'arrampicatrice professionista…

Ciao Maja, grazie della tua disponibilità. Parliamo di questi Campionati 2012: Parigi è una grande città, una delle più grandi d'Europa, mentre la località dell'edizione 2011 era Arco, un posto in cui l'arrampicata ha una rilevanza particolare. Come garista, ti senti influenzata da questa differenza?
No, non proprio. Alla fine è una gara, anche se fosse in qualche posto molto lontano come la Cina, bisogna comunque concentrarsi sulle piccole cose e sulla via da salire. D'altro canto, quando la gara della giornata è finita, si ha il tempo di andare in giro e sia Arco che Parigi sono bellissime. Arco mi piace davvero molto, sia per la città che per l'atmosfera. Ma qui a Parigi c'è comunque molto da vedere ed è molto interessante.

Come è stata la tua stagione agonistica fino a questi Campionati? Sappiamo che hai fatto la prima tappa di Coppa del Mondo, ma non la seconda e la terza (Briançon e Imst)…
Sì, ho gareggiato nella prima tappa, a Chamonix, anche se una settimana prima mi ero fatta male a un dito. Mi ero detta "OK, proviamo Chamonix" ma non è stata una buona idea dato che il dito è peggiorato ed ho dovuto smettere di arrampicare per quasi un mese. A un certo punto la cosa sembrava migliorare e ho continuato a dare tempo al processo di guarigione, ma allo stesso tempo mi dicevo "Uffa, voglio partecipare ad Arco e a Parigi!". Una settimana prima di Arco mi sentivo bene, ancora un po' di dolore ogni tanto ma mi stavo allenando e sentivo di poter arrampicare bene. Alla fine ho saltato Arco per puntare su Parigi. Mi sentivo pronta ma purtroppo non è andata benissimo…

Immagino che il tuo allenamento preveda esercizi per la prevenzioni di infortuni, giusto?
Sì, assolutamente. Avevo problemi alle spalle ma ora sto facendo molti esercizi specifici e va molto meglio.

E in generale, cosa puoi dirci del tuo allenamento? Ci sono aspetti specifici su cui ti concentri?
Sì, a inizio stagione faccio più allenamento sistematico e preparazione atletica generale, con i pesi e magari facendo più boulder che non dopo. Ma arrampico sempre molto sul pannello.

Ma parliamo di arrampicata su roccia, in cui sei arrivata all'8c+. Hai dei progetti per il futuro, magari vorresti chiudere un 9a?
Sì, non nascondo che il 9a sia uno dei miei obiettivi. Ma al momento mi sto concentrando sulle gare. Sento la mancanza delle falesie, ma avrò più tempo quando le gare saranno finite per quest'anno.

Hai in mente qualche tiro particolare? Ultimamente abbiamo visto molte ragazze arrivare all'8c+ in Spagna, mentre il tuo exploit è stato in Italia, vicino a Triste…
Sì, ma credo che, più semplicemente, proverò certi tiri nelle falesie che magari deciderò di visitare per altri motivi, senza piani precisi.

La Slovenia ha un'ottima tradizione alpinistica, con grandi imprese un po' in tutto il mondo da parte di scalatori come Karo, Kozjek e Knez. Come falesista, qual è il tuo rapporto con l'arrampicata in montagna? È dove hai cominciato oppure hai iniziato subito in falesia?
Ho cominciato con l'arrampicata sportiva, ma le montagne mi piacciono comunque moltissimo. Ho molti amici sloveni con una grande passione e un grande talento per l'alpinismo. Però il rischio della montagna mi piace solo fino a un certo punto!

Ci sono molti climber degli anni '80 e '90 che, a un certo punto, hanno smesso di arrampicare al limite in falesia e si sono concentrati su altri aspetti della verticale. C'è qualche nome che ha seguito un percorso che interesserebbe anche a te?
Non proprio, non ho un eroe in particolare, ci sono diversi atleti che ammiro, non solo rocciatori, ma anche campioni di altri sport.

Una domanda forse un po' più personale. Trovo difficile immaginare cosa potrebbe fare un arrampicatore professionista se dovesse vincere la lotteria… Insomma, state già vivevendo una vita da sogno facendo ciò che più vi piace… O no? Pensi che faresti qualcosa di diverso?
Direi che hai ragione! Spenderei comunque tutto per arrampicare, magari viaggerei di più e in posti più lontani : )

Cosa puoi dirci del tuo rapporto con le forze armate slovene? Come funziona?
Finanziano la mia carriera e l'allenamento, e mi sento molto fortunata a riguardo. Ma non faccio parte dell'esercito. Tre giorni all'anno devo andare in caserma, per fare rapporto e vedere come vanno le cose, assieme ad altri atleti sponsorizzati dall'esercito, non solo arrampicatori. Klemen Becan, un mio compagno della squadra slovena di arrampicata, è pure sponsorizzato dall'esercito, così come altri atleti di altri sport. In realtà l'arrampicata non è particolarmente diffusa, quindi venire sponsorizzati è abbastanza difficile.

E quando hai deciso di diventare un'arrampicatrice professionista? Subito all'inizio?
No, al tempo quando avevo appena cominciato mi piaceva molto, ma non pensavo al futuro. Sicuramente non pensavo di diventare professionista subito all'inizio…

Qualcuno ha detto che la vita sia ciò che ti succede mentre stai pianificando l'avvenire…
Esatto! Infatti non è stata una cosa programmata, non all'inizio, di sicuro…

di Franz Schiassi

Maja Vidmar è sponsorizzata da Scarpa, Camp e Adidas

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Il divertente film della Slovena Maja Vidmar, visto attraverso gli occhi del suo cane.

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