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La linea di Sensory Overload (1200m, 5.11+, A1) sulla parte NO della torre sud di Mount Asgard, Baffin Island, aperta da Ines Papert, Jon Walsh e Joshua Lavigne dal 24 - 26/07/2012
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Baffin Island, successo sul Mount Asgard per Papert, Walsh e Lavigne

16.08.2012 di Planetmountain

A luglio Ines Papert, Jon Walsh e Joshua Lavigne hanno aperto la nuova via Sensory Overload (1200m, 5.11+, A1) sul Monte Asgard, Baffin Island.

"Se fosse qui a Baffin, la Yosemite Valley sarebbe soltanto una delle tante valli secondarie. Il paesaggio è davvero incredibile, sono veramente colpita."
Questa è la conclusione di Ines Papert dopo la sua spedizione nella remota Isola di Baffin, insieme a Jon Walsh e Joshua Lavigne, che ha fruttato Sensory Overload, una nuova via sul Monte Asgard. La via è la prima a violare la parete Nord Ovest della torre sud del Monte Asgard, ed è stata aperta in stile alpino dal 24 al 26 luglio in 60 ore complessive.

Il team ha raggiunto il Parco Nazionale Auyuittuq a metà luglio e, dopo aver impiegato tre giorni per l’avvicinamento a piedi al Mt. Asgard, ha fissato il campo base sul ghiacciaio Turner, direttamente sotto la sua parete nord.
Dopo un breve riposo, e soprattutto dopo una probabile prima salita in libera della vicina parete sud del Monte Loki, i tre si sono dedicati al loro obiettivo principale: salire i 1200m della inviolata parete nord della torre sud del Monte Asgard.

Partendo con provvigioni per tre giorni e senza un portaledge, i tre hanno salito i primi 12 tiri fino alla grande cengia dove, dopo aver cercato una via logica verso l'alto e aver salito altri 2 tiri, hanno deciso di bivaccare sotto un tetto al riparo dalla caduta sassi.

La mattina dopo hanno proseguito per la vetta, raggiungendola alle 23:00, con un tempo pessimo. Tutti i 29 tiri sono stati saliti a vista, tranne una sezione di di cinque metri di un camino ghiacciato ed un passaggio sull'ultimo tiro (tratti che, in condizioni meteo diverse, sarebbero stati molto semplici da salire in libera).

La discesa, come spesso accade, si è rivelata la parte più difficile dell'impresa: i venti forti e la scarsissima visibilità hanno caratterizzato la prima parte della calata lungo la parete sud, ma a soli 300m dal ghiacciaio la pioggia si è trasformata in neve e i tre sono stati costretti ad un secondo bivacco. Dopo sei fredde e umide ore è uscito il sole, garantendo a Papert, Walsh e Lavigne un rientro in sicurezza al campo base, 60 ore dopo averlo lasciato.

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