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Masua, Pilastro dell'Italia Liberata
Photo by www.pietradiluna.com
Cecilia Marchi sul primo tiro di Non Spezzarmi il Cuore, Masua.
Photo by www.pietradiluna.com
Alessandra Boi sul secondo tiro di Italia Liberata, Masua
Photo by Corrado Pibiri
Non Spezzarmi il Cuore, Masua
Photo by
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Arrampicare in Sardegna: nuove vie e richiodature a Masua

11.06.2012 di Maurizio Oviglia

Tre proposte per arrampicare sul Pilastro dell’Italia Liberata nella scogliera di Mausua in Sardegna. La prima, Diedro delle mie Brame (90m 6b+ max/S2/I), è la nuova via aperta da Corrado Pibiri e Fabio Erriu nel maggio 2012. Le altre due sono Italia Liberata (110m 5c+ max/S1+/I) nella versione richiodata da Corrado Pibiri e Fabio Erriu e la classica Non Spezzarmi il cuore anch'essa richiodata da Maurizio Oviglia e Antonello Pala.

Autunno 1993. Desideroso di provare anche io il metodo moderno di apertura dal basso, utilizzato d Michel Piola nel Monte Bianco e da Manlio Motto in Valle dell’Orco, mi scelgo una parete vicino a casa dove fare alcuni esperimenti. La scogliera di Masua, che fino a quel momento ha solo itinerari classici ed uno moderno aperto dall’alto, sembra prestarsi perfettamente allo scopo. Una pala di 150 metri di roccia perfetta, che non finisce direttamente in mare ma su un pendio franoso, è il mio obiettivo. La parete, che chiamerò del Sol Levante, è ancora vergine e così, accompagnato da mia moglie Cecilia e Fabrizio Dessì, possiamo scegliere una via diagonale, cercando il massimo sviluppo. Nasce “Eppure il vento soffia ancora”, via completamente spittata in ambiente spettacolare, che non a caso si guadagnerà subito la copertina della mitica rivista “Punto Rosso”. Ma se il gioco è piantare gli spit salendo dal basso, la sfida è anche riuscire a metterli il più distante possibile. Sono ancora lontani i tempi delle vie “plaisir” e dunque non si pensa troppo a chi ripeterà la via, anzi si cerca di rendergli la vita non troppo facile! Pochi mesi dopo, galvanizzato dal nuovo gioco, sono nuovamente alla base della parete, questa volta per salire diretti come un fuso sino in cima. Insieme a me c’è Antonello Pala, un bravo arrampicatore sportivo, che non capisce bene perché cerchi di chiodare il più distante possibile… Suo sarà infatti il titolo della via, quasi una preghiera, “Non spezzarmi il cuore”.

Autunno 2011. Sono ancora qui, alla base di questa parete. Questa volta con me c’è Bruno Fonnesu, prolifico chiodatore di tante falesie della zona nonché primo tracciatore ed ideatore dei trekking costieri dell’Iglesiente. Su queste pareti, ormai famose in tutta Europa, si sono avvicendati fior di apritori. E persino Michel Piola vi ha aperto la sua via! Forse la scogliera è ormai prossima alla saturazione, forse c’è ancora spazio… in ogni caso non è questa oggi la nostra priorità. Lo svizzero Louis Piguet e rappresentante della Mammuth, in una sua lettera, mi ha lanciato una provocazione: “Invece di aprire sempre vie nuove, dovresti finalmente metterti a pensare a quelle che hai aperto vent’anni fa e che oggi sono tutte arrugginite! Prendi esempio da Michel Piola ed i fratelli Remy che lo fanno!”. Un po’ stizzito, ho risposto che io non ero sovvenzionato per chiodare, come gli apritori da lui citati, e che rinchiodare le vie inox sarebbe stato un costo di tempo e di denaro che non mi potevo permettere… Poi però ci ho rimuginato su e ne ho parlato con Bruno. Sapevo che avrei trovato una persona disponibile per fare lo sporco lavoro e così, in due o tre giornate di fatica, abbiamo rimesso completamente a nuovo “Non spezzarmi il cuore”. Certo, come si fa normalmente oggi, abbiamo “ottimizzato la linea” e “limato” leggermente qualche obbligatorio, ma la via non è stata snaturata né è divenuta una via plaisir… Ha mantenuto intatto insomma il suo carattere originario. Ma, soprattutto, abbiamo constatato che rinchiodare è molto più faticoso, e meno divertente, di aprire. E’, insomma, un lavoraccio e talvolta spezzare gli zincati ormai arrugginiti non è poi così semplice!

Primavera 2012. Sulla scia di questa richiodatura anche Corrado Pibiri è tornato per risistemare la sua vecchia via del 1985 “L’Italia Liberata”. Con l’aggiunta di parecchi fix, è divenuta la via lunga forse più facile di Masua (6a) mentre il livello minimo delle multipitches di questa scogliera è sempre stato il 6b. Un bel colpo di “marketing” direbbe qualcuno! In realtà abbiamo sempre sentito l’esigenza di una bella e facile via su questa bella scogliera, magari dove portare gli allievi dei corsi. Ma, siamo certi, non ci saranno solo gli allievi sull’Italia Liberata! Ma, come ogni apritore che si rispetti, effettuando anche lui lo sporco lavoro del richiodatore non ha potuto fare a meno di guardarsi un po’ in giro. Così è stato impossibile non notare il bel diedro rosso alla destra del Pilastro. Insieme al fido Fabio Erriu, è tornato poi per creare il “Diedro delle mie Brame”, una bella via di tre tiri. Ed altre novità, vi assicuro, bollono in pentola! Che stia per nascere l’era “Masua plaisir”?

Maurizio Oviglia

MASUA - Pilastro dell’Italia Liberata

Via “Diedro delle mie brame”
Prima salita: Corrado Pibiri e Fabio Erriu maggio 2012
90 m – 6b+ max/S2/I
via interamente spittata, discesa in doppia

Via “Italia Liberata”
Prima salita: Corrado Pibiri e Francesco Salis 25 aprile 1985
Richiodata a fix inox nell’aprile 2012 da Corrado Pibiri e Fabio Erriu
110 m – 5c+ max/S1+/I
via interamente spittata, discesa in doppia
portare 10 rinvii e una corda da 70m per la discesa

Via “Non Spezzarmi il cuore”
Prima salita: Maurizio Oviglia e Antonello Pala febbraio 1994
Richiodata a fix inox nel dicembre 2011 da Maurizio Oviglia e Bruno Fonnesu
130 m – 6b+ max (6a obbl)/S1+/I
via interamente spittata, discesa in doppia
portare 10 rinvii e una corda da 70m per la discesa

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