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Da La Casa di Bacco verso la pianura.
Photo by archivio Giulio Conta e Davide Nizi
Su primo tiro a Tavagnasco.
Photo by archivio Giulio Conta e Davide Nizi
Fulvio Conta sale il primo tiro di Casa di Bacco
Photo by archivio Giulio Conta e Davide Nizi
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Il Canavese e le sue cascate di ghiaccio

20.04.2012 di Planetmountain

Tre cascate di ghiaccio piemontesi: La Casa di Bacco, Bacio nel labirinto di Dethlefs e la "nervosa" cascata di Tavagnasco, presentate da Giulio Conta

Il freddo se n'è andato da tempo, ma i ricordi no, e neanche le notizie delle salite di nuove cascate comprese quelle che si formano di rado. Ecco quindi tre colate, nel Canavese in provincia di Torino, raccontate da Giulio Conta.


Il Canavese e le sue "Colate"… s.l.m.
di Giulio Conta

Stagione strana per le cascate quella passata, subito troppo caldo, poi tanto freddo, scivolato via troppo presto, e il ghiaccio torna a saper di primavera diventando di nuovo acqua. La voglia di scalare come sempre c’è, e tanta, e in questa Valle o in quella, sussurrando piano le condizioni, le relazioni, le avventure, si passano informazioni, si parte e si prova, si scala. Questa volta, in particolare, tra aperture, tentativi e ripetizioni dal sapore speciale.

Siamo al confine tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, e il forte calo delle temperature gioca finalmente a favore del ghiaccio. Da Carema (To), ultimo abitato piemontese sulla SS26 è ben visibile, entrando in valle, in alto sulla destra, una linea. Quanti salti? Quale grado? E le soste? Come si arriva? E gia stata salita? Il difficile accesso e le notizie che si perdono nel vento giocano in sua difesa.

Ma meno si conosce, più si vuole sapere, così una mattina di inizio Febbraio quattro amici salgono a vederla, a tentarla. Per uno di loro, qualche anno è già passato, dalle prime salite, dai primi attrezzi, dalla voglia matta di scoprire, dalle avventure insieme alla Vecchia Guardia, da quell’Epoca così speciale: Fulvio Conta, "Very Local Person" della zona, poi ci sono Jane Ladlie, David Nizi e Giulio Conta…lo stesso cognome non è un caso!

Raggiunto l’attacco con un po' di fortuna e un po' di classico ingaggio, tra rovi e similari, il panorama che fa da contorno è da cartolina. Il sole che illumina l’imbocco della Val d’Aosta tutto imbiancato rende ancor più speciale il momento. Nonostante i meno 19 di quella mattina in Ivrea, a Carema, che si trova a soli 349 slm, tra gelo e disgelo la fa da padrona una gelida doccia. Fulvio ancora una volta risolve con eleganza la lunghezza più difficile, e un tiro dopo l'altro siamo in cima: "La Casa di Bacco" è salita. Ai suoi piedi, invece di pietraie o valloni, vigneti e paesini. Emozione speciale, una linea nuova, che si vede da casa, sapore norvegese verso la pianura di Eporedia.

In quegli stessi giorni c’è un'altra cascata che sembra formarsi, poi crolla, c’è e non c’è, ammonendo i più solerti a salirla. La colata è a Tavagnasco (To), ben visibile dall’autostrada, di fronte alla falesia di Montestrutto. - È una "cascata nervosa", può collassare da un momento all’altro – la definiscono così i ghiacciatori della zona, che le fanno la corte da tanto. Ma le condizioni sembrano propizie, il meteo studiato, spiato di giorno in giorno, sembra finalmente concedere una possibilità accettabile, con temperature polari.

…i primi capelli grigi del "Local" indicano che il tempo è passato in fretta, da quando fu adocchiata, da quando le incursioni sul ghiaccio scandivano il ritmo della stagione invernale e i pionieri aprivano e aprivano…e aprivano. Ma non Lei. Bisogna fare in fretta, la Signora di Ghiaccio ha mostrato di essere timida, suscettibile e senza modestia, qualità proprie di quelle Dame antiche che non danno una seconda chance. Potrebbe non rivelarsi più.

Cosi una mattina Fulvio tenta una salita, "La Salita". All’attacco però, vapori inconsueti e una strana umidità avvisano che forse non tutto funziona come dovrebbe; i colpi con le picche che entrano fino al polso, nella granita verticale, danno voce al monito di scendere…e infine un crollo importante delle frange sommitali dice No! al completarne la salita…per questa stagione.

Ma dato che non c’è il due senza il tre, rimaniamo in zona, per parlare di un altro "gioiello". Bacio nel labirinto di Dethlefs. Aperta da Roberto Giovanetto, Fulvio Conta e Alessandro Andreoni nel 2001, si trova di fronte a La Casa di Bacco, circa alla stessa altezza nella Valle. Non lontana dall’abitato di Santa Maria, sopra Quincinetto. Dedicata a Simone Grosso, il nome fu scelto dalla sua fidanzata. Ha avuto una sola ripetizione, Alessandro Andreoni, Diego Margiotta e Giulio Conta l’hanno salita in ottime condizioni nel 2010. Sette tiri mai banali lungo i quali è ancora presente una fettuccia lasciata quel giorno dell’apertura con Roberto, tacita testimone del tempo che scorre, delle cose che cambiano, dei ricordi che riaffiorano, ma alla fine, "Loro", in un modo o nell’altro sono sempre li, anno dopo anno, a farsi corteggiare.

LA CASA DI BACCO
BACIO NEL LABIRINTO DI DETHLEFS

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