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In discesa dalla cima di Sasser Kangri II per raggiungere l'ultimo bivacco.
Photo by Steve Swenson
Nejc Marčič e Luka Stražar e, nello sfondo, il K7 West (6934m) Charakusa valley, (Karakoram, Himalaya).
Photo by Expedition Charakusa 2011
Meru. Lo Shark's Fin è l'inconfondibile pilastro in primo piano che svetta a destra.
Photo by Meru Eleven
Venas Azules, Torre Egger, Patagonia.
Photo by archivio Bjørn-Eivind Årtun
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Piolet d'Or 2012, le 6 nominations

14.02.2012 di Planetmountain

Dal 21 al 24 marzo 2012 a Courmayeur e Chamonix (Monte Bianco) si svolgerà la XX edizione del Piolets d'Or. Ecco le 6 salite nominate per l'assegnazione della piccozza d'oro, mentre all'alpinista francese Robert Paragot va il Piolet d'or alla Carriera.

Le 6 nominations del Piolet d'Or portano subito una nota di dolore: Bjørn-Eivind Årtun nominato con Ole Lied per la bellissima via Venas Azules sulla Torre Egger in Patagonia, non ci sarà. Come tutti sappiamo il fortissimo climber norvegese la scorsa settimana ha perso la vita con il suo compagno di scalata Stein-Ivar Gravdal mentre tentavano una nuova via sulla vertiginosa parete norvegese del Kjerag. Probabilmente questa è la prima volta che una cosa così succede al Piolet d'or. Si potrebbe anche dire che questo è l'alpinismo… ma di certo non diminuisce per nulla il dolore. Quel che è sicuro è che a Bjørn-Eivind Årtun sarà riservato un ricordo speciale in questo 20° Piolet d'Or. Come al centro dei riflettori sarà Robert Paragot che riceverà, dopo Bonatti, Messner e Scott, il Piolet Carriere. Un riconoscimento che all'alpinista francese va per la sua storia partita da Fontainebleau (in perfetto stile Bleausard), poi continuata sulle Alpi (soprattutto con Lucien Bérardini) ma anche con la prima salita della parete sud dell'Aconcagua (1953), con la salita dello Jannu (1962), la prima sulla nord dello Huascarán e con la spedizione al Makalu del 1971.

Passando alle nominations troviamo tutte vie salite in stile alpino e da spedizioni molto "leggere", come del resto ormai è nello stile delle ultime edizioni della "Piccozza d'oro". C'è da ribadire la presenza (e il ritorno dopo molto tempo) della Patagonia con la vertiginosa via aperta nel dicembre scorso, appunto da Bjørn-Eivind Årtun e Ole Lied, sulla Torre Egger. E poi c'è da segnalare la presenza di due team statunitensi e di altrettanti team sloveni. La prima cordata statunitense, formata da Conrad Anker, Renan Ozturk e Jimmy Chin, ha realizzato una gran via sul Meru Peak (6310m, India), una linea che fa dell'estetica davvero impressionante, ma anche della difficoltà su terreni diversi (6A, A4, WI5, M6), la sua carta vincente. La seconda invece, composta da Mark Richey, Steve Swenson e Freddy Wilkinson, è in corsa per il Piolet per la via aperta lungo la parete est del Saser Kangri II (7.518m, India), una montagna "grande" che i tre hanno affrontato con un'avventura che li ha coinvolti totalmente.

Per quanto riguarda i team sloveni. Da sottolineare la performance dei giovani Luka Strazar e Nejc Marcic che, alla loro prima esperienza in Himalaya, hanno centrato la salita dell'inviolata parete ovest del versante ovest del K7 (6.858m, Pakistan). Una montagna, se volete, che le salite di Stevie House e di Marko Prezelj hanno reso un simbolo del "nuovo stile alpino". Ad affiancarli, sempre dalla Slovenia, saranno Ales Holc, Peter Juvan e Igor Kremser per la loro prima salita della parete nord-ovest del remoto Xueliang Feng (Cina).

A completare la lista, infine, c'è la salita della nuova via sul Pic Pobeda, potente (7.439m) e fredda montagna del Kirghizistan da parte dei kazaki Denis Urubko e Gennady Durov. La loro via si chiama Dollar Road. Un sogno a lungo inseguito che ha già vinto il Piolet d'Or Asia 2011 (il 2° per Urubko) e che vede lo stesso Urubko ancora alla ribalta della "piccozza d'oro" in cui è già stato protagonista con tre nominations e una "vittoria" nel 2010 insieme a Boris Dedechko per la nuova via sul Cho Oyu.

Resta da dire che la giuria che ha scelto, tra 81 salite, i nominati di questa 20a edizione è di sicuro livello. Ne fanno parte l'americano Michael Kennedy (editore di Alpinist) in veste di presidente, e alpinisti come Valeri Babanov, Alberto Inurrategi, Ines Papert, Liu Yong e un esperto giornalista come Alessandro Filippini. D'altra parte, lasciateci anche dire, che un po' sorprende non vedere tra le realizzazioni candidate al Piolet la prima salita invernale del GII di Simone Moro, Dens Urubko (ancora) e Cory Richard. Forse gli Ottomila non hanno più il fascino di una volta, ma quella prima invernale, per lo stile in cui è stata fatta, sicuramente meritava di più. Anche se bisogna ribadire che, altrettanto sicuramente, quelle in nomination sono tutte grandi salite.

L'appuntamento con il Piolet d'Or è a Courmayeur e Chamonix dal 21 al 24 marzo. Il 24 marzo a Courmayeur nella grande serata finale si conosceranno il vincitore del Piolet d'Or 2012.


LE SEI ASCENSIONI NOMINATE ALLA 20esima EDIZIONE DEI PIOLETS D'OR
Pic Pobeda (7.439m), Kirghizistan
Il Pic Pobeda e' la cima oltre i 7.000 metri più a nord del mondo. Simbolo dell'alta quota per gli alpinisti del continente asiatico, il suo vasto versante nord - ripido e sovente esposto - presenta un dislivello di 2.500 metri. Affrontata in stile alpino, questa parete rappresenta una sfida moderna, tecnica e impegnativa. Dal 10 al 15 agosto 2011 i kazaki Denis Urubko e Gennady Durov hanno aperta una quinta via (la terza nella parte finale che porta alla cima), denominata Dollar Road. L'ascensione ha già vinto il Piolet d'or Asia nello scorso novembre.
Difficoltà: M6
- Pik Pobeda e Peak Prezhevalskogo, nuove vie in Kirghizistan per Urubko, Durov e Dedeshko

Saser Kangri II, cima est (7.518m), India
L'ascensione condotta dagli statunitensi Mark Richey, Steve Swenson e Freddy Wilkinson in India e' un altro esempio delle imprese di esplorazione in stile alpino compiute nel 2011 in alta quota. Nel corso di una spedizione di due mesi nel Karakorum indiano, i tre scalatori hanno completato la prima ascensione alla cima est del Saser Kangri II. Per la ripida parete sud est, lunga 1.700 metri, la cordata è arrivata sulla vetta il 24 agiosto dopo quattro giorni di salita e tre bivacchi. Senza essere tra i più alti, l'itinerario e' caratterizzato da elevate difficoltà tecniche nella parte sommitale.
Difficoltà: W14, M3
- Saser Kangri II prima salita per Richey, Swenson e Wilkinson

K7, cima ovest (6.858m), Pakistan
Lungo la 'vergine' parete ovest del versante ovest del K7 i giovani sloveni Luka Strazar e Nejc Marcic, rispettivamente 23 e 26 anni (alla prima esperienza in Himalaya), hanno raggiunto la cima dopo un'ascensione in puro stile alpino. La nuova via - aperta in tre giorni e denominata Dreamers of the Golden Caves - si sviluppa lungo 1.600 metri di misto. Si tratta, inoltre, della terza salita assoluta su questa celebre vetta nella valle di Charakusa (i primi a scalarla furono Marko Prezelj, Steve House e Vince Anderson nel 2007 dal versante sud). Esplorazione, tecnica, stile minimalista e impegno hanno caratterizzato quest'impresa.
Difficoltà: AI5, M5, A2
- Nuova super via slovena sul K7 West

Xuelian Nord-Est (6.429m), Cina
Quella dello Xuelian nord-est era una delle ultime grandi vette vergini del massiccio recentemente scoperto dello Xueliang Feng, nella regione del Tien Shan cinese. Gli sloveni Ales Holc, Peter Juvan e Igor Kremser hanno raggiunto la cima in puro stile alpino, affrontando la lunga e elegante parete nord-ovest in quattro giorni, prima di tornare a valle dal versante sud-est. La giuria è rimasta colpita dalla lunghezza e dalle difficoltà tecniche di questa salita compiuta con uno stile minimalista. La nuova via - aperta dal 27 al 31 luglio - è stata denominata Arete of trust.
Difficoltà: AI5, M5+
- Gli sloveni salgono per primi il Xuelian North-East in Cina

Meru (6.310m), India
Già tentata da numerose spedizioni a partire dal 1986, questa linea incredibile al centro del versante est dei Meru peaks - denominata Shark's fin - e' stata salita per la prima volta integralmente dagli statunitensi Conrad Aker, Renan Ozturk e Jimmy Chin. Questa via, particolarmente elegante, ha tutte le difficoltà dell'alpinismo moderno: roccia dove alternare una complessa arrampicata libera a un'impegnativa arrampicata in artificiale, ma anche un misto delicato nella parte finale.
Difficoltà: 6A, A4, WI5, M6.
- Meru Shark's Fin, successo per Conrad Anker, Jimmy Chin e Renan Ozturk

Torre Egger (2.850m), Argentina
Le cime della Patagonia attirano sempre gli scalatori più tecnici del mondo dell'alpinismo. Terra lontana sferzata dal vento del sud, è caratterizzata da singolari formazioni glaciali che appaiono sulle sommità granitiche. Più raramente il gelo ricopre le lisce lastre rocciose, a volte totalmente secondo l'orientamento del vento. Come un regalo venuto dal cielo, il gelo ha 'tappezzato' a fine dicembre il fianco destro del grande diedro sulla parete sud della Torre Egger, a fianco al Cerro Torre. I norvegesi Bjorn Eivind-Aartun e Ole Lied hanno scalato questo 'lenzuolo' verticale che avvolgeva la montagna, sorprendendo per l'opportunismo l'intera comunità alpinistica.
Difficoltà: M5, 95 gradi
- Torre Egger, nuova via per Aartun e Lied in Patagonia

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