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Adam Ondra su Hubble, 8c+ (Ben Moon 1990, Raven Tor, UK)
Photo by Vojtech Vrzba
Adam Ondra su Directa Open Your Mind 9a/a+ (Ramon Julian 2008, Santa Linya, Spagna
Photo by Vojtech Vrzba
Adam Ondra su Directa Open Your Mind 9a/a+ (Ramon Julian 2008, Santa Linya, Spagna
Photo by Vojtech Vrzba
Adam Ondra su Three Degrees of Separation 9a (Chris Sharma 2007, Ceuse, France)
Photo by Bernardo Gimene
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Adam Ondra, le vie che non riesco a chiudere!

12.01.2012 di Planetmountain

Il climber Adam Ondra racconta e descive a Planetmountain le vie di arrampicata sportiva che non è riuscito a salire: Hubble, Three degrees of Separation, Underground e altre ancora.

Umano! Visto che siamo abituati a sentire e a riportare gli incredibili successi di Adam Ondra su alcune delle vie e dei boulder più difficili del mondo, ci si potrebbe farsi l'idea che tutto sia facile per il talento dell'arrampicata mondiale. Ovviamente non è così. Le sue salite avvengono grazie ad un mix di talento allo stato puro unito a sforzi pazzeschi che non sempre vanno a buon fine. Così, mentre il 18enne climber della Repubblica Ceca si è preso due settimane di meritata pausa, abbiamo pensato che fosse giunto il momento di guardare alla sua arrampicata da una prospettiva diversa, quella delle vie che gli hanno detto no! Ecco quindi l'analisi di alcuni suoi insuccessi, raccontati e spiegati dallo stesso Adam Ondra. Sono vie, quelle che Adam elenca e descrive in ordine alfabetico, con difficoltà dal 9a+ fino all' 8b (tutte liberate, una addirittura più di 20 anni) che ancora gli resistono... Sì, dopo tutto anche Adam è quasi umano!

Directa open your mind 9a/a + (1a rotpunkt Ramon Julian 2008, Santa Linya, Spagna)
Un inizio boulderoso di circa 8c+ porta ad Open your mind, un 9a “facile” con dei buoni riposi che avevo chiuso al secondo tentativo nel 2008. Un anno più tardi, dopo due o tre giorni di fatica sono riuscito a fare la sezione boulderosa, ma poi sono caduto nella parte alta di Open Your Mind. Il giorno successivo sono caduto ancora più in alto, nell'ultima sezione che non è più di 8b/b+ e che ha anche un riposo abbastanza buono. E' stato stressante cadere da sezioni che mi erano sembrate così facili l'anno prima, e poi ci sono caduto nuovamente!. Dopo cinque giorni di tentativi sono andato via per lasciare alla mia mente un po' di riposo. Alla fine del viaggio sono tornato alla grotta pensando che l'avrei chiusa subito, ma il successo è rimasto lontano.

Hubble 8c+ (1a rotpunkt Ben Moon 1990, Raven Tor, UK)
Il primo 8c+ al mondo che, a mio parere, facilmente potrebbe anche essere 9a. Non è la linea più stimolante, sembra più simile ad un boulder con la corda seguito da un top più facile, ma bisogna ammettere che per l'epoca è stata una via rivoluzionaria in termini di difficoltà e credo che non sia affatto più facile di Action Directe, il primo 9a aperto un anno più tardi. L'ho provata soltanto in due giornate distinte. La prima volta nel 2010 dopo la Coppa del Mondo di Sheffield e, non essendo molto fresco, non sono riuscito a fare un singolo, quello di accoppiare sul rovescio, proprio lì dove lo scozzese Malcolm Smith si è fermato e ha preso la magnesite, davanti alla fotocamera di Heinz Zak! L' anno dopo l'ho ritentato, esattamente la mattina dell'ultimo giorno del mio viaggio in Inghilterra: riuscivo a sentire una significativa differenza grazie all'allenamento sul Pan Güllich, ma nonostante ci sia andato vicino, ho fallito. Sono forti questi britannici!

Jungle Speed 9a (1a rotpunkt Daniel Jung 2010, Siurana, Spagna)
Una via boulderosa appena a destra di La Capella, un 9b che ho liberato nella primavera del 2011. Ho iniziato a provare questa via parallelamente a La Capella nell'inverno 2010 durante la mia “missione” per ripetere Golpe de Estado 9b, cioè quando faceva troppo freddo per salire una via così lunga come Golpe. Mi sembrava che una via boulderosa fosse il modo giusto per evitare di congelarsi le dita e di essere soffiato via dal vento terrificante. Ho sempre tentato prima La Capella e poi sono passato a Jungle Speed, ma questa non si è rivelata una tattica particolarmente efficace. L'ultimo giorno del mio viaggio del 2010 è stato l'unico giorno in cui l'ho tentata da “fresco” e sono caduto proprio in cima, o meglio sono scivolato, a causa delle dita congelate e troppo asciutte. Nel 2011 la stessa storia, tentavo quando ero troppo stanco, con i rinvii appesi per un decina di giorni, e trascurati per la maggior parte del tempo. Dopo aver liberato La Capella nell'ultimo giorno del viaggio ero eccitato e pensavo finalmente di farla, ma sono stato troppo ottimista! Tutto mi faceva così male che sono stato felice sono quando sono salito per togliere i rinvii...

Orca 8c + (1a rotpunkt Alex Huber 2001, Schleierwasserfall, Austria)
Questa via si trova nella parte superiore dello Schleierwasserfall, nel settore Acquario. Condivide la stessa partenza di un vecchio progetto che ho liberato in seguito chiamandolo Fugu (9a), ma Orca parte verso sinistra sotto il passaggio chiave di Fugu. Fino a questo punto non è più di 8a, ma la sequenza boulderosa subito dopo aver lasciato Fugu è circa 8A+ boulder. Due movimenti atroci. Nello spazio di due metri non c'è altro che un buco svaso e una tacca larga un millimetro che serve come intermedio. Fino ad oggi nessuno, tranne Alex Huber che l'ha liberata, è stato in grado di fare il singolo.

Qui 9a (1a rotpunkt Stefan Fürst 1996, Geisterschmiedwand, Austria)
La via più dura su questa parete eccezionale, sulla quale però non è facile provare le vie dure perché è sempre bagnata, pur essendo esposta al sole dalle 9 in poi. Il che significa che l'unico momento per tentare le vie è la mattina presto. Stefan l'ha lavorata molto: Qui sale il passaggio chiave della via Wagnis Orange, probabilmente il secondo 8c al mondo (anche se inizialmente gradato 8b+) e liberato da Gerhard Hörhager nel 1988. Dopo i primi 10 metri di Wagnis e un'arrampicata di almeno 8b+, si continua dritti invece di salire verso destra. Quei 10 metri “ghisano” parecchio: le prese sono piccole tacche o svasi e i riposi non sono buoni. Quando lasci Wagnis arrivi ad un brutto riposo, da dove guardi su verso l'atroce boulder: piccolissimi verticali, il meglio del meglio! Ho investito 5 giorni su questa via ed ero anche in ottima forma perché salivo velocemente tutti gli altri 9a, ma non ci sono riuscito, rompendo persino un appoggio chiave all'ultimo giorno di tentivi. Qualcosa potrebbe essersi rotto subito dopo la salita di Stefan, ma dopo la mia rottura la via è sicuramente non più facile di 9a+. In ogni caso, rimane ancora da ripetere.

Three degrees of Separation 9a (1a rotpunkt Chris Sharma 2007, Ceuse, Francia)
Una linea molto fiera con alcuni dei movimenti più pazzi che io abbia mai visto. Tre enormi dinamici per aggrapparsi a delle “ronchie” perfette è qualcosa di molto raro da trovare nell'arrampicata su roccia, specialmente nel bel mezzo di una via. L'ho provata per quattro giorni nel 2010, ma in realtà non sono mai stato in grado di fare il passo chiave, nemmeno come singolo anche se ci sono andato molto vicino. Devi essere in grado di fare facilmente il salto come singolo, perché i sottostanti 20 metri di 8c ti spompano davvero. Beh, i dinamici non sono mai stati il mio forte, non ho la potenza esplosiva per farli, ma almeno posso sfruttare la mia altezza. In ogni caso il fatto che la via sia ancora irripetuta, nonostante i molti tentativi, indica che potrebbe facilmente essere più difficile di 9a...

Undergroud 9a (1a rotpunkt Manfred Stuffer, Massone, Italia)
L'idea di provare questa via a-vista, o flash, ha preso forma quando avevo nove anni. Un giornalista di una rivista di arrampicata Ceca mi ha chiesto se avessi intenzione di provarla in futuro, dal momento che era appena stata ripetuta da Tomas Mrazek, all'epoca sicuramente il mio modello. E la mia risposta è stata semplice come la mia anima di ragazzino che vedeva le barriere senza limiti, a prescindere di quanto folli potessero sembrare: "Me la tengo per salirla a-vista”. Un paio di anni più tardi ho smesso di credere che una on-sight fosse possibile e ho guardato il video di Tomas. Salirla al primo tentativo non mi sembrava più così impossibile e siccome avevo visto quel video, perché non provare a salirla flash? Bisogna dire che nelle a-vista e soprattutto nei flash è molto difficile reggere la pressione, è estremamente difficile tenere a bada i dubbi, ma comunque nella primavera 2011 mi sentivo forte sia mentalmente, sia fisicamente. Ero molto fiducioso di essere in buona forma, stavo tornando dal mio grande viaggio in Andalusia. Come si è dimostrato, sono quasi riuscito a controllare le mie emozioni e sono quasi riuscito a salire la via flash. Lottando duramente ho fatto la sezione centrale, ero molto preciso, simile ad un robot, ma poi ho esitato un attimo nella parte alta, per una frazione di secondo mi sono preoccupato della corretta posizione del corpo, ho perso la forza e sono caduto poco sopra. Ero andato così vicino a realizzare il mio sogno d'infanzia... Sono caduto quasi fino a terra, mi sono fatto calare e non l'ho mai più provata.

8b Vibrot (Seynes, Francia)
Nella primavera del 2010, in viaggio per la Spagna e dopo una breve malattia, ho voluto riscaldarmi un po' in questa falesia nel sud della Francia. Ho salito alcuni 8a+ e 8b a-vista e alla fine della giornata ho scelto un 8b leggermente strapiombante sul lato sinistro della parete. Una on-sight era fuori discussione e ho anche trovato difficoltà a fare alcuni singoli! La via sale per alcune terribili tacche e brutti appoggi, ed individuare le poche prese su questa parete è stato davvero difficile E così anche il mio secondo tentativo è stato distante anni luce dal successo!

Naturalmente ci sono molte altre vie, anche nei gradi più bassi, che non sono riuscito a salire, ma quelle di cui ho parlato sono quelle che, per un motivo o un altro, sono state fonte di più frustrazione. E naturalmente ho fallito su molti più boulder, anche perché nel boulder è più facile trovare dei singoli che non sono adatti al mio stile, o forse è perché la linea non mi ispira abbastanza per continuare a provarla. Ma forse un giorno tornerò!


Adam Ondra a Ceüse su L‘étrange Ivresse des Lenteurs e Three Degrees of Separation

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