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Graziano Boscacci e Ivan Murada impegnati nel Rally delle Orobie.
Graziano Boscacci e Ivan Murada impegnati nel Rally delle Orobie.
Photo by Boscacci & Murada
Sopra: Graziano Boscacci classe 1969, un metro e ottantatre per 84 chilogrammi. Sotto: Ivan Murada, classe 1965, un metro e settantuno per 65 chilogrammi
Sopra: Graziano Boscacci classe 1969, un metro e ottantatre per 84 chilogrammi. Sotto: Ivan Murada, classe 1965, un metro e settantuno per 65 chilogrammi
Photo by Luca Ferrario
Sopra: all'arrivo del 13° Mezzalama. Sotto: 16° Pierra Menta Tivoly – la più dura gara di sci alpinismo d’Europa.
Sopra: all'arrivo del 13° Mezzalama. Sotto: 16° Pierra Menta Tivoly – la più dura gara di sci alpinismo d’Europa.
Photo by Boscacci & Murada
Sopra: Giro del Monviso, Coppa Italia, Graziano Boscacci e Ivan Murada sul podio. In mezzo: Boscacci & Murada in fase di spinta durante una gara. Sotto: Sopra e sotto premiazione del 13° Trofeo Mezzalama. Vinto da Blatter, Boscacci & Murada in 4h 32’22”, record della corsa.
Sopra: Giro del Monviso, Coppa Italia, Graziano Boscacci e Ivan Murada sul podio. In mezzo: Boscacci & Murada in fase di spinta durante una gara. Sotto: Sopra e sotto premiazione del 13° Trofeo Mezzalama. Vinto da Blatter, Boscacci & Murada in 4h 32’22”, record della corsa.
Photo by Boscacci & Murada
INFO / links & info:
    Trofeo Mezzalama
    "...è il coronamento dei nostri sogni. Ma è anche la degna conclusione di dieci anni di grandi sforzi ed enormi sacrifici. Tirare fuori in gara un bell’acuto, dopo essersi allenati per tanti anni sottovoce, è bellissimo. Viene da piangere a pensarci"

    "... Siamo partiti sicuri di fare bene, ecco perché Graziano ha infilato nello zaino una bottiglia di spumante e se l’è portata per 45 km."

    La coppia
    "In linea di massima ci equivaliamo, ma la squadra va veramente a pieni giri quando io tiro la salita e Ivan conduce in discesa. In effetti Graziano da tutto sulle salite (ha iniziato a correre in montagna a 15 anni con suo padre, da sempre un grande appassionato degli sport di fatica), a me non resta che “incollare” le punte degli sci alle code dei suoi. Quando “andiamo giù” Ivan è irresistibile, tira fuori la stoffa dell’ex discesista ed io devo solo badare a stare nel solco".

    Scialpinismo di 'corsa'
    "E' chiaro che serve un cuore di acciaio cromato e possibilmente inossidabile, potremmo aggiungere. Ma lo ripetiamo, senza la giusta preparazione non si va da nessuna parte. In questi dieci anni abbiamo fatto tutto il possibile per non guastare e per amministrare al meglio il fisico che i nostri genitori ci hanno dato mettendoci al mondo. Abbiamo faticato e sofferto come tutti, perché la vita è ruvida e di solito poco pettinata. E allora bisogna aggiungere anche un pieno di caparbietà/volontà, per non perdersi".

    L'autore dell'intervista
    Luca Ferrario è nato a Busto Arsizio (VA) nel 1963. E' geologo e lavora in Agip. Da oltre dieci anni pratica lo scialpinismo. Nel periodo 1995-99 ha pubblicato vari articoli di alpinismo e scialpinismo sulla Rivista del CAI. Dal settembre 1999 collabora con Il Sole-24 Ore–Domenica e da gennaio 2001 con Planetmountain.com.

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    INTERVISTE PLANETMOUNTAIN

Graziano Boscacci e Ivan Murada

08.05.2001 di Luca Ferrario

Intervista ai vincitori della Coppa Italia 2001 di scialpinismo e del 13° Trofeo Mezzalama, la più prestigiosa gara d’Europa. Graziano Boscacci e Ivan Murada raccontano dieci anni di grandi sforzi ed enormi sacrifici, coronati da straordinari risultati.

E dieci. Vincendo il Tour du Rutor il 16 aprile, giorno di Pasquetta, Boscacci & Murada hanno conquistato la 1° Coppa Italia di scialpinismo. Dieci successi con i quali i due atleti valtellinesi hanno svoltato la stagione 2001 in un trionfo.

Velocemente: 3 vittorie in Coppa Italia (Giro del Monviso, Trofeo dell’Adamello e Tour du Rutor); 5 vittorie in Coppa delle Alpi, giunta quest’anno alla 12° edizione (Gara delle Orobie, Gara di Val Canale, Gara della Val di Rezzalo, Rally della Val Tartano e Rally del Pizzo Scalino); primi alla 7° Sella Ronda Skimarathon e ancora primi alla 27° Sci alpinistica del Brenta. Secondi, può capitare anche a loro, alla 16° Pierra Menta Tivoly – la più dura gara di sci alpinismo d’Europa –. Voto: 10.

Per chiudere la stagione 2001 e per far saltare il banco, Boscacci & Murada si sono iscritti al Trofeo Mezzalama – la più prestigiosa gara d’Europa, l’unica alla quale partecipano squadre formate da tre atleti – con lo straniero: lo svizzero Heinz Blatter.

Il 28 aprile si è regolarmente tenuto il Mezzalama; Blatter, Boscacci & Murada l’hanno regolarmente vinto. L’undicesima vittoria, e non poteva essere altrimenti, visto l’annata, ha portato anche il nuovo record del tracciato: 4h 32’22”. Voto, aggiornato al 28 aprile: 11, se fosse possibile.

Avevo lasciato Graziano Boscacci & Ivan Murada (32 & 36 anni) il 18 febbraio in Val Tartano, splendidi dominatori del Rally. Era la quarta gara che vincevano dall’inizio dell’anno ed erano preoccupati di far bene nelle successive. Li rivedo, il giorno dopo il Mezzalama, a casa loro. Albosaggia, un paese di 3300 abitanti ha: un municipio, due chiese, un paio di pub, parecchie fontane (tutto prevedibile) e la Polisportiva (imprevedibile).

Imprevedibile perché nessun’altra località, neppure in Austria (patria dello sci alpino), si è mai consacrata al culto dello sci alpinismo come questo paesino attaccato a Sondrio. «Oggi ad Albosaggia abbiamo un atleta ogni 200 abitanti – mi dicono Graziano & Ivan – e ogni famiglia ha in casa almeno due paia di sci. La Polisportiva è il punto di riferimento di molti ragazzi che amano lo scialpinismo. Un scelta inconsueta, se vuoi, ma convinta e motivata.


E va bene nulla di speciale, mi verrebbe da dire, ma da dove arriva tanta passione?
"Secondo qualcuno basta poco: gli dei fanno un segno sul mappamondo e dove prima non c’era nessuno nasce un superdotato. Beh, noi non ci crediamo. Qui, come in tutta la Valtellina, ogni ragazzo è impegnato nella fatica e nel piacere di stare al mondo. Una grande passione, come può essere lo scialpinismo, si può accendere solamente se c’è il giusto innesco e nella Polisportiva non manca. Noi viviamo intensamente, ma soprattutto in allegria ogni trasferta, gara e vittoria".

Quando è nata la Polisportiva Albosaggia?
"La Polisportiva fu fondata nel 1978 per sostenere lo sci da discesa. A metà anni ottanta, a causa della chiusura dei vicini impianti di risalita del “Campei”, si decise di diffondere la pratica dello scialpinismo. Una sterzata coraggiosa e non certo influenzata dalla moda del momento. Così, nel 1984 è stata organizzato per la prima volta il Rally delle Orobie, la gara di casa divenuta sempre più sentita ed importante. La coppia Rovedatti & Vescovo cominciò allora a mietere i primi successi; nella loro scia ci siamo inseriti noi".

Voi da quanto tempo correte insieme?
"Nel 1991 abbiamo corso insieme il primo rally, quello dell’Adamello: arrivammo terzi. Da allora non abbiamo mai smesso di correre. Ad oggi abbiamo disputato probabilmente 120 rally e gare in linea. Ogni anno riusciamo a partecipare a 13-14 gare. In pratica da gennaio ad aprile gareggiamo quasi tutte le domeniche. Un impegno che esalta ma allo stesso tempo logora; c’è il rischio di arrivare a fine stagione in riserva".

E la prima vittoria?
"Arrivò nel 1992 al Rally della Val Tartano. Il numero di vittorie non lo abbiamo mai tenuto aggiornato, dovrebbero essere una cinquantina. I successi sono cresciuti di anno in anno, è questo non è un caso. All’inizio ci siamo lanciati all’inseguimento degli “anziani”, poi abbiamo sgomitato per battere i nostri coetanei sino al giro di boa del millennio, quando abbiamo centrato la più incredibile delle stagioni, irripetibile probabilmente. L’anno prossimo saremo noi gli “anziani” e questo vuol dire che dovremo cercare di non farci spianare dai giovani che arriveranno con la voglia di demolirci".

Andiamo all’ultima vittoria, il Mezzalama. Perché avete reclutato lo svizzero Blatter?
"E' semplice. Noi volevamo conquistare il Mezzalama e Heinz Blatter (31 anni) era l’unico scialpinista che poteva garantirci la vittoria. Heinz ha le nostre stesse caratteristiche: è un atleta esplosivo. Siamo partiti sicuri di fare bene, ecco perché Graziano ha infilato nello zaino una bottiglia di spumante e se l’è portata per 45 km. Fin dalla partenza, abbiamo imposto un ritmo molto sostenuto, potremmo dire indiavolato, che ci ha permesso di fare il vuoto e fiaccare gli avversari".

Al Mezzalama voi, semplici dilettanti (Graziano lavora nella falegnameria di famiglia, Ivan presso la Asl di Sondrio), avete fatto a pezzi le squadre della Guardia di Frontiera Svizzera, dell’Esercito e della Forestale, tutti professionisti. È una bella soddisfazione.
"Dici bene, è il coronamento dei nostri sogni. Ma è anche la degna conclusione di dieci anni di grandi sforzi ed enormi sacrifici. Tirare fuori in gara un bell’acuto, dopo essersi allenati per tanti anni sottovoce, è bellissimo. Viene da piangere a pensarci".

Dei due, chi è più forte in salita e chi in discesa?
"In linea di massima ci equivaliamo, ma la squadra va veramente a pieni giri quando io tiro la salita e Ivan conduce in discesa. In effetti Graziano da tutto sulle salite (ha iniziato a correre in montagna a 15 anni con suo padre, da sempre un grande appassionato degli sport di fatica), a me non resta che “incollare” le punte degli sci alle code dei suoi. Quando “andiamo giù” Ivan è irresistibile, tira fuori la stoffa dell’ex discesista ed io devo solo badare a stare nel solco".

Qual è la gara più bella a cui avete partecipato?
"La Pierra Menta senza dubbio. E' la gara delle gare. È la più difficile da gestire perché si svolge su quattro tappe e in quei quattro giorni può capitare di tutto. 16 salite e 16 discese per un dislivello complessivo di 10.000 metri. Il tracciato è il più tecnico ed impegnativo di qualunque altra gara ma il pubblico lungo il percorso ti incita e ti sostiene in continuazione, è fantastico! Sì, la Pierra Menta è la gara che abbiamo nel cuore e prima o poi...".

E la più brutta?
"Gare brutte non ce ne sono al limite sono le condizioni atmosferiche o di innevamento a renderle difficili, piene di tribolazioni, proprio come la Pierra Menta di quest’anno dove abbiamo corso tre delle quattro tappe sotto neve e pioggia battente e su un terreno pesantissimo. Risultato: fatica da galeotti e spasmi da fachiri".

Venerdì 22 febbraio avete vinto la Sella Ronda Skimarathon, domenica 24 febbraio il Giro del Monviso. Come è possibile fare simili prestazioni?
"Certamente l’entusiasmo per la vittoria al Sella Ronda ci ha caricato non poco, perché si corre con le gambe ma anche, e di più, con la testa. Comunque a inizio stagione avevamo deciso di partecipare alla Coppa Italia e in pratica eravamo obbligati a fare anche il Giro del Monviso (per la classifica finale della Coppa è necessario partecipare a 4 gare su 5), così ho caricato Ivan in macchina e siamo partiti per il Monviso. Vincere due gare in meno di 48 ore è grandissima soddisfazione, ma che fatica. Per fare simili prestazioni – che diversi atleti hanno fatto come noi, peraltro – occorre una condizione fisica perfetta. Perciò sotto con gli allenamenti".

Migliaia di sciatori – bisogna contare anche quelli che per andare a sciare prendono gli impianti, e sono la maggioranza – sarebbero pronti a testimoniare che per fare scialpinismo non basta l’allenamento, bisogna nascere con dentro il cuore giusto.
"E' chiaro che serve un cuore di acciaio cromato e possibilmente inossidabile, potremmo aggiungere. Ma lo ripetiamo, senza la giusta preparazione non si va da nessuna parte. In questi dieci anni abbiamo fatto tutto il possibile per non guastare e per amministrare al meglio il fisico che i nostri genitori ci hanno dato mettendoci al mondo. Abbiamo faticato e sofferto come tutti, perché la vita è ruvida e di solito poco pettinata. E allora bisogna aggiungere anche un pieno di caparbietà/volontà, per non perdersi".

Come vi allenate: quali metodi e quali ambienti utilizzate?
"L’allenamento varia in funzione del periodo dell’anno. In inverno il 90% del lavoro è basato sullo scialpinismo, quasi sempre in fuori pista sulle montagne dietro casa, nostra insostituibile palestra. In media facciamo 1.500 metri di dislivello per uscita quasi tutti i giorni. Spesso per non rubare tempo e attenzioni a famiglia e lavoro ci alleniamo la sera, qualche volta anche in solitudine. Durante l’estate il nostro pane sono invece le gare di mountain bike e la corsa in montagna. L’anno scorso io ho fatto il Kima – una maratona d’alta quota che si corre sul Sentiero Roma, in Val Masino – purtroppo Graziano, a causa di un infortunio, non ha potuto partecipare".

Permettetemi di ficcare il naso nelle vostre tasche, quanto avete vinto quest’anno in montepremi?
"Conquistando la Coppa Italia abbiamo intascato 3.200.000 lire. Due milioni li abbiamo guadagnati vincendo la Sella Ronda Skimarathon. Anche alla Pierra Menta non è andata male, il secondo posto vale 17.000 franchi francesi. La vittoria al Mezzalama ci ha fruttato £9.000.000, da dividere in tre. Se sommiamo tutto quello che abbiamo vinto e ci togliamo le spese per le trasferte e le iscrizioni alle gare, dopo averci pagato le tasse, qualche caffè lo possiamo offrire. Ci rendiamo conto che un calciatore di serie B guadagna 200 milioni l’anno – roba che noi mettiamo insieme, come niente, in sei o sette anni di lavoro – ma anche i nostri piedi sono buoni (li teniamo in fresco per parecchi mesi all’anno) e se un giorno lo scialpinismo dovesse venirci a noia..".

Il numero di gare cresce di anno in anno, qualcuno addirittura vorrebbe portare lo scialpinismo alle Olimpiadi. Cosa ne pensate?
"E' vero, il numero delle competizioni è in crescita, oltretutto le settimane per correre sono quelle e quindi le gare concomitanti sono sempre più frequenti. A noi non resta che scegliere. Sulle Olimpiadi le voci girano, finalmente lo scialpinismo verrebbe ammesso nell’olimpo dello sport. E i numeri ci sarebbero. Alla Coppa Italia hanno partecipato mediamente 60 squadre, con un massimo di 125 coppie al Tour du Rutor. Alla Sella Ronda Skimarathon, alla Pierra Menta e al Trofeo Mezzalama hanno gareggiato più di 150 squadre. Se a Torino 2006 lo scialpinismo ci sarà anche a noi piacerebbe esserci".

"So che è una impresa senza speranze rivestire un uomo di parole, farlo rivivere in un pagina scritta".
Ho rubato a Primo Levi le parole per introdurre l’ultima domanda: come ricorderete Leonardo Follis (atleta della Forestale ucciso da una slavina mentre si allenava per il Mezzalama)?
«Correre per Leo non fu solo un mestiere, ma anche una carissima abitudine, un pretesto per catturare emozioni. Quando si scia non si pensa mai a cosa potrebbe succedere, per questo la sua scomparsa ci ha impressionato non poco; come d’altronde ci ha sbigottito la morte di Giuseppe Cederna, nostro con valligiano (ottimo fondista e appassionato scialpinista caduto in un crepaccio questa primavera). Ci viene in mente la canzone “Il Signore delle Cime”…».


Scheda biografica
Graziano Boscacci (classe 1969, un metro e ottantatre per 84 chilogrammi) & Ivan Murada (classe 1965, un metro e settantuno per 65 chilogrammi)

I risultati in competizione
2001
Vincono la 1º Coppa Italia
Primi alla: Gara delle Orobie, Gara di Val Canale, Gara Val di Rezzalo, Giro del
Monviso Rally del Pizzo Scalino, Rally della Val Tartano, Sella Ronda
Skimarathon, Sci Alpinistica del Brenta, Tour du Rutor, Trofeo dell’Adamello,
Trofeo Mezzalama
Secondi alla: Pierra Menta Tivoly
Terzi al: Transcavallo

2000
Vincono i Campionati Italiani Rally
Primi alla: Gara di Corteno Golgi, Gara di Val Canale, Rally della Val Tartano,
Rally della Val Poschiavo,
Secondi al: Rally di Lizzola, Tour du Rutor e nell’11a Coppa della Alpi

1999
Vincono l’10º Coppa della Alpi e i Campionati Italiani Rally
Primi alla: Gara di Val Canale, Rally di Lizzola, Rally di Premana, Rally delle
Orobie, Rally della Val Tartano (C. I.),
Secondi alla: Sella Ronda Skimarathon, Rally della Val Poschiavo,
Terzi al: Rally dell’Adamello (C. I.), Rally del Pizzo Scalino, Trofeo Mezzalama

1998
Vincono la 9º Coppa della Alpi
Primi alla: Gara di Val Canale, Rally Pizzo Tre Signori, Rally di Premana, Rally
delle Orobie, Rally della Val Poschiavo, Rally della Val Tartano,
Secondi al: Rally dell’Adamello, Rally del Monte Guglielmo, Rally del Pizzo
Scalino
Terzi alla: Sella Ronda Skimarathon, Gara di Corteno Golgi, Gara Val di Rezzalo

1997
Vincono l’8º Coppa della Alpi e i Campionati Italiani Rally
Primi al: Rally di Lizzola, Rally della Val Poschiavo
Secondi al: Rally della Presolana
Terzi al: Tour du Rutor

1996
Vincono la 7º Coppa della Alpi
Primi al: Rally dell’Adamello, Rally del Monte Guglielmo, Rally Pizzo dei Tre
Signori, Rally della Val Tartano
Secondi al: Rally delle Orobie

1995
Vincono la 6º Coppa della Alpi e i Campionati Italiani Rally
Primi al: Rally dell’Adamello, Rally delle Orobie, Rally della Presolana, Rally
della Val Tartano

1994
Vincono la 5º Coppa della Alpi e i Campionati Italiani Rally
Primi al: Rally dell’Adamello, Rally del Monte Guglielmo, Rally delle Orobie,
Rally della Val Tartano

1993
Vincono la 4º Coppa della Alpi
Primi al: Rally dell’Adamello, Rally delle Orobie, Rally della Val Tartano

1992
Vincono la 3º Coppa della Alpi e la Coppa Valtellina
Primi al: Rally dell’Adamello, Rally della Val Tartano


SPONSORS
- Crazy Idea, Bormio (SO);
- Centro Sport, Sondrio;
- Concreta (mobili per alberghi), Berbenno (SO);
- Lanzi Informatica, Sondrio;
- Officina Alimentare, Seregno (MI);
- Panificio Rigamonti, Albosaggia (SO);
- Ruttico Gomme, Montagna (SO);
- Salice, Gravedona (CO);
- Ski Trab, Bormio (SO).

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