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Great Wall of China, Kirghizistan
Photo by archive Ines Papert
Salendo Quantum of Solace, Great Wall of China, Kyrgyzstan, Kirghizistan
Photo by archive Ines Papert
Ines Papert durante l'apertura di Quantum of Solace, Great Wall of China, Kirghizistan
Photo by archive Ines Papert
Quantum of Solace (ABO, WI 7+, M7, 600m) Great Wall of China in Kirghizistan, aperta da Ines Papert e Wolfgang Russegger 10/2011
Photo by archive Ines Papert

Quantum of Solace, Papert e Russegger salgono la Great Wall of China in Kirghizistan

19.10.2011 di Planetmountain

Dopo un tentativo sul Monte Kyzyl Asker, Ines Papert e Wolfgang Russegger hanno aperto Quantum of Solace (ABO, WI 7+, M7, 600m) sulla parete denominata Great Wall of China in Kirghizistan.

Nel 2010 l'alpinista tedesca Ines Papert ha fallito arrestandosi 200m sotto la cima il suo tentativo di aprire una nuova via sulla parete SE del Monte Kyzyl Asker, situata nella catena montuosa Kookshal Too in Kirghizistan. Nonostante le difficoltà, l'esperienza vissuta assieme a Thomas Senf e Wolfgang Russegger si era dimostrata fantastica, così si era ripromessa di ritornare il prima possibile. L'opportunità è finalmente presentata quest'autunno.

Ines Papert si è recata in Kirghizistan a settembre insieme a suo figlio, e dopo un paio di bellissime settimane di viaggi, esplorazioni e voli in parapendio insieme a Wolfgang Kurz, la sorte è decisamente cambiata quando gli austriaci Wolfgang Russegger e Charly Fritzer sono arrivati: il loro camion è rimasto bloccato in una palude, costringendoli a trasportare a piedi tutto il materiale al campo base, distante 2 km. Ma il Campo Base Avanzato distava ulteriori 20km per 1000m di dislivello, e portare il materiale necessario fino a lì si è rivelato molto difficile, ritardando notevolmente l'inizio della spedizione. Inoltre, durante il tragitto Fritzer è caduto in un crepaccio del ghiacciaio Comorva, fortunatamente senza conseguenze... Nonostante tutto, il 12 settembre alle 4 di mattina i tre alpinisti sono finalmente partiti per il tentativo lungo la stessa via dell'anno scorso. Ma evidentemente quella non doveva essere la loro giornata fortunata: sono saliti rapidamente, raggiungendo l'unico bivacco utile a 5300m alle 10.00, ma le alte temperature e la caduta di ghiaccio li ha convinti ad aspettare la mattina successiva. Purtroppo però Fritzer ha iniziato a mostrare segni di mal di montagna e i tre sono scesi immediatamente per rientrare al campo base, dove Fritzer si è poi ripreso.

Con il poco tempo rimasto a disposizione e la frustrazione in crescita, Papert e Russegger sono partiti per tentare un obiettivo secondario, la vicina parete chiamata Great Wall of China. I due hanno scelto una bellissima linea e salendo in stile alpino hanno aperto la loro "Quantum of Solace", una difficile via di misto "che ha richiesto tutto il mio coraggio e tutta la mia capacità arrampicatoria" spiega Papert. La linea segue sottili colate di ghiaccio e roccia strapiombante, alternati da neve profonda, e i 600m sono gradati ABO, WI 7+, M7.


QUANTUM OF SOLACE
Intervista a Ines Papert

Ines, dopo l'inizio difficile non sei tornata a casa con le mani vuote
Purtroppo non abbiamo avuto una seconda occasione per tentare la parete. Ho cercato di convincere gli altri, ma per salire una grande via come questa è necessario essere in condizioni fisiche perfette ed essere motivati al 100%. Il nostro tempo stava per scadere e nonostante Wolfgang non si sentisse in perfette condizioni, sono riuscita a convincerlo a tentare la Great Wall of China.

Raccontaci di più di questa montagna.
La Great Wall of China è una enorme parete situata a sinistra del Monte Kyzyl Asker ed è a tutti gli effetti una montagna indipendente, al confine tra la Cina e il Kirghizistan. La parete è lunga circa 1 km, è sempre molto ripida, ed offre una scalata simile a quella che si trova a Chamonix. Il potenziale per nuove vie è illimitato. La nostra via si trovava a circa 1 ora dal campo base avanzato a 4500m di quota ed è terminata a quota 5100m.

Dunque com'è andata su Quantum of Solace?
Prima di andare in Kirghizistan avevo parlato con un team scozzese che anni fa aveva scalato la Great Wall of China, per una via nuova, quasi fino in cima. Non hanno usato spit e quindi ho adottato la loro stessa etica. Siamo saliti con una seria completa di Cam 0,3-3, una seria e mezza completa di nuts, ma a volte la via era difficile da proteggere e quasi tutto il ghiaccio non sembrava abbastanza solido per le viti. Non abbiamo piantato spit, e a parte alcuni dadi, un paio di chiodi e un paio di fettucce utilizzate per le doppie, non abbiamo lasciato nulla in parete. Ho salito sempre io da prima perché Wolfgang non si era ripreso completamente dal mal di montagna. Siamo stati in movimento per 18 ore consecutive, di cui 11 sulla via.

ABO, WI 7+, M7 la difficoltà
Si tratta di una versione mega della famosa Polar Circus in Canada. Nell'enorme canalone mi sentivo quasi come essere dentro un canyon, circondata da fantastiche guglie di granito. Il ghiaccio è davvero ripido, pieno di fori d'aria e le sezioni strapiombanti coperte da sottili colate di ghiaccio erano difficili da proteggere. E anche le sezioni nella neve profonda non sono state particolarmente facili. Ho dovuto utilizzare tutta la mia forza e convinzione per salire gli ultimi metri e, a dire il vero, stavo quasi per rinunciare. Battere la traccia nella neve non consolidata ha richiesto molto tempo ed è stato veramente faticoso. Ma quando si arriva così vicino alla cima, non ci si arrende.

A quota 5100m siete scesi.
Il massiccio non ha una cima precisa, ma la parete si apre su un'enorme cresta sommitale. Eravamo circondati da torri di roccia più piccole che certamente non erano più alte rispetto al punto da noi raggiunto. Ci siamo calati al tramonto, abbiamo raggiunto il Campo Base Avanzato alle 23.00 e poi siamo scesi al campo base il giorno successivo. L'impresa è stata molto più difficile di quanto mi aspettassi e certamente è stato un buon premio di consolazione.

Un premio di consolazione...?
Come dice il nome della via stessa, la salita è stata una consolazione, ma mi ha anche dimostrato che per avere successo su un obiettivo difficile, tutto deve funzionare al 100%. Ho dovuto essere molto paziente, ho imparato molto sulle dinamiche interpersonali in una spedizione e ho avuto molto tempo per pensare. Ho trovato difficile aspettare perché il mio entusiasmo per il Kyzyl era immenso. Alla fine della storia sono sì un po' triste che non siamo riusciti a centrare l'obiettivo principale, ma sono comunque orgogliosa di 'Quantum of Solace'.

Pensi un giorno di tornare al Kyzyl Asker?
Porto ancora la foto di questa montagna in tasca, come ho fatto per gli ultimi 2 anni. Forse ci sarà un'altra occasione, ma ho già speso così tanto tempo lì... ad essere onesti, se vado nuovamente (se la cima è ancora inviolata) certamente non sarà entro i prossimi 2 anni. Ho un sacco di altre idee da sviluppare!

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