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La discesa con gli sci di Fabio Beozzi sul Cho Oyu
Photo by archivio Mountain Kingdom
Fabio Beozzi
Photo by archivio Mountain Kingdom
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Il Cho Oyu della spedizione Mountain Kingdom

11.10.2011 di Planetmountain

Il 5 ottobre la spedizione di Mountain Kingdom al Cho Oyu (8201m) è rientrata a Kathmandu purtroppo senza aver raggiunto la vetta della "Dea turchese". Per Fabio Beozzi la prima discesa con gli sci della variante Messner da quota 6900m a 6000m.

Alle volte finisce anche così, senza vetta. Anzi è così che finiscono moltissime spedizioni himalayane. Questo giusto per ricordare che i giganti della terra alla fine non sono mai così “facili” come da casa a volte potrebbe sembrare. Dunque, come ci racconta Silvano Spinelli, senza la cima è finita anche la spedizione Mountain Kingdom al Cho Oyu, guidata dalla guida alpina (e veterano dell'Himalaya) Cesare Cesa Bianchi. Resta l'esperienza, verrebbe da aggiungere. La prima esperienza himalayana per molti componenti del team. Ma anche la prima discesa con gli sci della variante Messner da parte di Fabio Beozzi...

L'1 ottobre Fabio Beozzi, maestro di sci di Sestrière e grande appassionato di sci ripido, partito dal campo 2 (7127m), ha tentato di raggiungere la cima sci in spalla, ma è stato fermato a quota 8100 metri dal freddo intensissimo (-38°) e da un principio di congelamento ai piedi (gli scarponi da scialpinismo anche se modificati non hanno garantito un'adeguata protezione). Nonostante ciò Fabio è sceso sci ai piedi lungo la via normale fino al campo 2, dove ha pernottato, poi il 2 ottobre, calzati nuovamente gli sci, ha continuato la discesa lungo la variante Messner, un ripido canale (40-50°) fra seracchi e rocce che da 6900 metri precipita fino a 6000 metri alla base della cosiddetta "killer slope", al termine della neve. E' questa una prima discesa assoluta lungo una linea spettacolare per le incognite legate alle condizioni della neve e alla complessità del terreno.

Il 2 ottobre Cesare Cesa Bianchi, guida alpina, Marco Marroni e Mario Josè Marescalchi in compagnia di Tshiring Jangbu Sherpa, hanno dovuto rinunciare al campo 3 (7.546m) causa una bufera di vento, del tutto imprevista (ah, queste previsioni meteo poco attendibili!) che si è scatenata nella notte ed è proseguita per tutta la giornata (vera ironia della sorte visto che l'1 e il 3 sono invece state giornate molto più tranquille).

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