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Alex Honnold sale senza corda Heaven (5.12d/7c) a Glacier Point, Yosemite.
Photo by Mason Earle
Alex Honnold su Half Dome, Yosemite
Photo by www.senderfilms.com

Alex Honnold, l'intervista dopo Heaven e Cosmis Debris free solo in Yosemite

04.10.2011 di Planetmountain

Intervista al climber statunitense Alex Honnold, dopo le sue recenti free solo di Heaven, Alien e Cosmic Debris in Yosemite, USA


Premessa: è un gioco pericoloso. Forse, visto quello che si rischia, non si può neanche definire un gioco. Stiamo parlando ovviamente delle solitarie, delle free solo, che così tanto catturano l'immaginazione dei climber tanto da “monopolizzarla” fino a che non vengono effettuate. Magari il tutto avviene anche decenni dopo quel primo seme. A dire il vero, ogni volta che sentiamo di certe imprese rimaniamo stupiti, quasi soffriamo al pensiero di dove si è spinto quel “solitario”. Ma anche questo è il grande alpinismo. Quindi eccoci qua...

Ma cosa ha combinato Alex Honnold questa volta? Beh, come abbiamo riportato pochi giorni fa, verso la fine di settembre il 25enne di Sacramento si è nuovamente dato alle free solo in Yosemite dove, tra le varie vie, ha salito senza corda Alien 7b e poi, tre giorni più tardi e tutte nello spazio di poche ore, Cosmic Debris 8a e Heaven 7c.

7b, 7c e 8a slegato. Ora, forse a qualcuno non sembrerà granché. Ma se per un attimo tralasciamo il valore numerico dei gradi, e vi diciamo che Alien è una delle fessure più esposte che ci possano essere. E poi che Cosmic Debris è un monotiro che incute e merita il massimo rispetto, le cose cambiano. E, ancora, se aggiungiamo che Heaven è stato salito in stile flash; bene, allora sì che si comincia a capire qualcosa di più. Appunto, Heaven flash e senza corda. Quale significato ha?... Iniziamo col dire che è quella bellissima e difficilissima fessura che domina dall'alto il Glacier Point, e che è stata liberata da Ron Kauk e già salita in passato senza corda da Dean Potter... Bene, Honnold l'ha “chiusa”, senza perlustrazione preventiva e senza esitazione. Fidandosi solo della spiegazione dei movimenti da parte del suo amico Mason Earle... Insomma: come è già stato giustamente sottolineato, quella di Hannold non è stata solo una grande giornata di arrampicata ma anche una giornata la cui dimensione e comprensione tende a sfuggire.

Si potrebbe sostenere che Honnold ci ha abituati a queste imprese - leggi le sue free solo di The Phoenix, Sentinel, Regular NW Face di Half Dome, Astroman e The Rostrum in Yosemite, Moonlight Buttress in Zion, o Gaia nel Peak District nel Regno Unito - ma dobbiamo sottolineare che queste salite non sono solo di classe (mondiale) ma sono salite “fuori dal mondo”, dove il confine tra il comprensibile e il fattibile è confuso e anche terribilmente rischioso.

In questa intervista esclusiva, Honnold ci ha parlato delle sue salite ma anche dei suoi suoi limiti. Minimizzando, in tipico stile Honnold, i suoi successi. È facile capire perché i suoi amici l'abbiano soprannominato "no big deal", cioè Alex “non è niente” Honnold.


Alex, cominciamo con Cosmic Debris. Cosa ti ha attratto di questa via?
In tutta onestà Cosmic non è così piacevole come via. Non è super esposta, è abbastanza brutta da vedere, ma è una degli ultime difficili fessure monotiro nella Yosemite Valley che non avevo già salito in free solo. Quindi era sulla mia lista. Se ci si basa esclusivamente sul grado segnato nella guida, la mia potrebbe essere la più difficile free solo della valle, ma penso che avere le dita grosse mi abbia aiutato. Mi è sembrata davvero facile. Sicuramente più facile di The Phoenix.

Però The Phoenix presumibilmente l'avevi già salito in precedenza
Sì, l'avevo salito qualche anno fa, e questa stagione l'ho anche provato da solo con la corda per imparare tutti le sequenze.

Dopo di che sei andato a fare una via che non avevi mai provato in precedenza, Heaven, in stile flash.
Non avevo mai considerato questo stile prima, ma mentre guidavamo l'ho pensato, e l'idea mi ha preso. E' una di quelle cose che, una volta che ti viene in mente, è difficile da mettere da parte. Appena ho pensato "devo salirla flash" è diventata un'idea irresistibile..

Una decisione presa in quel momento allora. Ci descrivi la salita?
E' andata bene. Ho avuto delle informazioni molto buone dal mio amico Mason Earle. Penso che il tutto probabilmente abbia richiesto meno di 5 minuti. Forse meno di 2. La via è alta poco più di 10m. E' davvero breve, ma molto strapiombante.

Ci sono vie dove dici 'No, questa non la salirò mai in free solo'?
Non credo di essermi posto alcun limite, so solo che ci sono alcune vie che attualmente non sono per me. Non dico "Non farò mai una free solo di una via più difficile di 8a" perché ci può essere il giusto 8a che mi conquista. Ma ci sono certamente tonnellate di 6c che non vorrei mai fare in free solo perché non sono attraenti o non sembrano sicure o per altri motivi ancora. Si tratta quindi davvero di una decisione presa via per via.

Esiste la tua free solo più difficile in assoluto?
E' difficile da dire, visto che è difficile fare la distinzione tra highballing e free solo. Ho salito il boulder Ambrosia al Buttermilks che è fisicamente la cosa più difficile che ho fatto senza corda. Ma non la reputo una free solo, anche se potrebbe avere delle conseguenze simili se cadi. Detto questo, penso che l'Half Dome sia stata una delle mie free solo più difficili, proprio per l'esposizione e la precarietà dell'arrampicata.

Ti ricordi come sei arrivato a fare i free solo?
Non sono sicuro, è una cosa che faccio da sempre. Mi hanno sempre interessato, quindi li ho sempre cercati. Penso soltanto che sia bello.

Tra l'arrampicata Trad e l'arrampicata sportiva, dove ti porta il cuore?
L'arrampicata trad mi dà più soddisfazione semplicemente perché devo lavorare di più per fare le vie. Ma immagino che la soddisfazione sia direttamente legata allo sforzo. Quindi, se una via sportiva mi richiede un sacco di fatica, allora è altrettanto soddisfacente. Non preferisco uno stile in particolare, sono soltanto due modi diversi per salire una parete.

Quanto è importante aprire nuove vie?
Beh, è ? molto importante per questo sport in quanto abbiamo bisogno di cose da salire, ma personalmente non sono mai stato molto interessato a sviluppare nuove vie. Lo faccio di tanto in tanto, ma non cerco prime salite come fanno altri. Non so perché, ma finora non sono mai stato attratto da questo.

Cosa ne pensi dell'alpinismo in generale?
Man mano che invecchierò presumo che andrò a scalare montagne sempre più grandi. Ma finora non ho un grande interesse, non voglio andare in spedizione per così tanto tempo ed essere lontano dall'arrampicata. Amo uscire in falesia ogni giorno... e sedermi al campo base per settimane per avere a disposizione un tentativo soltanto per salire una parete mi sembra uno spreco enorme. Ma sono sicuro che un giorno lo proverò.

Tu sei un climber professionista. In pratica, cosa significa?
In pratica questo significa che vado ad arrampicare tutti i giorni. In realtà, credo che il modo migliore per descriverlo è che io sono un “dirtbag climber” un arrampicatore sempre on the road e con più responsabilità. Riesco ad arrampicare ogni giorno, ma devo rispondere a molte più e-mail e, di tanto in tanto, posare sulle vie per foto o video. E talvolta volare in posti diversi per farmi vedere e parlare con la gente. Sembra che ci siano sempre più richieste per il mio tempo. Ma almeno riesco ad arrampicare sempre e a farlo come professione.

Tendenzialmente sentiamo sempre soltanto dei tuoi successi. Ma sei mai tornato in dietro?
Naturalmente. Ho fatto marcia indietro su una tonnellata di vie, per molte ragioni diverse. A volte la roccia sembrava marcia, o temevo di aver sbagliato la via, o il tempo diventava brutto. E a volte le sensazioni sono sbagliate. Molti anni fa in Yosemite stavo salendo un 5.8 a vista e in free solo su una placca di più tiri, e tutto ad un tratto ho deciso che la via non mi andava più. Sono sceso arrampicando, ho fatto lo zaino e sono uscito dalla valle in autostop. In quel momento ho capito che per me la stagione era finita, non volevo più essere lì.

Allora dopo questa brutta esperienza, ci racconti il momento più bello?
In verità non riesco a pensare ad un momento specifico. Di tanto in tanto vengo sconvolto dalla gioia per essere fuori all'aperto, di arrampicare con gli amici. In realtà, poco tempo fa ho avuto una giornata così. Un amico ed io stavamo arrampicando a Tuolumne Meadows. Soltanto noi due, con temperature autunnali perfette, nessuno in giro, uno scenario splendido. Giorni così mi capitano abbastanza spesso. Mi ha ricordato quanto amo lo stile di vita dell'arrampicata.




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