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Devil’s Brew, Cap Farewell, Groenlandia by Sean Villanueva, Nicolas e Olivier Favresse (Belgio) e Ben Ditto (USA)
Photo by arch. Villanueva, Favresse, Ditto
Parete Est del Mont Edgar (6618m), Cina by Bruce Normand (UK) e Kyle Dempster (USA)
Photo by arch. Normand, Dempster
Parete Sud-Est del Mont Logan (5959m), Canada by Yasushi Okada e Katsutaka Yokoyama (Giappone)
Photo by arch. Yasushi Okada, Katsutaka Yokoyama
Parete Ovest del Vasuki Parbat (6792m), India by Malcom Bass e Paul Figg (UK)
Photo by arch. Bass, Figg
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Piolet d'Or: le nominations, il Piolet a Doug Scott e tutte le serate

18.03.2011 di Planetmountain

Dal 13 al 16 Aprile 2011 a Courmayeur e Chamonix (Monte Bianco) si svolgerà la IXX edizione del Piolets d'Or. Le 6 salite nominate per l'assegnazione della piccozza d'oro come migliore realizzzaione del 2010. Il Piolet d'or al grande alpinista britannico Doug Scott. La serata dedicata all'alpinismo extra-Ordinario e tutto il programma...

4 giorni, dal 13 al 16 aprile. 2 location d'eccezione: Courmayeur e Chamonix, alias il Monte Bianco. 6 salite in lizza per l'oscar dell'alpinismo. 1 premio alla carriera per non dimenticare le radici (anche etiche) dell'andar per montagne. E, soprattutto, un momento per festeggiare, parlare e comunicare, ri-pensare e anche discutere sull'alpinismo e per l'alpinismo dei nostri tempi. E' questo il Piolet d'or. L'appuntamento ormai giunto alla sua 19esima edizione che i comuni di Courmayeur e Chamonix, il Groupe de Haute Montagne e le edizioni Nivéales propongo a quanti hanno la passione dell'andar per montagne. Ma vediamo giorno per giorno cosa e chi c'è in programma.

IL PROLOGO. S'inizia mercoledì 13 aprile con una speciale serata al Bivacco Gervasutti in Val Ferret pensata dal Cai di Torino e da Marco Albino Ferrari. Si prosegue, Giovedì 14 aprile, al Jarden de l'Ange di Courmayeur con una serata, dal titolo Alpinismo Extra-Ordinario, presentata da Kay Rush e che avrà per protagonisti Ivo Ferrari, Rossano Libera, Fabio Valseschini - con il loro alpinismo dall'anima extra-ordinaria, appunto; ma anche Davide Capozzi e Francesco Civra testimoni di un andar per montagne che rovescia i termini della visione e che “mira”, dopo la cima, alla discesa (sempre più ripida) con gli sci o con la tavola. E' un modo per continuare quel “dialogo” sull'alpinismo iniziato l'anno scorso con le cordate “famigliari”, quelle dei fratelli Pou, Auer, Anthamatten e dei Barmasse (padre e figlio). E anche un modo per guardare al futuro ponendo al centro il bisogno e le motiviziani dell'alpinismo. Il tutto nello spirito del Piolet d'Or.

LE NOMINATIONS E LA SERATA DI PREMIAZIONE. Sempre in ordine temporale, Venerdì 15 aprile a Chamonix, è il gran momento dell'Assegnazione del Piolet d'Or alla migliore salita del 2010 tra le 6 scelte per le nominations dalla Giuria internazionale presieduta dall'australiano Greg Child, uno che di alpinismo se ne intende, eccome. Ma veniamo alle 6 salite (la notizia è fresca di oggi) che corrono per l'Oscar e che la Giuria ha scelto tra un elenco di 52 realizzazioni del 2010. C'è subito da rilevare la varietà geografica: forse mai come questa volta le nomination sono “sparse” per il mondo. Naturalmente sono tutte prime salite e tutte fatte in stile “leggero”, ovvero in stile alpino. A cominciare dall'infinita “corsa” di 71 ore no-stop di Colin Haley (USA) e Bjorn-Eivind Artun (Norvegia) sul Mont Foraker (5304m) in Alaska. Per continuare con la calvacata con 4 bivacchi dei giapponesi Yasushi Okada e Katsutaka Yokoyama sulla SE del Mont Logan (5959m) in Canada. E, ancora, con la prima sulla Sud del Vasuki Parbat (6792m) in India, “costata” 10 giorni di parete ai britannici Malcom Bass e Paul Figg. In Nepal, invece, troviamo la prima sulla SE del Lunag 1 (6895m) dei francesi Max Belleville, Mathieu Détrie, Mathieu Meynadier e Sébastiin Ratel. Mentre dalla Cina, (anche quest'anno presente!) o meglio dal Sichuan, arriva la prima sulla Est del Mont Edgar (6618m) salita da Bruce Normand (UK) e Kyle Dempster (USA) con 3 giorni di avvicinamento e 5 in parete. Da sottolineare che Normand e Dempster (insieme a Jed Brown) l'anno scorso hanno già vinto il Piolet d'Or per la salita dello Xuelian West, sempre in Cina. Infine, ma non certo per ultima, a correre per il Piolet c'è l'avventura sulle grandi pareti della Groenlandia degli alpinisti-marinai Sean Villanueva, Nicolas e Olivier Favresse (Belgio) e Ben Ditto (USA): per loro 10 primi salite tra cui spicca Devil’s Brew che ha richiesto al team 10 giorni in parete con partenza diretta dal ponte della loro barca-campo base, guidata dal capitano di lungo corso (75 anni) Bob Shepton. Dire, tra queste 6 salite, chi vincerà la piccozza d'oro è impresa ardua, anche se è chiaro che qualche idea ce l'abbiamo, come tutti gli alpinisti. Di certo l'importante è che sia un altro passo per stimolare la fantasia e la passione dell'alpinismo del futuro. Intanto, notiamo che non c'è nessuna salita su un Ottomila, e anche questo vorrà qualcosa...

PIOLET D'OR ALLA CARRIERA. Chi invece è già sicuro di vincere è Doug Scott che, Sabato 16 Aprile a Courmayeur, riceverà la Piccozza d'oro alla carriera. Dunque, dopo Walter Bonatti (2009) e Reinhold Messner (2010), sarà l'alpinsita britannico a scrivere il suo nome su questo speciale Albo d'Oro (a cui noi, se ci è consentito, iscriveremmo di diritto anche Riccardo Cassin). Inutile dire che Doug Scott si è pienamente meritato questo onore. Le sua storia, il suo stile e le sue realizzazioni sono ineccepibili. Come la prima salita (insieme a Dougal Haston e con capo spedizione Chris Bonington) sulla SO dell'Everest, con annesso un incredibile bivacco subito sotto la cima. Oppure, nel 1977, quella leggendaria prima sul Baintha Brakk (7.285Om), il famoso Ogre, in cui con Chris Bonington visse una delle epopee più straordinarie dell'alpinismo. Dopo un'incredibile salita in cima, alla prima doppia Scott si ruppe entrambe le gambe. Poi, come non bastasse, Bonington si ruppe le costole e contrasse la polmonite. Il tutto in mezzo alla bufera... Furono 7 giorni di lotta incredibile ma al Campo base ci arrivarono, sulle ginocchia ma ci arrivarono, con un'impresa fuori da ogni dimensione. Ma non è finita. Sono da incorniciare anche la splendida prima, una delle vie più belle in assoluto, del Pilastro est dello Shivling (6.543m nel Garhwal indiano) salita, nel 1981, con Rick White, Georges Bettembourg e Greg Child - sì, proprio il Presidente della Giuria di questo Piolet. E, ancora, nel 1979, la via nuova sul Kangchenjunga 8586m (con Joe Tasker e Pete Boardman). Ma anche la via nuova su un altro 8000, lo Shisha Pangma, realizzata nel 1982 con Alex McIntyre e Roger Baxter-Jones. Ma aldilà delle singole grandi realizzazioni (più di 45 vie nuove dal Monte Bianco, all'Alaska passando per l'Himalaya e il Karakorum) l'alpinismo di Doug Scott (classe 1941, e una passione per la scalata iniziata a 12 anni) è soprattutto un fatto di stile. Uno “stile alpino”, naturalmente. Sempre fatto all'insegna di quel "by fair means", di quel porsi lealmente davanti alla montagna, che è il simbolo dei grandi dell'alpinismo e dell'alpinismo britannico Doc. Non a caso Scott ha scalato con i più grandi alpinisti britannici (degli autentici “mostri”) della sua epoca. E, sempre non a caso, è stato presidente dell'Alpine Club Britannico. E' attivo nell'aiuto alle popolazioni del Nepal con Community Action Trek Ltd. Ed è stato insignito con la medaglia d'oro della Royal Geographical Society e con il titolo di Commander of British Empire. A cui adesso – giustamente – si aggiunge questo Piolet d'Or alla Carriera del mondo dell'alpinismo che gli sarà consegnato, Sabato 16 Aprile a Courmayeur. Sarà una serata da non perdere!

LE NOMINATIONS DEL 19° PIOLET D'OR:
>> Parete Sud-Est del Mont Foraker (5304m), Alaska
Salita di una via di 3200m sulla Parete Sud-Est del Mont Foraker (5304m) in Alaska: 71h senza bivacchi per testare i limiti dell’alpinismo non-stop da parte di Colin Haley (USA) e Bjorn-Eivind Artun (Norvegia).
>> Parete Sud-Est del Mont Logan (5959m), Canada
Salita di una nuova via di 2500m sulla Parete Sud-Est del Mont Logan (5959m) in Canada: 4 bivacchi, da parte di Yasushi Okada e Katsutaka Yokoyama (Giappone).
>> Parete Ovest del Vasuki Parbat (6792m), India
Prima salita della Parete Ovest (1600m) del Vasuki Parbat (6792m) in India: 10 giorni per la seconda salita di questa cima, da parte di Malcom Bass e Paul Figg (UK).
>> Parete Sud-Est del Lunag 1 (6895m), Nepal
Prima salita della Parete Sud-Est del Lunag 1 (6895m, raggiunta l'anticima: 6830m) nel massiccio del Rolwaling Himal in Nepal: 3 bivacchi, per Max Belleville, Mathieu Détrie, Mathieu Meynadier e Sébastiin Ratel (Francia).
>> Parete Est del Mont Edgar (6618m), Cina
Prima salita della Parete Est (2500m) del Mont Edgar (6618m) - seconda salita di questa montagna della catena del Minya Konta, nella provincia cinese del Sichuan: 3 giorni di avvicinamento e 5 giorni in parete, per Bruce Normand (UK) e Kyle Dempster (USA).
>> Big walls, Groenlandia
Apertura di 9 nuove vie nelle big walls di Cap Farewell sulla costa Sud e Ovest della Groenlandia, tra le quali la più rilevante è la Devil’s Brew salita in 10 giorni da parte di Sean Villanueva, Nicolas e Olivier Favresse (Belgio) e Ben Ditto (USA). La maggior parte di queste vie sono iniziate dal ponte della loro barca-campo base condotta dal britannico Bob Shepton (75 anni).

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