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Colin Haley su Jardines Japoneses (650m AI4 M5 5.10 A1, Colin Haley, Jens Holsten, Mikey Schaefer 28/12/2010) Aguja Mermoz, Patagonia
Photo by Mikey Schaefer
Colin Haley durante la prima salita di ¨Intravenous¨ su Chiwawa Mountain (Cascades), a 20 anni.
Photo by Dave Burdic
Colin Haley - autoscatto durante la prima solitaria di Cerro Standhardt, Patagonia, lungo la via Exocet (500m, WI5, 5.9).
Photo by Colin Haley
INFO / links & info:
    Planetmountain
    News Colin Haley
    Expo Planetmountain
    Expo La Sportiva
    Expo Black Diamond
    www
    colinhaley.blogspot.com

    Colin Haley – Climbing Resume as of 2011
    Patagonia
    - Aguja St. Exupery. Kearney-Harrington (V, 5.10). Jan 2011.
    - Aguja Mermoz. Jardines Japoneses (V, 5.10, AI4, A0), first ascent. Dec 2010.
    - Aguja Guillaumet. Brenner Ridge (IV, 5.10). Dec 2010.
    - Cerro Standhardt. Exocet (VI, 5.10, WI5), first solo ascent of Cerro Standhardt. Nov 2010.
    - Aguja Mermoz. West Face (V, 5.10, AI3), second solo ascent. March 2010.
    - Aguja Guillaumet, Aguja Mermoz, Fitz Roy. The Care Bear Traverse (VI, 5.10, A1), fourth ascent. Feb 2010.
    - Aguja Guillaumet. Amy Route (IV, 5.9, AI3), solo ascent. Dec 2009.
    - Aguja Poincenot. Whillans Route (V, 5.8, AI3), solo ascent. Dec 2009.
    - Fitz Roy. Supercanaleta (VI, 5.10, WI4). second solo ascent. Jan 2009.
    - Aguja Guillaumet, Aguja Mermoz, Fitz Roy. The Care Bear Traverse (VI, 5.10, A1), second ascent. Dec 2008.
    - Fitz Roy. Afanasief Route (VI, 5.10). Jan 2008.
    - Cerro Standhardt, Punta Herron, Torre Egger, Cerro Torre. The Torre Traverse (VI, 5.11, A1, AI6), first ascent. Jan 2008.
    - Aguja Desmochada. Huber-Walder Route (V, 5.10). Dec 2007,
    - Fitz Roy. Supercanaleta (VI, 5.10, WI4). Dec 2007.
    - Cerro Standhardt. Exocet (VI, 5.10, WI6). Dec 2007.
    - El Mocho. Todo O Nada (IV, WI6). Dec 2007.
    - Cerro Torre. Tiempos Perdidos (VI, WI4, M5, AI6, 1400m), first complete ascent. January 2007.
    - Aguja Rafael. Anglo-American (IV+, 5.10+). Dec 2005.
    - Aguja St. Exupery. Ciaro di Luna (V, 5.10+). Dec 2005.
    - Fitz Roy. Franco-Argentine (V+, 5.11, AI3). Dec 2005.
    - Aguja Mermoz. West Face (V, 5.10, AI3). Dec 2005.
    - Aguja Guillaumet. Comesana-Fonrouge (IV+, 5.10). Dec 2005.
    - Aguja de la S. Austrian Route (IV, 5.10). Dec 2003.
    - Aguja Guillaumet. Amy Route (IV, 5.9, AI3). Dec 2003.
    - Aguja Poincenot. Whillans Route (V, 5.8, AI3). Dec 2003.

    Alaska
    - Devil's Thumb. The Diablo Traverse (VI, 5.11, A2), first ascent. Aug 2010.
    - Mt. Foraker. Dracula (VI, M6, AI4+, A0), first ascent. June 2010.
    - Denali. Messner Couloir, West Buttress, and Cassin Ridge (VI, M4+, AI3), 17 hr. simul-solo. June 2010.
    - Mt. Hunter. Grison-Tedeschi (VI, AI5+, M5, A1), fourth ascent. May 2009.
    - Denali. West Buttress, Upper West Rib, and Denali Diamond (VI, WI5+, M6, A1). June 2007.
    - Abercrombie Peak. Southwest Face (V, WI4, M3), first ascent. March 2007.
    - Mt. Huntington. Nettle-Quirk Route (V, AI4), first winter ascent of Huntington. March 2007.
    - Mt. Moffit, Hayes Range. The Entropy Wall (VI, 5.9, A2+, WI4+, 2400m), first ascent. July 2006.
    - Denali. West Rib. June 2005.
    - Denali. West Buttress. June 2003.

    Canada
    - Mt. Robson, BC. House-Haley Route (VI, WI5, M7) first ascent. May 2007.
    - Mount Andromeda, AB. The Andromeda Strain (V, 5.9, A2, AI3), winter ascent. March 2005.
    - Mount Robson, BC. North Face (IV, AI3), solo. August 2004.
    - Waddington Range Enchainment, BC. Second ascent (VI, 5.9, AI3). July 2004.
    - North Howser Tower, BC. All Along the Watchtower (VI, 5.10, A2). July 2004.
    - Blackhorn Mountain, BC. Northwest Face (IV+, AI3), first ascent, solo. Sept 2003.

    Cascades
    - Mt. Stuart. Lara Kellogg Memorial Route (IV, WI6, A1), first ascent. April 2007.
    - Mt. Index. The Index Peak Traverse (V, AI3, 5.7), one day winter ascent. January 2007.
    - Chiwawa Mountain. Intravenous (IV, WI4+, M6), first ascent. Feb 2005.
    - Mount Triumph. Northeast Ridge, first winter ascent (V, AI3, M4). Feb 2005.
    - Mount Stuart. Complete North Ridge, first winter ascent (VI, 5.8, AI3, A2). Feb 2005.
    - The Chopping Block. First winter ascent, solo. Feb 2004.
    - Southern Picket Range Enchainment. First ascent (VI, 5.10+, 14 Peaks). July 2003.
    - Inspiration Peak. First winter ascent. Feb 2003.
    - Johannesberg Mtn. NE Buttress (V, 5.5), second winter ascent. Dec 2002.
    - Graybeard Peak. North Face (IV+, AI4), second ascent, solo. May 2002.

    Elsewhere
    - Mont Blanc du Tacul, Chamonix, France. Supercouloir (V, AI5, 5.8) solo. April 2010.
    - 20-hour linkup of the Regular NW Face of Half Dome and The Nose of El Capitan, Yosemite. Oct 2009.
    - Les Doites, Chamonix, France. Le Ginat (IV, AI5, M3), solo ascent in 3:26. April 2009.
    - Aiguille Verte, Chamonix, France. Couturier Couloir (III, AI3), one-hour ascent solo ascent. April 2009.
    - Les Doites, Chamonix, France. Colton-Brooks (IV, AI4, M4). April 2009.
    - Les Courtes, Chamonix, France. Swiss Route (IV, AI3), solo. March 2009.
    - Les Grandes Jorasses, Chamonix, France. Colton-MacIntyre (V, AI5, M5). March 2009.
    - Baintha Kabata (6,000m), Pakistan. Turgeon-Haley Route (V, 5.9, M5, A0), first ascent of Baintha Kabata. September 2008.
    - Les Doites, Chamonix, France. Lagarde Couloir (IV+, AI4). April 2006.
    - Aiguille Du Midi, Chamonix, France. Chere Couloir (IV, AI3), solo. Feb 2006.
    - Drifika (6,447m), Pakistan. Solo attempt on new route to 10m below summit. Sept 2005.
    - Nanga Parbat, Pakistan. Solo attempt to 6,500m on Schell Route. Sept 2005.
    - Alpamayo, Peru. Ferrari Route, solo. July 2002.

Colin Haley, alpinismo dall'Alaska alla Patagonia

04.03.2011 di Nicholas Hobley

Intervista al 26enne alpinista statunitense Colin Haley, per scoprire il suo alpinismo, dall'Alaska alla Patagonia.

Ci sono pochi alpinisti che hanno accumulato un curriculum verticale così importante come l'alpinista statunitense Colin Haley. Importante per l'enorme quantità di vie salite e impressionante per lo stile con cui sono state effettuate: prime salite, solitarie, invernali, tutte in stile leggero e veloce, dall'Alaska alla Patagonia attraverso le Ande e le Alpi. Tutte le salite - tra cui le più importanti sono elencate qui a fianco - sono stati realizzate in soli nove anni di attività. Quello che emerge chiaramente è che il 26enne di Washington ha fatto sì che l'alpinismo, in particolare lo stile alpino, sia diventato il suo modo di interpretare la montagna, il suo modo di vivere. Tanto che in estate Haley migra verso nord, mentre in inverno si sposta verso sud, lungo tutto il continente americano, alla ricerca istintiva della linea ideale, da salire con uno stile perfetto, senza compromessi. Un esempio è l'ambita prima Grande Traversata del Cerro Torre, effettuata (nel 2008) assieme a Rolando Garibotti, che ha rappresentato un istante di pura determinazione e ispirazione. Mentre non c'è alcun dubbio che questo concatenamento è servito a Colin come trampolino di lancio per un riconoscimento internazionale, è altrettanto chiaro che la salita non è stata un episodio arrivato dal nulla, ma il risultato di anni di dura arrampicata, leale, nelle montagne del mondo. In questa intervista, Haley analizza il suo alpinismo e mette in luce gli elementi fondamentali che l'hanno fatto diventare la sua ragion d'essere.

Ciao Colin, per molti Colin Haley è uguale a Patagonia. Quanto è vera questa affermazione?
Beh, è certamente vero che la Patagonia è una gran parte di quello che sono, ma io non sono una gran parte di quello che è la scalata Patagonica. L'alpinismo Patagonico è rappresentato da persone come José Luis Fonrouge, Casimiro Ferrari, Ermanno Salvaterra, Silvo Karo, Janez Jeglic e Rolando Garibotti. Io vorrei continuare a scalare in Patagonia a lungo e, adesso come adesso, sento di aver appena cominciato, forse un giorno, più avanti, mi sentirò parte dell'alpinismo Patagonico. Poi per tornare alla domanda, penso che in Alaska ho fatto quasi quanto ho fatto in Patagonia, quindi devo dire che anche l'alpinismo in Alaska è una gran parte di ciò che sono.

Raccontoci la tua Alaska...
L'Alaska è piena di obiettivi interessanti per l'alpinismo. Ci sono molte pareti impressionanti ancora in attesa di essere salite per la prima volta, e molte delle montagne sono veramente sulla stessa scala di quelle in Himalaya. Ovviamente per un alpinista degli Stati Uniti o del Canada è molto meno costoso e molto più facile viaggiare in Alaska che in Nepal, Cina, India o Pakistan. Personalmente ho fatto due salite in Alaska che ritengo siano allo stesso livello delle migliori che ho fatto in Patagonia. Una l'ho fatta nel 2006, assieme a Jed Brown, quando abbiamo effettuato la prima salita di una parete sul Mt. Moffit che abbiamo chiamato ¨The Entropy Wall¨ (VI, 5.9, A2, WI4+). Una montagna molto remota, su una parete molto grande (oltre 2000 metri), e su un muro molto tecnico. La salita non ha ricevuto molta attenzione dai media perché poche persone hanno mai sentito parlare del Mt. Moffit e in quel momento pochi avevano sentito parlare di noi. Ma la via rimane una delle migliori che io abbia mai fatto.

Mentre l'altra a cui hai accennato?
L'altra miglior salita fatta in Alaska risale all'anno scorso, quando Bjorn-Eivind Artun ed io abbiamo effettuato la prima acsensione di ¨Dracula¨ (VI, AI4 +, M6R) sulla parete sud-est del Mt. Foraker. La via presenta un'arrampicata difficile, ed è “enorme”, con i suoi 3000 metri di dislivello.

Vie di questo tipo non vengono dal nulla. Come sei arrivato all'arrampicata? Tiergiàachiaro dall'inizio che saresti stato preso in modo particolaredall'alpinismo?
Sin dall'inizio sono sempre stato in montagna, facendo escursioni e sci alpinismo, ma ho iniziato a salire montagne più tecniche dall'età di undici anni, con mio padre e mio fratello. Tutte queste salite le ho affrontate con gli scarponi e con una cintura swami, semplicemente un imbrago attorno alla vita. Ero già un alpinista da alcuni anni quando ho finalmente comperato il mio primo imbrago e le scarpette da roccia. Anche se adesso scalo abbastanza su roccia, devo dire che sin dall'inizio sono stato un alpinista e questo rimane il mio focus. Mi è sempre stato chiaro che la montagna mi interessava di più.

Chi sono i tuoi maestri, in passato ed ora
Ho avuto due principali mentori nella mia scalata. Il primo è Mark Bunker, un mio amico e vicino di casa; abbiamo iniziato ad arrampicare insieme quando avevo diciassette anni. Anche se ero giovane, ero estremamente motivato così ero un buon compagno per Mark, che già da anni aveva fatto molto alpinismo invernale con varie spedizioni in Alaska. Sono riuscito ad imparare molto da lui e Mark, più di chiunque altro, mi ha insegnato le tecniche necessarie per affrontare le grandi e serie vie alpine di più giorni. L'altro mentore principale che ho avuto è stato Rolando Garibotti. Rolo è l'alpinista con più talento con cui io abbia mai scalato. La possibilità di fare la Grande Traversata del Cerro Torre insieme a lui è quel tipo di fortuna che non ha prezzo. Ho imparato molto da Rolo, non soltanto in termini di tecnica arrampicatoria; da lui mi piace imparare anche la storia alpinistica, visto che è un grande studioso di questa materia!

Parlando di Garibotti: il tuo riconoscimento internazionale è arrivato nel 2008 grazie alla Grande Traversata del Torre effettuata assieme a lui. Guardando indietro, quanto è stata importante quella salita?
Quella prima Grande Traversata è stata di gran lunga la miglior salita che io abbia mai fatto. Non c'è dubbio che Rolo era la forza trainante e lui ha anche tirato la maggior parte dei tiri, ma la via era così fantastica che anche il mio ruolo minore è stato sicuramente la mia migliore realizzazione. Mi sta anche bene che forse nella mia vita non riuscirò mai a fare una salita migliore di questa. Non ci sono altre montagne del pianeta come quelle. Ero semplicemente nel posto giusto al momento giusto con il partner perfetto.

Le condizioni sono stati la chiave del successo
Sì, ma non credo che in quel momento fosse molto pericoloso. Rispetto al pericolo di valanghe da seracchi che ho visto in Alaska ed in Himalaya, il pericolo sulla Traversata non era affatto alto.

Come scegli i tuoi progetti?
Non c'è nessun algoritmo per spiegare quali sono gli obiettivi che mi interessano, ma ci sono alcune generalizzazioni. Più che altro, non mi piace se l'arrampicata assomiglia ad una cosa forzata. Non mi piace salire una via difficile su un parete facile. Se la via che sto facendo è difficile ma basterebbe semplicemente spostarmi a sinistra o a destra per raggiungere un terreno più facile, allora per me l'esperienza diventa un po' stupida. Allo stesso modo, non mi interessano le vie in libera sulle grandi montagna, perché anche questa è una difficoltà forzata.

Il che significa...
Che per me, l'esperienza perfetta è una montagna completamente inviolata, estremamente difficile da salire su uno dei suoi fianchi. L'esperienza non mi sembra forzata se il tuo obiettivo è semplicemente quello di arrivare in cima seguendo qualsiasi linea in stile alpino.

Ma le montagne sono oggetti tridimensionali, le varie pareti offrono sfide diverse
Sì, è vero, e anche se l'altro lato della montagna è facile da scalare, puoi comunque vivere un'esperienza molto vera se sali una parete molto difficile. Cerco di spiegarmi meglio: mi sembra molto meno forzato salire la via più facile di una parete difficile, piuttosto che la via più difficile di una parete facile. Ad esempio, se fai lo Sperone Walker non sembra affatto forzato, perché la parete nord delle Grandes Jorasses è una parete imponente, e se attraversi a sinistra o a destra vai su un terreno più difficile. In questo senso, lo Sperone Walker è una linea molto bella e naturale. La Cresta Cassin al Denali è un altro esempio perfetto.

Non mi sorprenderebbe se mi facessi anche l'esempio contrario
All'altra estremità dello spettro ci sono vie come come la Gabarrou-Silvy sull' Aiguille Sans Nom che, anche se sono sicuro che offre una grande arrampicata, è volutamente la linea più difficile di una parete che è facile da salire lungo le linee naturali. Un esempio di un via simile in Alaska è "The Knowledge" sulla North Buttress del Mt. Hunter. Anche se questa via è molto suggestiva, volutamente trova le varianti difficili di una linea più semplice e naturale, la Bibler Klewin.

Quindi: la tua linea ideale è quella più semplice su una montagna inviolata.
Sì, ma mi piacciono molto le vie che offrono tutti i diversi tipi di difficoltà che si trovano in arrampicata. Penso che sia bello se, per la stessa via, è necessario portare le scarpette da arrampicata e anche le piccozze e ramponi. Il Gruppo del Torre in Patagonia è perfetto per questo, con quasi tutte le vie che abbinano una difficile arrampicata su roccia a ghiaccio e misto.

Parlaci dello stile che ricerchi
Per me, un buon stile significa salire senza corde fisse alla base della parete - una volta che si inizia la via, non devi scendere fino a quando hai finito la via o hai scelto di tornare indietro. Il puro stile alpino è naturalmente lo stile più impressionante, ma anche salire in stile capsula è molto più imponente che fissare una serie di corde lungo la via fino alla base della parete.

Qual è la tua definizione di stile alpino?
Stile alpino significa scalare con un piccolo gruppo (di solito due o tre persone, forse addirittura quattro), salendo la parete, con soltanto due o tre corde in totale. Forse fisseranno corde sopra un buon bivacco, ma niente di più. Un equivoco molto comune è che molte persone pensano che lo stile alpino implichi l'assenza di haulbags – i sacconi – e niente portaledge, ma naturalmente si possono salire le big walls in stile alpino - Silvo Karo e Janez Jeglic hanno effettuato la prima salita della parete ovest del Bhagirathi III in stile alpino con una portaledge, e per me questo è stato una delle più grandi salite di tutti i tempi.

C'è altro?
Beh, è ovvio che gli spit devono essere piazzati dove non ci sono fessure, devono essere impiegati al minimo e piazzati a mano.

Molte delle tue salite le hai fatte da solo
Le solitarie possono essere un'esperienza molto forte. Io non sono per niente anti-sociale, e solitamente preferisco salire con un compagno, ma scalare da solo è una grande sfida. Raggiungere a piedi la base di una grande e difficile montagna, esaminare la parete, programmare di arrivare in vetta da solo intimidisce. Per dirla in maniera molto semplice, una solitaria in stile alpino è la sfida più grande che puoi vivere.

Parlando di vivere: hai passato mesi in attesa di una finestra di bel tempo. Come scorrono i giorni?
In realtà la Patagonia non è ipiù un posto da spedizione, visto che ora si sta giù a El Chalten. Quindi si può andare a fare boulder, arrampicata sportiva, trekking, mangiare una pizza, uscire con le ragazze carine, ecc .. Chi si lamenta dei lunghi periodi di attesa a El Chalten ovviamente non ha fatto molte spedizione in Alaska o in Himalaya.

Gira voce che una delle tue vitù più grandi sia la pazienza
La mia più grande virtù? Io non la penso così. Forse sono più paziente di alcuni, ma non sono certo un maestro Zen.

Hai appena menzionato El Chalten. Non troppo tempo fa gli alpinisti aspettavano sotto il Torre per mesi, ora tutti aspettano a El Chalten...
Sì, l'esperienza di un viaggio in Patagonia è cambiata molto dalla mia prima visita al massiccio nel 2003. Ora ci sono molti vantaggi a vivere giù a El Chalten, rispetto a vivere in un Campo Base come eravamo soliti fare - in città è possibile rimanere in forma migliore con tutto il boulder e l'arrampicata sportiva che c'è attorno, puoi mangiare una dieta più sana, ricca di frutta e verdura fresca, e puoi semplicemente divertirti con una grande comunità di gente molto figo. Detto questo però, a volte mi rende triste quanto il luogo è cambiato radicalmente e quante persone ci sono qui oggi. A volte mi manca la vecchia esperienza e mi piacerebbe che l'esplosione di turismo di massa si rallentasse. Ma non c'è niente che io possa fare per fermarlo, così non c'è altra scelta che accettarlo come una cosa inevitabile. Un altro cambiamento qui che mi rende triste è il rapido cambiamento climatico. Non ho nessun dubbio che la temperatura media annuale nel massiccio del Fitz Roy è aumentato dal mio primo viaggio qui, e la velocità del ritiro dei ghiacciai è una cosa incredibile! Ho visto alcune sezioni del ghiacciaio del Torre scendere di circa 100 metri in cinque anni!

Negli ultimi anni c'è stato un aumento significativo di salite in Patagonia. Secondo te è attribuibile da questo cambiamento meteorologico?
Negli ultimi anni sono arrivati molti più alpinisti che in passato, quindi ovviamente ci sono state più salite delle montagne più piccole e lungo le vie normali su cime come il Fitz Roy. Ma penso che ancora adesso bisognerà aspettare sempre qualche anno per vedere una salita davvero impressionante.

L'alpinismo in Patagonia è rappresentato dal Cerro Torre e dal Fitz Roy. Sicuramente però ci sono molte altre cime da scalare?
Per chi viene in Patagonia per la prima volta suggerisco ovviamente di iniziare con gli obiettivi più piccoli. Per me è ovvio che quando si visita un massiccio per la prima volta non si inizia subito con gli obiettivi più grandi. Durante il mio primo viaggio in Patagonia ho salito L'Aguja de la S, Aguja Guillaumet e Aguja Poincenot, e queste due mi hanno dato. L'esperienza necessaria per sentirmi tranquillo quando ho salito il Fitz Roy durante la mia seconda visita. Grazie a questa cima mi sentivo prono per salire il Cerro Torre al mio terzo viaggio. Tuttavia, IL Fitz Roy e il Torre restano naturalmente le cime più incredibili!

Ultima domanda: i tuoi progetti in futuro includeranno anche altre catene montuose?
No, non penso. Negli anni passati ho fatto viaggi in Patagonia, nelle Alpi, in Alaska, nelle Cascades, in Patagonia, in Karakorum e Yosemite, e poi Patagonia nuovamente... In ciascuno di questi massicci ci sono vie da salire per tutta la vita, ispirano, certamente non sono annoiato da nessuno di questi luoghi! Ho arrampicato quasi sempre, senza mai fermarmi, per alcuni anni, e semplicemente non c'è il tempo per visitare altri massicci. Almeno da non escludere uno dei posti che conosco e amo già!


Colin Haley in 2010 soloing Aguja Mermoz via the Argentine Route (600m, 6a+, Héctor Cuiñas, Guillermo Vieiro and Fermín Olaechea, 1974)

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