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Cascate di ghiaccio in Spragna, Friuli
Photo by Massimo Candolini
Cascate di ghiaccio in Spragna, Friuli
Photo by Massimo Candolini
Cascate di ghiaccio in Spragna, Friuli
Photo by Massimo Candolini

Jôf Fuart, cascate di ghiaccio nelle Alpi Giulie

24.02.2011 di Massimo Candolini

Cinque cascate di ghiaccio nella Bassa Spragna, una delle valli più severe delle Alpi Giulie che conduce all'impressionante Jôf Fuart, presentate dalla Guida Alpina Massimo Candolini.

Alla testata della Val Saisera, chiusa fra le pareti dello Jôf Fuart ad est e del Montasio a ovest, e sbarrata verso sud dalla giogaia del Buinz, c'è la Spragna, una delle valli più severe delle Alpi Giule. D'inverno è frequentata quasi esclusivamente dagli scialpinisti che percorrono le bellissime forcelle, Il Livinâl da l'ors, la forcella Mosè e la famosissima Huda Paliza e solamente nei periodi di innevamento ideale e manto stabile. Proprio durante una di queste salite ho notato che le cascate, di cui già conoscevo l'esistenza, quest'anno erano splendidamente formate, anzi direi magnifiche. Allora mi sono dedicato a questi flussi ghiacciati, dall'avvicinamento lungo e dal sapore alpinistico. Tutta la Bassa Spragna offre diverse possibilità di cascate collocate in varie zone, il settore qui descritto è quello più appariscente e riguarda la base della Cima de lis Codis, avancorpo ovest dello Jôf Fuart. Conoscendo l'intensa attività svolta dagli alpinisti locali, soprattutto Romano Benet e Luca Vuerich, nonché quella dei fortissimi e numerosi ghiacciatori sloveni, è possibile che alcune di queste cascate siano già state salite. Ciò nonostante non vi è alcuna documentazione di esse, né sulle guide né su internet, così, ho pensato di descrivere questo settore. Senza la pretesa di essere il primo salitore di tutte le linee, mi sono permesso di assegnare un nome e valutare la difficoltà incontrata; nel caso di segnalazioni di prime salite sarò ben felice di modificare il nome della cascata e della cordata degli apritori.

Accesso stradale
Dallo svincolo Valbruna-Tarvisio dell'autostrada A23 raggiungere l'abitato di Valbruna e proseguire risalendo tutta la Val Saisera fino ai parcheggi nei pressi della Malga Saisera e delle piste di fondo.

Avvicinamento
Percorrere le piste di fondo fino alla testata della valle, sotto le grandi pareti del Montasio, dove le piste da fondo riportano verso valle. Ricalcando il percorso del sentiero estivo n. 616, i cui segnavia sono visibili sugli alberi, ci si addentra nella Bassa Spragna lungo il fianco orografico sinistro della valle, prima in un bosco di faggi e poi nella boscaglia fino a giungere in vista delle cascate. Le nostre sono collocate alla base delle pareti della Cima de lis Codis, in direzione sud-sud-est. Le si raggiungono attraversando la boscaglia e poi risalendo direttamente i pendii (ore 1.30-2.00). Per raggiungere Brothers in Arms proseguire verso l'Alta Spragna risalendo il profondo canale e al suo termine, sulla sinistra, si trova la cascata. Si consiglia l'avvicinamento con gli sci, prestare molta attenzione alle condizioni di stabilità del manto nevoso.

Cascata
Grado
Lunghezza
Bellezza
Operazione LCA
4+/III,
220m
È la linea più lunga della zona ed offre una arrampicata varia, con passaggi verticali ma non troppo lunghi.

Cuore di lupo selvaggio
4+/III
190m
Bella linea caratterizzata da due tratti verticali e da una goulotte nell'ultimo tiro

Spragna classic
5/III
120m
È la cascata più evidente della zona, continua e regolare con il secondo tiro più impegnativo.

Lord James Cook
6, M5R, III
160m
Colata elegante e difficile, presenta una prima lunghezza con ghiaccio sottile e di misto, difficile da proteggere. Per raggiungere la candela sospesa vi sono due spit (un passo in A0), quindi con arrampicata tecnica e atletica si raggiunge una seconda candela, questa volta appoggiata. La si supera e di prosegue con arrampicata entusiasmante e aerea fino all'ultima sosta.

Brothers in arms
6, M6
90m
Questa cascata si trova sul lato sinistro del canalone di collegamento fra la Bassa e l'Alta Spragna. Breve ed intensa, presenta una prima lunghezza su ghiaccio, poi è caratterizzata da un difficile ed atletico traverso su roccia che permette di raggiungere la colata di uscita.

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