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L'arco di Ba-Chikele, Chad
Photo by Camp 4 Collective
James Pearson sulla prima via nella regione Enedi, Chad
Photo by Camp 4 Collective
L'arco di Ba-Chikele, Chad
Photo by Camp 4 Collective
The Wine Bottle - la bottiglia di vino
Photo by Camp 4 Collective

Ciad, arrampicare nel deserto dell' Ennedi

11.02.2011 di Planetmountain

Alla fine del 2010 James Pearson, Mark Synnott, Renan Ozturk e Alex Honnold hanno aperto delle nuove vie nel deserto dell' Ennedi in Ciad.

Nel novembre 2010 l'inglese James Pearson e gli statunitensi Alex Honnold, Renan Ozturk e Mark Synott hanno avuto la possibilità di esplorare una parte del deserto dell' Ennedi nella parte nordest del Ciad, Africa. Il risultato è stato una manciata di vie nuove - alcune delle quali tra le più memorabili e belle che abbiano mai salito finora - e la ferma convinzione che questo deserto custodisce ancora una miriade di altre torri inviolate. Ecco una breve relazione di quella che, come c'è l'ha descritta Pearson, per lui è stata la "spedizione della vita".


ARRAMPICARE NEL DESERTO ENNEDI DEL CIAD
di James Pearson

La fine del 2009 mi ha dato l'opportunità di far parte di una spedizione della The North Face nel deserto dell' Ennedi in Ciad, guidato da uno dei membri più esperti della squadra, Mark Synnott. Mark ha sempre storie divertenti da raccontare, io non ero mai stato nel deserto, e queste due cose sono state sufficienti a convincermi a dire sì a questo viaggio verso l'ignoto.

E' passato quasi un anno, e la data della partenza si stava avvicinando - quindi ho deciso che era arrivato il momento di fare una piccola ricerca sulla nostra meta per farmi un'idea di che cosa dovessi aspettarmi. Mark mi aveva inviato un link per vedere un sacco di foto e le immagini della zona erano semplicemente strabilianti. Dune di sabbia, sì, cammelli, sì, deserto e torri inviolate fino all'orizzonte, sì! Le cose stavano andando piuttosto bene fino a quando...

"Il consiglio generale non è cambiato: viaggi essenziali a parte, attualmente sconsigliamo a tutti di visitare la capitale N’Djamena e di visitare tutte le altre regioni del Ciad. Esiste una minaccia di terrorismo e sequestri. Gli attacchi potrebbero essere indiscriminati, e spesso sono accompagnati da un'eccessiva violenza."

Leggere queste informazioni, pubblicate sul sito del Ministero degli Esteri Britannico, a dir poco mi ha reso un po' nervoso, non avevo nessuna voglia di essere rapito o ucciso e quindi non mi importava quanto incredibile il posto potesse sembrare. Ho parlato con più fonti diverse in un tentativo di farmi un'idea giusta ed imparziale della situazione, e sono giunto alla conclusione che i siti ufficiali sono (comprensibilmente) andati sul sicuro, e che la possibilità che accadesse qualcosa di brutto era effettivamente piuttosto bassa. Ciò nonostante, sono salito sull'aereo per N'djamena e mi sono unito al gruppo di americani con una certa dose di trepidazione.

Per far corta questa lunga e sabbiosa storia, il viaggio è stato uno di quelli che si ricordano a lungo - semplicemente incredibile. Dopo una giornata di volo, 3 giornate e mezze spese attraversando la sabbia del deserto, abbiamo avvistato per la prima volta questo mondo alieno, il più isolato dalla civiltà che io abbia mai visto. Una terra dove tutto era ancora da scalare! Era difficile da credere, ma secondo la nostra guida (anche lui uno scalatore e una delle poche guide in questo settore, con 40 anni di esperienza nel deserto), siamo stati il primo gruppo di alpinisti a visitare questo luogo! C'erano sottili archi e torri che spuntavano in ogni direzione, un parco giochi vergine con le migliori linee tutte ancora da aprire ed esplorare - le foto non avevano mentito.

Nei 10 giorni della nostra permanenza abbiamo aperto molte vie, da semplici vie su una roccia sabbiosa e fragile, fino a linea solide e fiere che regalavano panorami perfetti. Il team del Camp 4 Collective è stato al nostro fianco per tutto il tempo documentando ogni salita in tutta la sua gloriosa bellezza e i video e le foto sono tra i migliori che io abbia mai visto.

Per fortuna nostra la situazione in Ciad è stata molto più sicura di quanto avessi temuto e, a parte alcuni "piccoli incidenti", il nostro soggiorno è trascorso senza la minima minaccia. I nomadi del deserto sono tra le persone più forti e resistenti che abbia mai incontrato. Ai miei occhi ignoranti, questa distesa sterile non offre nulla per poter sopravvivere, eppure in qualche modo queste persone riescono a crearsi la loro vita, e sembra che riescano a farlo con un relativo benessere. Solitamente erano molto amichevoli e in alcune occasioni siamo stati visitati da persone che ci hanno portato in dono del latte di cammello tiepido - in realtà era piuttosto buono! Mamma mia che posto...

Per ulteriori informazioni sulla spedizione visitate NeverStopExploring.com

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